Politica - 02 aprile 2026, 13:54

Vinitaly, Massari e Caruso: vino integra ospitalità, cultura, paesaggio e artigianato

Alla presentazione della manifestazione una certezza: "In Lombardia questo patrimonio si esprime in modo particolarmente ricco"

Il vino si intreccia con il marketing territoriale, l'offerta turistica, temi fondamentali per la promozione del made in Italy e della Lombardia. Il concetto di 'terroir' mutuato dalla cultura transalpina esprime bene, del resto,  l'aspirazione a una conoscenza diffusa del territorio attraverso i suoi prodotti. Lo ha evidenziato l'assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Debora Massari, intervenendo nel corso della presentazione di Vinitaly, oggi a palazzo Lombardia.  “Vino è esperienza, territorio, relazione ed appartenenza - ha detto Massari -.  Sempre più i viaggiatori scelgono le destinazioni partendo dall'enogastronomia. Portare le persone nei luoghi della produzione significa creare valore e costruire futuro.  E la Lombardia possiede oggi tutte le condizioni per consolidarsi come una delle principali destinazioni enogastronomiche a livello internazionale. Ha una capacità unica, integrare il vino con ospitalità, cultura, paesaggio e artigianato. Il vino, insieme alla ricchezza della tradizione culinaria e alla qualità dell’accoglienza, rappresenta un potente strumento narrativo capace di trasformare la visibilità globale in un’attrattività concreta, duratura e diffusa.  È attraverso questa integrazione tra identità, esperienza e territorio che possiamo generare valore stabile, rafforzando il posizionamento della regione nei circuiti turistici di eccellenza”.

"A Vinitaly il visitatore potrà immergersi in una esperienza interattiva attraverso la quale scegliere un vino lombardo - ha annunciato Massari - e vedere il territorio da cui nasce, attraverso immagini, suoni ed atmosfere. L'obiettivo è trasformare il vino in linguaggio. Sono previsti altri momenti di coinvolgimento e partecipazione, dove il visitatore potrà scoprire il suo profilo di 'wine lover'.  Lavoriamo, dunque,  per rafforzare un turismo esperienziale basato sulla relazione, che sia in grado di parlare in modo nuovo.  La vera sfida è lasciare un ricordo, un'emozione, un legame con il territorio. Solo così il turismo si conferma strumento di crescita tra i più potenti a nostra disposizione".

A chiudere il quadro è il valore culturale della filiera enogastronomica, sottolineato dall'assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. “Una cultura concreta, fatta di saperi, di gesti e relazioni. Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco rafforza un messaggio fondamentale e ci invita a guardare anche al vino come vero e proprio linguaggio culturale. La nostra tradizione non è soltanto eccellenza produttiva, ma un patrimonio identitario fatto di gesti, conoscenze e relazioni che si tramandano nel tempo. Per questo padiglione Lombardia vuol essere luogo che racconta un modello di sviluppo, che mette al centro qualità e trasmissione di conoscenza. Guardiamo a questa nostra esperienza come a un viaggio tra i territori e tra i sapori che diventano memoria condivisa per tutti noi. In Lombardia questo patrimonio si esprime in modo particolarmente ricco”.

LNews


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