“Approvata oggi in aula la mia proposta di integrare il testo della Risoluzione dedicata alla Sessione Europea, con una esplicita richiesta di promuovere l’adozione di misure a sostegno dei settori manifatturieri strategici, per garantire condizioni di concorrenza eque con i produttori extra-Ue, anche attraverso interventi sul costo dell’energia, sull’accesso alle materie prime, sull’armonizzazione normativa e sul contrasto alle pratiche di dumping, al fine di preservare la capacità produttiva e occupazionale del settore all’interno dell’Unione” così Giuseppe Licata, Consigliere regionale di Forza Italia e membro della Commissione Attività Produttive”.
Negli ultimi anni, tali comparti hanno subito una crescente pressione derivante dall’aumento delle importazioni da Paesi extra-Ue caratterizzati da costi di produzione inferiori e standard normativi meno stringenti, nonché dall’incremento dei costi energetici e delle materie prime, elementi che incidono in modo significativo sulla competitività delle imprese europee, così come emerge dal recente appello lanciato da APPLIA, associazione che in Italia riunisce le aziende che operano nel settore degli elettrodomestici.
“I produttori di elettrodomestici - commenta Licata - chiedono all’Europa un aiuto per evitare il collasso e da Regione Lombardia arriva il sostegno al loro appello, così come a tutto il settore manifatturiero lombardo”.
“Emblematico, in tal senso, è il caso del gruppo Beko Europe, che ha evidenziato le difficoltà del comparto degli elettrodomestici nel competere con produzioni extra-Ue, ed espresso preoccupazioni in relazione al rapidissimo incremento delle importazioni dalla Cina, che sta riversando la sua sovraproduzione sui nostri mercati, in particolare dopo l’introduzione dei dazi Usa. Nel corso dell’ultimo incontro svoltosi in Regione a gennaio – sottolinea Licata - la Beko ha confermato che lo stabilimento di Cassinetta resterà il polo di riferimento Beko Europe per la produzione di elettrodomestici da incasso, ma resta la sfida del recupero dei volumi produttivi, considerato fondamentale per riportare lo stabilimento alla piena competitività sul mercato, obiettivo a cui dovranno contribuire i nuovi prodotti e gli investimenti annunciati”.
La Commissione UE, proprio con l’obiettivo di invertire la regressione dell’industria manifatturiera, lo scorso 4 marzo ha pubblicato l’Industrial Acceleration Act (IAA) una strategia affinché entro il 2035 il settore arrivi a rappresentare il 20% del Pil Ue, parametro su cui si misurerà la capacità dell'Europa di restare protagonista della propria storia economica, ma la preoccupazione è che la sua applicazione concreta non arrivi in tempi brevi.
“L’Europa – insiste Licata - consapevole del fatto che la resilienza dell'Unione sia basata anche sulla solidità della sua base manifatturiera, non può più permettere che le proprie dipendenze strategiche vengano trasformate in armi geopolitiche. Per questo è necessario sollecitare l’Unione Europea all’adozione di misure che affianchino agli obiettivi climatici una politica industriale più incisiva, capace di garantire condizioni di concorrenza eque e sostenibili. L’emendamento approvato oggi va in questa direzione, evidenziando la rilevanza strategica dei settori manifatturieri italiani ed europei e rafforzando l’impegno a sostegno della competitività, dell’innovazione e della resilienza delle nostre imprese, in linea con l’esigenza di salvaguardare l’occupazione e il valore industriale nel nostro territorio e all’interno dell’Unione Europea”, conclude.