Da aprile a dicembre, Busto Arsizio tornerà a essere un palcoscenico diffuso per la musica a corde pizzicate. È stato presentato questa mattina il ricco e variegato calendario della XV edizione degli "Incontri Chitarristici e Mandolinistici Bustesi", che come di consueto ingloba il 41° "Festival Chitarristico Internazionale". A fare gli onori di casa l'assessore alla Cultura Manuela Maffioli, alla sua prima conferenza stampa da neo-deputata.
Il senso degli "Incontri" e il record cittadino
Proprio l'assessore Maffioli ha voluto aprire la presentazione spiegando il significato profondo del nome scelto per la rassegna musicale: «È titolato "Incontri" perché ha in nuce quel principio in base al quale i nostri festival non sono delle kermesse estemporanee e scollegate dalla comunità, ma sono proprio degli incontri con la cultura, con la disciplina artistica protagonista dell'evento. È un modo per far incontrare le persone tra loro e far incontrare le persone con la cultura».
Un traguardo, quello della quindicesima edizione, che ne racchiude uno ancora più storico: «Sfidando ogni legge della matematica – ha aggiunto Maffioli – in questo numero quindici sta un numero più grande, il 41, relativo al Festival Chitarristico Internazionale Bustese. È uno dei più prestigiosi a livello nazionale e il più longevo in assoluto: un altro grande record culturale bustocco di cui la nostra città può vantarsi su tutto il territorio nazionale».
Il Festival Chitarristico concentrato a maggio
L'organizzazione ha scelto quest'anno di puntare i riflettori su un cartellone denso e di altissimo profilo internazionale. L'attenzione è rivolta soprattutto ai primi tre grandi appuntamenti di maggio, che costituiscono il cuore del Festival Chitarristico, rassegna nata nel 1983. A spiegarne la genesi e la formula è stato il direttore artistico Pieralberto Pizzolotto: «Il riconoscimento ufficiale della chitarra come strumento parificato al pianoforte o al violino è avvenuto solo nell'85. C'è stata una spinta da parte del maestro Roberto Ficiari che ha iniziato prima ancora che venisse affermato questo riconoscimento. Da allora lo studio della chitarra si è moltiplicato».
Sulle scelte di questa edizione, Pizzolotto ha precisato: «Quest'anno il festival chitarristico avrà una durata leggermente più breve perché sarà concentrato in un lungo weekend, i primi due concerti l'8 e il 9 maggio e poi il 15 maggio. L'idea è pian pianino di concentrare in un periodo più breve una serie di eventi per dare una maggiore evidenza». Il sipario si alzerà venerdì 8 maggio alle 21 alla Sala Tramogge dei Molini Marzoli con il talento del pluripremiato chitarrista cinese Shilong Fan. Sabato 9 maggio alle 21, la Sala Pro Busto ospiterà un evento in cui il compositore Pierpaolo Palazzo dialogherà in veste di solista con l'Orchestra a Plettro Mandolinisti Bustesi. Il trittico si chiuderà venerdì 15 maggio alle 21, nuovamente alla Sala Tramogge, con l'esibizione del russo Dimitri Illarionov: «È uno dei nomi più importanti della chitarra classica mondiale in questo momento – ha sottolineato Pizzolotto – un personaggio davvero sulla scena internazionale».
Chitarra e mandolino: un dialogo secolare
Se maggio sarà il mese di punta per la chitarra, gli Incontri abbracceranno un arco temporale molto più ampio. Alberto Tovaglieri, presidente dei Mandolinisti Bustesi, ha ricordato la profonda connessione tra gli strumenti protagonisti: «La chitarra e il mandolino hanno tantissime origini in comune. Sono degli strumenti a corde pizzicate, entrambi hanno fatto un percorso simile e spesso si sono ritrovati assieme in vari ensemble in tutti i secoli».
La stagione prenderà il via sabato 18 aprile alle 18 a Villa Ottolini Tosi, con l'Ensemble Arte del Pizzico in un concerto speciale dedicato al "liuto cantabile". «È uno strumento a plettro che è stato inventato e perfezionato dalla liuteria Raffaele Calace di Napoli – ha spiegato Tovaglieri – la quale liuteria quest'anno festeggia 200 anni di attività, ed è ancora in attività». Il calendario proseguirà il 20 giugno alle 18, sempre a Villa Ottolini Tosi, dando spazio agli allievi e ai maestri del Conservatorio G. Verdi di Milano. Dopo la pausa estiva, si riprenderà il 17 ottobre alle 18 con l'Ensemble Renzo Pistoletti, formazione che porta il nome di una figura storica per l'orchestra bustese. «È stato un personaggio chiave – ha ricordato il presidente – perché è stato quello che ha portato i Mandolinisti Bustesi in tutta Europa e in qualche modo ha fatto percepire l'effettiva possibilità di essere un'orchestra importante».
L'epilogo del 2026 sarà affidato al Concerto di Santa Cecilia il 21 novembre alle 21 al Teatro Sant'Anna, e al sentitissimo Concerto dell'Immacolata, in programma l'8 dicembre alle 17:30 nel Santuario di Santa Maria di Piazza.
L'offerta "consapevole" e il valore della cultura
Durante la presentazione, l'assessore Maffioli ha voluto porre l'accento sul valore della manifestazione per la città: «Alla gratitudine si somma una sincera ammirazione per la passione, la convinzione e la determinazione con la quale da tanti anni state conducendo un costante lavoro di educazione musicale. I nostri festival sono momenti di crescita e di apprendimento da parte di un pubblico nuovo o datato».
E proprio in tema di "educazione" al valore della cultura, Tovaglieri ha annunciato una novità organizzativa: l'ingresso a "offerta libera e consapevole" (con quota consigliata a 10 euro, eccetto l'8 dicembre, che sarà totalmente gratuito).