Politica - 09 aprile 2026, 12:28

“La Salute è un diritto”, sabato mobilitazione in piazza per la sanità lombarda

«È urgente porre fine a questo ricatto delle liste d’attesa e rilanciare il sistema sanitario regionale», afferma Samuele Astuti, sottolineando la necessità di «rafforzare personale, ambulatori e Case della Comunità»

Sabato 11 aprile, alle ore 15, in piazza città di Lombardia, comitati, associazioni, sindacati e forze politiche si riuniranno sotto il palazzo della Regione per richiamare l’attenzione sui problemi della sanità lombarda e per ribadire con forza che “La Salute è un diritto”.

“E lo deve essere anche in Lombardia – afferma il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti – dove la destra ha costruito un sistema che favorisce la privatizzazione, costringendo sempre più cittadini a pagare per curarsi. È urgente porre fine a questo ricatto delle liste d’attesa che arricchiscono i grandi gruppi privati a discapito dei cittadini e rilanciare il sistema sanitario regionale, sostenendo infermieri, medici, tecnici e professionisti, e garantendo una medicina territoriale più vicina alle persone”.

“Dobbiamo ripartire dai fondamentali: prevenzione, territorio e migliore integrazione tra sanità privata e pubblica – continua Astuti –. Chiediamo che i fondi regionali sostengano prestazioni pubbliche essenziali, anche se meno remunerative, proprio come indicato nella nostra proposta di legge di iniziativa popolare, bocciata dalla destra senza discussione. Serve inoltre rafforzare il personale stremato, colmare le carenze di infermieri, specialisti e medici di famiglia, e organizzare meglio ambulatori, poliambulatori e Case della Comunità, sfruttando le risorse del PNRR che stanno per finire”.

“Oggi la Lombardia è lontana dall’eccellenza proclamata da chi governa da trent’anni. Non lo diciamo noi, ma il Ministero e Agenas, che ha certificato l'ottavo posto di Regione Lombardia come capacità di rispondere ai livelli essenziali d'assistenza. È ora di passare dai proclami ai fatti: non tutto funziona male, ma ciò che non funziona va assolutamente cambiato” conclude Astuti.


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