Hockey - 01 aprile 2026, 11:08

Novità societaria in arrivo ai Mastini. La rimonta pazzesca dell'Aosta

In un'intervista a Radio Village il presidente giallonero fa il bilancio della stagione e guarda al futuro. La serie di finale sull'1-1

Mentre l'Aosta vince 5-2 gara 2 e impatta la serie di finale trascinato da Nardella (tre gol) e McNally (tre assist), dopo una rimonta pazzesca sul Caldaro, che era sul 2-0 fino al 38' e ancora 2-1 al 56' prima di crollare nel finale subendo secondo, terzo, quarto e quinto gol (c'è anche la doppietta di Fraschetta) negli ultimi 4 minuti, vi proponiamo una parte della lunga intervista del presidente dei Mastini, Carlo Bino, nella diretta nell'ultima puntata di "Sport in Rete", la trasmissione condotta da Max Airoldi ogni lunedì sera su Radio Village Network.

Il presidente Bino ha risposto a domande su tutti gli argomenti, dagli adii di Perla, Devèze e Da Rin al bilancio della stagione, parlando anche dei giornalisti che seguono i Mastini, ma noi vi proponiamo per cominciare ciò che ha detto sul futuro del club, diviso per argomenti. In particolare Bino ha annunciato novità a livello societario: a quanto abbiamo appurato, sarebbe imminente l'ingresso di una nuova figura importante e ben conosciuta nel mondo dell'hockey e dei Mastini. Cliccando QUI è possibile riascoltare tutta l'intervista.

Nuova stagione
«Si parte a lavorare prima che finisca quella in corso e ovviamente ci si mette a tavolino e si vanno a identificare i giocatori. Prima vai a cercare l'allenatore, ovviamente, perché dall'allenatore poi parte tutta la struttura della società e dei ragazzi. Poi vai a riconfermare i giocatori e a cercare quelli nuovi. Ovviamente l'allenatore che arriva deve sapere che c'è un gruppo di persone storiche».

«Sicuramente c'è rispetto e affetto verso i nostri ragazzi di Varese, i giovani che sono arrivati, gli stranieri che hanno fatto molto bene. Diciamo che normalmente se una squadra fa bene come ha fatto quest'anno ed è arrivata dove è arrivata, ovviamente vanno fatti degli innesti per cercare di migliorarsi, ma non devi stravolgere una buona struttura»

«Sono molto tranquillo e positivo perché la nostra è già una squadra importante. Se e quando qualcuno deciderà di smettere, lo farà perché lo avrà deciso lui: noi non diremo mai "smetti" a nessuno perché abbiamo ragazzi a cui dobbiamo tanto rispetto».

Matteo Malfatti, il lavoro dietro il mercato e gli stranieri
«Vorrei dire due parole su Matteo Malfatti. Comunque è una persona che da 40 anni è nell'hockey a Varese. Lui dà sempre il massimo per la squadra. Poi ovviamente si può sbagliare e, come sbagliamo noi, sbagliano anche gli altri, nel senso che comunque non è mai semplice andare ad azzeccare le scelte».

«Il budget è quello: magari vorresti prendere 5 e invece prendi 3. Pisarenko l'anno prima aveva fatto benissimo al Fassa, quest'anno arriva qua e magari ha qualcosa, non si trova bene e non rende come deve, ma questa non è una responsabilità di Matteo Malfatti, di Carlo Bino o della società. Noi lavoriamo sempre per portare qui i migliori».

«Quest'anno siamo contenti, comunque Rafa Bastille ha fatto una grande stagione ed è una brava persona. Oggi lo vorrebbero tutti... Noi scegliamo anche i ragazzi fuori dal ghiaccio: guardiamo come si comportano. Cerchiamo e vogliamo portare a Varese solo ragazzi di una certa educazione».

Allenatore: il primo obiettivo era Matikainen
«Juhani Matikainen a Varese è stato benissimo e per noi era la priorità: con alcuni innesti avrebbe potuto vincere. Però ha un bambino di tre mesi e una bambina di quattro anni e la moglie che lavora in Austria, e quindi ci ha detto: "Ho provato per due mesi a stare lontano da casa, ma la mia famiglia ha bisogno che io sia presente"».

«Ora stiamo lavorando su altri profili interessanti e vedremo di cercare il meglio per noi. Nel mese di aprile dovremo comunque avere l'allenatore... perché poi da lì parte tutto il resto».

Nessun rimpianto per le scelte fatte e il ringraziamento di Borghi
«Quest'anno io sono tranquillo perché non ho nessun rimpianto. Tutto quello che ho dovuto fare, l'ho fatto. L'anno scorso una persona molto vicina, che è un giornalista, mi ha detto: Carlo, tu hai sbagliato perché devi fare quello che senti. L'ho fatto e comunque questo giornalista ce l'ha con me».

«Personalmente noi siamo sereni perché abbiamo fatto delle scelte importanti tra allenatore, giocatori, inserimenti e quant'altro, però oggi non ho nessun rimpianto perché tutto quello che volevamo fare lo abbiamo fatto».

«Mi ha fatto molto piacere avere ricevuto la chiamata di Marcello Borghi, che mi ha ringraziato per quanto fatto quest'anno in cui sono stato più presente, compiendo anche scelte forti. Però alla fine sono scelte che hanno migliorato e dato un beneficio alla squadra. Ricevere il grazie di Marcello, visto il rispetto che ho per quel ragazzo che è anche capitano e grande giocatore, mi ha fatto enormemente piacere perché comunque vuol dire che il lavoro fatto è stato apprezzato, e non è facile prendere decisioni che non ti fanno dormire la notte».

«Non me ne andrò. Altrimenti 4 anni fa lasciavo i Mastini dove erano...»
«Carlo Bino non se ne andrà mai dai Mastini, perché se no quattro anni fa li lasciavo dove erano. È ovvio che in quattro anni abbiamo avuto una crescita esponenziale pazzesca, siamo partiti da un livello X e siamo arrivati a un livello Y, ma il livello Y non è solo quello sul ghiaccio, comprende un contorno di aziende, un pubblico che ci segue... quindi c'è un lavoro pazzesco che viene fatto dietro questa società».

«Tutte quelle persone che avete visto sul ghiaccio nella sera del saluto al pubblico vengono coordinate da un gruppo di lavoro dove a capo c'è Carlo Bino. E quello che Carlo Bino vuole fare nel futuro è strutturare la società in maniera diversa, facendo entrare nel gruppo di lavoro persone competenti e capaci per far sì che i Mastini Varese diventino sempre più un'azienda solida e seria nei prossimi anni».

«L'obiettivo dei Mastini deve essere quello di arrivare a giocare la Serie A con le altre squadre italiane di Alps. Noi dobbiamo strutturarci in maniera tale da essere pronti per quel momento... È partito tutto come una sfida personale quando la vecchia società voleva mollare. Chi la prende? Nessuno. Allora mi sono detto: "Ok Carlo, tira fuori le palle e fallo per il bene della tua città, per il bene dei Mastini". Io questo passo l'ho fatto, dopo quattro anni è arrivato il momento che venga fatto anche da altre persone».

Il futuro della IHL
«Il campionato di IHL può crescere tantissimo. Siamo in un gruppo di lavoro dove metà società remano da una parte e l'altra metà dall'altra. Nel senso che squadre come noi, l'Aosta, l'Alleghe, il Feltre... vogliono crescere, mentre altre come Caldaro, Appiano, Bressanone e Dobbiaco sono realtà un po' più piccole che vivono accanto a Bolzano e Merano e tendono a rimanere come sono. Sono tutte grandissime persone e bellissime società, però a loro va bene rimanere così, per esempio con due soli stranieri».

«È arrivata la decisione di aprire al terzo straniero, che noi abbiamo portato avanti. Avremmo voluto che riguardasse anche il portiere, con un oriundo under 24 che dopo 16 mesi diventava italiano, ma ci è stato risposto picche con la motivazione secondo cui "devono crescere i portieri italiani". Io, molto semplicemente, ho risposto: se i portieri italiani che abbiamo non sono di qualità, difficilmente faranno carriera nell'hockey italiano, in Alps, in ICE o in nazionale, e lo dico non certo perché ce l'ho con i ragazzi che giocano, anzi. Abbiamo due portieri forti, Rohregger e Perla, mentre tutti gli altri sono portieri normali».

«Spero che i giovani del Val Pusteria che hanno vinto la Division I vengano a fare la IHL perché, con la prima squadra in ICE, la seconda nel nostro campionato permetterebbe ai loro talenti di migliorare molto più che nella categoria inferiore. Bisognerebbe pensare tutti quanti, federazione compresa, a lavorare per il bene dell'hockey e per il futuro. Sicuramente la IHL crescerà e noi vorremmo che si arrivasse al punto di fare un'unica Serie A. Perché dal nostro budget a quello del Cortina o dell'Asiago balla veramente poco».

Sponsor, tifosi e novità in arrivo
«I ringraziamenti importanti da fare sono due. Sicuramente agli sponsor, che sono aziende vicine e amiche che ci supportano e ci sopportano: con loro si è veramente creato un bellissimo gruppo di lavoro. Tant'è vero che l'8 aprile faremo una serata in Elmec con tutti i nostri sponsor per progettare e programmare il futuro.
L'altro grazie va ai nostri tifosi, che comunque sono sempre presenti. Grazie ai tifosi che amano veramente i colori gialloneri, non a parole ma con i fatti, e che sono veramente tanti: noi faremo tutto il possibile per far sì che questo progetto continui in maniera ancora più bella e più importante».

«Sicuramente ci saranno delle novità importanti nei prossimi giorni perché non ci fermiamo e di fronte abbiamo una città intera che merita comunque tutto il bene, tutta la passione e l'amore possibili per questo sport, ma non solo sul ghiaccio ma anche fuori».

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LA FINALE - GARA 2

Aosta-Caldaro 5-2 (0-1, 1-1, 4-0)
Reti: 15’25” Saha (Alanne, Wieser) in sup. 0-1; 22′ 41” Wieser Galassiti) in inf. 0-2; 38’19” Nardella (Lysenko, McNally) 2-1; 56’01” Nardella (Badoglio) 2-2; 56’39” Fraschetta (McNally) 3-2; 58’36” Fraschetta (McNally, Mocellin) a porta vuota 4-2; 59’03” Nardella a porta vuota 5-2
Aosta: Perla (Montini); Lysenko, Sukhytskyi, McNally, Nimenko, Nardella; De Santi, Oberhoeller, Badoglio, Fraschetta, Mocellin; Capra, Helfer, Mazzocchi, Movchan, Verza; Villanueva, Lenta, Minniti. Coach: Luca Giovinazzo
Caldaro: Rohregger (Pallabazzer); Clericuzio, Valentini, Alanne, Wieser, Saha; Massar, Michael Soelva, Selva, Maximilian Soelva, Oberrauch; Schmid, Schoepfer, De Donà, Vinatzer, Galassiti; Reffo, Erlacher, Cappuccio, Oberrauch; Oberhuber. Coach: Teemu Virtala
Arbitri: Simone Lega, Simone Vignolo (Davide Magliano, Luca Tortia)
Penalità: 0′ Caldaro – 0′ Aosta
Note - Tiri Ao 23, Cal 28. Penalità Ao 8', Cal 6'. Spettatori: 705.
Gara 3, Caldaro-Aosta (serie: 1-1), giovedì 2 aprile alle ore 20.30
Gara 4, Aosta-Caldaro, sabato 4 alle 20
Gara 5, Caldaro-Aosta, martedì 7 alle 20.30

A.C.


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