Storie - 08 aprile 2026, 14:20

Vincenzo, la voglia di vivere e il bene che ritorna: una gara di solidarietà per il viaggio della speranza

Dal reparto delle Cure Palliative di Busto Arsizio a Eboli per avere a fianco la famiglia e potersi sottoporre a un trapianto di cuore: il cardanese Vincenzo D’Andrea racconta la sua storia per ringraziare CuoriEroi per Bambini Eroi e la Croce Rossa che hanno reso possibile tutto questo

CuoriEroi e Croce Rossa, squadra di solidarietà vincente

L’amore per la vita e l’amicizia che si mettono in viaggio, insieme: affrontano ore e chilometri, battendo la fatica con la speranza, gli ostacoli con la solidarietà. C’è tutto questo e molto di più nella strada condivisa da Vincenzo D’Andrea con i volontari della Croce Rossa di Busto Arsizio grazie anche alla generosità dell’associazione CuoriEroi per Bambini Eroi. Quarantanove anni, Vincenzo ha dovuto lottare tanto per motivi gravi di salute, ma non ha mai smesso di guardare avanti. E dopo una nuova emergenza, nuove tribolazioni ha deciso di sottoporsi a un trapianto di cuore. Perché vuole tornare a lavorare, fare piccoli e grandi atti quotidiani, in una parola vivere. Ma perché ciò potesse avvenire, doveva avere accanto la sua famiglia, che è a Eboli.

Ecco che con l’associazione CuoriEroi di Venegono Superiore e la Cri appunto, ce l’ha fatta.

Non arrendersi mai

È di Cardano al Campo, Vincenzo, ha lavorato all’aeroporto, quindi nell’azienda Do&Co dove ha trovato molta umanità.

«A quarant’anni ho avuto il primo infarto e mi hanno dato un’invalidità dell’80 per cento – racconta - quindi potevo lavorare. Il problema è nato nel gennaio dello scorso anno… ero in casa, ho toccato dentro un piede e si è formata una necrosi, perché io sono diabetico. Per fortuna me l’hanno salvato». Ma a giugno una notte Vincenzo si sente male. Una corsa al pronto soccorso, poi un intervento all’Humanitas di Castellanza. L’uomo ha un problema congenito alla pompa cuore e con la polmonite le cose si complicano. Al Niguarda lo screening per mettersi in lista e avere il trapianto di cuore. Ma per fare questo occorre avere a fianco dei familiari e la sorella di Vincenzo risiede a Eboli.

Lui cerca nel frattempo di andare avanti, lavora anche se meno ore per via dell’invalidità nel frattempo cresciuta al 100%. Avvengono però degli scompensi cardiaci, finisce in Terapia intensiva a Saronno e quindi si prendono di cura di lui all’hospice di Busto Arsizio.

Un viaggio impegnativo

Per riprendere la sua vita, Vincenzo deve affrontare quel viaggio, impegnativo da tutti i punti di vista, cosicché possa essere sottoposto al trapianto di cuore al Monaldi di Napoli.

Il cardanese in passato ha partecipato all’associazione Cuorieroi per Bambini Eroi, fondata da Antonino Galici a Venegono Superiore: «È la mia associazione – dice con orgoglio – Andavamo per fare le raccolte, ci vestivamo da personaggi della Marvel… Il fondatore ha preso la medaglia al valore da Mattarella, una persona splendida. Loro hanno sostenuto subito una parte importante delle spese del viaggio. Quando ho chiamato il nostro presidente per ringraziarlo, mi venivano le lacrime». Ma ha reso possibile questa impresa anche la Croce Rossa: «È stato un lavoro di squadra – osserva Vincenzo D’Andrea – Due persone splendide anche loro, mi hanno portato a Eboli».

Due magnifici volontari che hanno viaggiato per 24 ore con l’ambulanza: all’andata con il loro assistito, ma anche in fondo amico perché un’esperienza comune così unisce le esistenze.

Un lavoro di squadra

 La dottoressa Federica Pozzi, a nome dell'Equipe della SC Complessa Hospice e Cure Palliative di Busto, li ha ringraziati «per la generosità dimostrata nell'organizzazione del trasporto sanitario verso Eboli del nostro giovane paziente – aggiungendo - La collaborazione e professionalità dei vostri volontari, a cui prego di estendere il ringraziamento, ha permesso nella giornata nazionale delle Cure Palliative di realizzare un profondo atto di cura, missione prima di una vera medicina. Grazie di cuore».

Dal canto suo, il presidente della Croce Rossa di Busto Arsizio Giulio Turconi ha risposto: «Mi unisco a quanto da Lei affermato, ringraziandoVi personalmente e a nome di tutto il Comitato per la pronta disponibilità e l'umanità (...che non dimentichiamo essere uno dei nostri 7 Principi...) da Voi dimostrata in questo servizio, credo che ringraziamenti così, ci diano merito ma soprattutto gratifichino l'impegno che tutti i giorni mettiamo nell'essere Volontari di questa grande associazione che si chiama "Croce Rossa”».

La riconoscenza

Adesso Vincenzo deve riprendere le energie e affrontare la partita più importante. Non è solo, perché ha accanto la famiglia a partire dalla sorella Maria alla quale è profondamente grato. Come esprime tutta la sua riconoscenza a tutto lo staff dell'hospice di Eboli, "Il giardino dei Girasoli".

Ma lui sa anche che un giorno tornerà a Cardano dove ritroverà l’altra sua famiglia: CuoriEroi per BambiniEroi. Potrà anche ringraziare coloro che l’hanno aiutato tanto, che ha conosciuto in questi momenti difficili in cui – ancora una volta – non ha mai abbandonato la speranza.

Ed è questa la parola che raccogliamo mentre salutiamo Vincenzo, in attesa del trapianto: «Io spero tra un paio d’anni di poter tornare a fare la mia vita». In questo periodo ha lottato per avere le forze di lavorare, al suo posto tiene tantissimo. Come tiene a esprimere la sua gratitudine: per questo, ha raccontato la sua storia.

Marilena Lualdi