Crescono in Italia le donazioni e i trapianti di organi. Secondo il report preliminare del Centro Nazionale Trapianti, nei primi dati relativi al 2025 si registra un aumento del 3,2% nelle donazioni e dell’1,2% nei trapianti. Un trend positivo a cui contribuisce in modo significativo anche l’Ospedale di Circolo di Varese, da anni tra le realtà più attive in Lombardia per numero di donazioni di organi e tessuti (in calce il dettaglio).
Proprio nei giorni scorsi, nella struttura varesina è stata portata a termine una complessa procedura di donazione a cuore fermo controllata, una modalità che prevede l’accertamento della morte con criteri cardiaci e che, in casi selezionati, consente anche il prelievo del cuore. L’organo, dopo l’accertamento del decesso, viene riperfuso grazie a un sistema di circolazione extracorporea.
Un intervento altamente specialistico che ha richiesto il coinvolgimento di decine di professionisti e la collaborazione con diversi centri trapianto lombardi. Oltre al cuore, sono stati prelevati anche fegato, reni e tessuti, tra cui cornee e cute.
Determinante il lavoro di squadra all’interno dell’ospedale: dalla Terapia Intensiva al blocco operatorio, dalla cardiochirurgia ai servizi diagnostici. Le attività si sono svolte nella sala operatoria ibrida, dotata di tecnologie avanzate, con il coordinamento della responsabile del Procurement ospedaliero, Federica De Min, e il supporto del Coordinamento Regionale Operativo diretto da Marco Sacchi.
In prima linea l’équipe della Terapia Intensiva Generale, diretta da Luca Cabrini e guidata da Davide Maraggia, insieme al personale del blocco operatorio per la parte anestesiologica coordinato da Alessandro Bacuzzi e al personale infermieristico e di supporto guidato da Antonio Staffa (DAPSS). Fondamentale anche il contributo della Cardiochirurgia e della Terapia Intensiva cardiochirurgica dirette da Paolo Severgnini, con Lorenzo Introzzi e i tecnici perfusionisti impegnati nella gestione della circolazione extracorporea.
La fase di preparazione e valutazione del donatore ha coinvolto numerosi specialisti: Paolo Grossi per la consulenza infettivologica del Centro Nazionale Trapianti, Alberto Passi (laboratorio di chimica), Nicasio Mancini (microbiologia), Stefano La Rosa (anatomia patologica), Massimo Venturini (radiologia), Andrea Ambrosini (nefrologia), Battistina Castiglioni (cardiologia), Nicola Zerbinati (dermatologia), Massimo Alonzo (medicina legale), Giulio Carcano (chirurgia generale d’urgenza e trapianti) e Antonio Triarico per la Direzione medica di presidio.
Alla riuscita dell’intervento hanno contribuito anche i centri trapianto dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e la Banca della Cute e dei Tessuti dell’Ospedale Niguarda.
Alla base di tutto, però, resta la scelta del donatore e il consenso dei familiari: un gesto che trasforma il dolore in un’opportunità di vita per altri pazienti.
Dati 2025 ASST Settelaghi:
Donazioni DBD (cuore battente): 15
Donazioni DCD (cuore fermo): 7
Donazioni multitessuto a cuore fermo: 12
Donatori di cornee: 196 (388 cornee).
Un trend in aumento già nei primi mesi del 2026 che vede ad oggi 4 donazioni DBD, 7 donazioni DCD, 4 donazioni multitessuto e 62 donatori di cornee.