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Territorio | 11 aprile 2026, 08:03

Tra risate e verità: il Teatro Manzoni chiude una stagione da record e sorprende con “Le nostre donne”

Una stagione teatrale segnata da grande partecipazione e spettacoli di successo si conclude con entusiasmo e soddisfazione a Busto. Il direttore Marco Bianchi annuncia già la data d'inizio della nuova stagione 2026-2027, forte di un pubblico in crescita

Tra risate e verità: il Teatro Manzoni chiude una stagione da record e sorprende con “Le nostre donne”

Un bilancio che guarda al futuro. Il Sipario ieri sera, venerdì 10 aprile, non si è alzato solo sullo spettacolo, ma anche su una stagione da ricordare. Ad aprire la serata è stato il direttore del Teatro Manzoni Marco Bianchi che ha tracciato un bilancio decisamente positivo dell’annata teatrale appena conclusa. La soddisfazione emerge chiara: l’affluenza è cresciuta rispetto alle stagioni precedenti e il pubblico ha dimostrato di apprezzare una proposta varia e di qualità.

Bianchi non ha nascosto l’orgoglio per aver centrato un obiettivo semplice ma ambizioso: offrire momenti di svago e leggerezza. “La gente vuole divertirsi”, ha sottolineato, evidenziando come il teatro sia riuscito a rispondere a questa esigenza. E lo sguardo è già proiettato in avanti: la nuova stagione prenderà il via il 20 novembre 2026, con spettacoli previsti prevalentemente il venerdì sera e una serata di presentazione fissata per l’ultima domenica di settembre.

I protagonisti di una stagione di successo

A rendere memorabile la stagione sono stati nomi e spettacoli capaci di attirare pubblico e consensi. Tra i più apprezzati spiccano Paolo Cevoli e, soprattutto, “Condominio mon amour” con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori, indicato come il vero trionfatore dell’anno.

Grande riscontro anche per “Sarto per signora” di Max Pisu, mentre fuori cartellone ha stupito lo spettacolo dell’illusionista, arrivato a sfiorare il tutto esaurito. Un insieme di proposte che ha saputo intercettare gusti diversi, mantenendo sempre alta la qualità e confermando il teatro come punto di riferimento culturale e di intrattenimento.

Una commedia brillante tra ironia e tensione

La serata del 10 aprile ha poi lasciato spazio a uno degli spettacoli più vivaci della stagione: “Le nostre donne”, diretto da Alberto Giusta. Fin dalle prime battute, la commedia si  è distinta per un intreccio raffinato e incalzante, capace di mescolare comicità e profondità con grande equilibrio.

In scena, Enzo Paci, Luca Bizzarri e Antonio Zavatteri hanno dato vita a una prova attoriale intensa e coinvolgente. Il loro dialogo serrato ha trascinato il pubblico in un vortice di confessioni, tensioni e improvvisi colpi di scena, mantenendo costante l’alternanza tra risate e riflessione.

Le donne assenti che dominano la scena

Uno degli elementi più originali dello spettacolo è stata l’assenza fisica delle figure femminili, che tuttavia diventano il centro emotivo della narrazione. Evocate attraverso racconti, sospetti e ricordi, le donne sono state presenze costanti, quasi tangibili, attorno a cui sono ruotate le fragilità e i conflitti dei protagonisti.

Il risultato è stato uno specchio delle dinamiche affettive e delle insicurezze maschili, raccontate con uno sguardo che riesce a essere insieme leggero e tagliente, ironico e spietato.

Un ritmo serrato tra gag e colpi di scena

La scena si è sviluppata in un salotto minimalista, con pochi elementi essenziali: un divano beige, un tavolo, un piccolo armadio e un bancone. È qui che ha preso forma una vicenda dai toni inizialmente drammatici, che ruotavano attorno a un presunto femminicidio.

La tensione è stata però subito alleggerita da battute e situazioni paradossali. I tre amici hanno cercato di costruire un alibi, hanno discusso, si sono accusati e difesi, in un susseguirsi di gag e dialoghi rapidi che non hanno lasciato tregua allo spettatore. Il racconto del presunto delitto, nato da un sospetto di tradimento, si è trasformato così in una girandola di equivoci e rivelazioni.

Il finale che ribalta tutto

Quando la storia è sembrata ormai definita, è arrivato il colpo di scena che ha ribaltato completamente la prospettiva: Agnese, la moglie creduta morta, è in realtà viva e ha denunciato il marito alla polizia.

Un finale sorprendente che ha chiuso la commedia con intelligenza, lasciando il pubblico tra stupore e risate. Ancora una volta, il Teatro Manzoni ha dimostrato di saper offrire spettacoli capaci di divertire e far riflettere, confermando una stagione che, numeri e applausi alla mano, può dirsi pienamente riuscita.

Laura Vignati

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