Territorio - 09 aprile 2026, 20:44

Niente numeri dalla Liguria: seduta interlocutoria, con malumori, sulla colonia di Alassio

La Commissione Servizi Sociali si è riunita per ascoltare il gestore, l’associazione Libertas. Al netto di risposte arrivate col contagocce, è emerso che la realtà impegnata a preparare la prossima stagione ha avanzato una manifestazione d’interesse per un progetto a lungo termine. Si aggiunge a due richieste di sopralluogo. L’assessore Reguzzoni: «Chiederò formalmente i dati. Ma non dimentichiamo le difficoltà di una struttura vecchia, che necessita di interventi per milioni, in una situazione di mercato difficile»

Nel riquadro, un momento della commissione

A un certo punto l’impossibilità di avere numeri o date da Andrea Rapa, presidente di Libertas Imperia, ha accomunato in un brusio bipartisan minoranza e maggioranza. È successo durante la Commissione Servizi Sociali di questa sera, chiesta dai consiglieri Cinzia Berutti, Valentina Verga, Paolo Pedotti, Maurizio Maggioni e Santo Cascio proprio per ascoltare il gestore della residenza “Sorriso dei bimbi”, un pezzo di storia per Busto, un ricordo indelebile per migliaia di persone. Ma dalla Liguria (il referente di Libertas era videocollegato con palazzo Gilardoni) di dati ne sono arrivati pochi. Nulla di preciso sulle presenze registrate nel 2025 né su quelle previste o prevedibili per l’estate 2026. Non ci sono punti fermi nemmeno sulla prossima apertura di spiaggia e struttura: giugno è in una sorta di limbo, a luglio si dà per sicuro che l'operatività sia ripristinata, fino a settembre.

Al di là delle reazioni a tratti indispettite in sala consiliare, i motivi di tanta incertezza sono (ri)emersi: lavori in corso, assolutamente necessari per riaprire porte e ombrelloni ma dalla conclusione non del tutto definibile.

Libertas è comunque determinata ad andare avanti. Lo farà nonostante una convenzione in scadenza a giugno. «È stata decisa una proroga – ha fatto presente l’assessore ai Servizi Sociali, Paola Reguzzoni – così da garantire una continuità, tra raccolta delle prenotazioni e gestione». Altra nota positiva, emersa a fine seduta: proprio Libertas ha risposto con una manifestazione d’interesse al bando del Comune per tracciare il futuro della colonia (il tentativo precedente non aveva sortito effetti). Ci sono anche due richieste di sopralluogo da parte di altri soggetti. Motivi di speranza. Intanto, però, che cosa è successo e sta succedendo in riva al mare?

Rapa non ha nascosto che i risultati della scorsa stagione siano stati deludenti, con cancellazioni ripetute da parte di gruppi interessati a soggiornare nella residenza. Colpa, ha detto e ribadito, delle corse al rattoppo su un immobile acciaccato: «Ma abbiamo capito come e dove intervenire. La struttura, che pure ha bisogno di interventi radicali, ha un potenziale pazzesco. Noi ci crediamo».

E le magagne? Note e meno note: spazi concepiti e realizzati decenni fa, come gli impianti, portata dell’acqua insufficiente a reggere eventuali sold out, perfino recinzioni da rimettere in sesto perché brutalizzate dai cinghiali nei periodi di scarsa o nulla presenza umana. La prospettiva è, comunque, di rimediare a quanto necessario per assicurare un’estate 2026 diversa dalla precedente. Libertas, ha anticipato Rapa, ha pronto un progetto, non svelabile in questa fase ma elaborato sulla base di una conoscenza maturata nel tempo, per guardare al lungo periodo con occhi diversi, mantenendo multifunzionalità della struttura e vocazione sociale, con attenzioni specifiche, anche a seconda dei periodi dell’anno, per famiglie, anziani, accoglienza di bambini e gruppi.

Informazioni che, nella Commissione presieduta da Francesca Gallazzi, sono emerse grazie a richieste, come detto, bipartisan: si sono succeduti gli interventi dei consiglieri Cinzia Berutti, Giuseppina Lanza, Orazio Tallarida, Paolo Geminiani, Marco Lanza.

Le prospettive sanno di sfida, come sottolineato una volta di più dall’assessore: «Con una procedura aperta, questo non è il momento per conoscere dettagli progettuali. Resta il fatto che la struttura è vecchia, la tipologia di gestione finale cambia in parte i progetti di ristrutturazione, dai costi comunque milionari. Che servizio vogliamo dare? Quello attuale possiamo definirlo “di mantenimento” ma non è particolarmente utile a Busto. Il ceto medio non è interessato a quel tipo di soluzione per le vacanze, quello basso, nonostante le facilitazioni per i bustesi, non può permettersi i costi della Liguria. Anche da questo nascono le difficoltà e i tempi lunghi per intervenire. Il bando attualmente aperto scade il 20 aprile».

Impegni dall’assessore: «Chiederò numeri precisi sulle presenze». Andrea Rapa si è detto disponibile a fornirne. «Sarebbe utile anche conoscere la provenienza degli utenti, vedere quanti sono stati quelli di Busto e di altre zone» ha aggiunto il consigliere Geminiani. Sottolineatura finale di Cinzia Berutti (Pd): «Ricordo che all’origine della richiesta di commissione c’era anche una nostra proposta, la partecipazione del Comune a un bando nazionale per ottenere un capitale da investire. Utile, alla luce di quanto si è detto sui costi».

Stefano Tosi