Territorio - 10 aprile 2026, 14:58

“Le relazioni che curano” in sei percorsi: dalla (pre)adolescenza all’età adulta, proposte gratuite per affrontare le fragilità

L’associazione Lilliput, in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, ha messo a punto cicli di incontri per piccoli gruppi. Focus su gravidanza, genitorialità, costruzione di legami personali e di gruppo, rifiuto di andare a scuola. L’assessore Reguzzoni: «Ci rivolgiamo a tutti, anche a persone lontane dagli stereotipi sugli utenti dei servizi sociali»

Le relazioni che curano, la presentazione in Municipio

«Ci troviamo davanti generazioni diverse e fragili, bisognose di supporto proveniente dalla famiglia ma anche dall’esterno, educativo. Il progetto “Le relazioni che curano” è pensato per lavorare su differenti fronti, sui più giovani, sulla costruzione di rapporti in famiglia, sugli adulti. Ci rivolgiamo a tutti, anche a persone non incasellabili negli stereotipi sugli utenti dei Servizi sociali. Lo facciamo con l’associazione Lilliput, referente anche del tavolo per la prevenzione del disagio minorile, che mette a disposizione percorsi gratuiti». Presenta così Paola Reguzzoni, assessore ai Servizi Sociali, i sei percorsi messi a punto dal sodalizio con sede in via Mazzini (lì avverranno gli incontri, rigorosamente per piccoli gruppi, formati anche in seguito a colloqui conoscitivi).

Psicologi e psicoterapeuti seguiranno i partecipanti in cicli dedicati a specifici temi per altrettanto specifiche fasce d’età. L’intera iniziativa è stata illustrata oggi a Palazzo Gilardoni con alcuni dei professionisti coinvolti (Estella D’Elia, Fabio Vitale) e le cofondatrici di Lilliput, Alessandra Locati e Manna Guscelli. «Svolgiamo un’attività di osservatorio clinico – ha fatto presente la prima – e con il Comune intercettato bisogni piscologici rilevanti ed emergenti su cui collaborare. L’intento è raggiugere quante più persone possibile per aiutarle a sentirsi meno sole». «Siamo arrivate a definire i raggruppamenti sulla base delle esigenze rilevate – ha precisato la seconda – scegliendo di lavorare con piccoli gruppi per garantire la giusta accoglienza. Alcuni partiranno a breve, altri a settembre/ottobre».

Di seguito, l’elenco dei percorsi:

-            “Chi sarò: un laboratorio di identità e scelte”, dottoressa Beatrice Martelli, in partenza a maggio (18-25 anni)

-            “Incontrarsi tra pari: un percorso per costruire legami", dottoressa Beatrice Macchi (14-19)

-            “Mettersi in gioco: emozioni, ruoli e relazioni”, dottoressa Lorenza Celiberti (16-25)

-            “Attese che nutrono: arte e cura nel tempo dell’attesa”, con The Blue Drop Art Therapies (future mamme, dalla 24esima alla 32esima settimana)

-            “Quando andare a scuola fa paura: comprendere e intervenire insieme”, dottoressa Estella D’Elia (genitori con figli in età scolare)

-            “Parole in famiglia: comprendere e comunicare nell’adolescenza”, dottor Fabio Vitale (genitori con figli tra 11 e 18 anni).

«Fra i punti rilevanti del progetto – la sottolineatura dell’assessore – ci sono l’idea del gruppo, oggi indebolita dalla diminuzione delle relazioni fisiche e dalla crescita dei rapporti sociali uno a uno; la proposta, in qualche caso anche leggera, pensata per esigenze, provenienze ed età diverse; il portare fuori casa, nel mondo reale, persone che spesso tendono a vivere in un universo parallelo. E l’attenzione alla fascia delle scuole medie: sempre più vediamo che l’adolescenza, oggi, inizia lì, con le sue tipiche fragilità e le famiglie prese in contropiede».

Per iscrizioni e info: https://www.lilliputaps.it/eventi/.

S.T.