Territorio - 25 marzo 2026, 12:54

Il Comune di Sesto Calende cede la proprietà della rete del gas: «Scelta responsabile nell'interesse della città»

L'alienazione è stata approvata dal consiglio comunale di martedì sera con il voto contrario delle opposizioni. «Il Comune anche mantenendo la proprietà non avrebbe avuto alcun potere sulla gestione operativa, sulle tariffe o sulla qualità del servizio» dichiara la maggioranza. «Grave il mancato coinvolgimento dei cittadini» la replica di Fratelli d'Italia

Riceviamo e pubblichiamo la nota della giunta di Sesto Calende a seguito dell'alienazione della rete del gas decisa ieri dal consiglio comunale con il voto contrario delle opposizioni "Siamo Sestesi" e Fratelli d'Italia.

Il comunicato della giunta:

Il Consiglio Comunale di Sesto Calende è stato chiamato ad assumere una decisione importante in vista dell’imminente avvio della gara d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, che verrà indetta dall’ATEM Varese 2 (che fa capo al Comune di Varese come stazione appaltante). Il sistema della gara a livello d’ambito è stato introdotto dallo Stato per favorire economie di scala e una gestione più efficiente delle infrastrutture. 

La presenza di un gestore unico, proprietario e responsabile della rete su un ambito territoriale più ampio, consente maggiori investimenti e migliore efficienza del servizio. In questo contesto, è stato necessario definire la posizione del nostro Comune rispetto alla rete, scegliendo tra il mantenimento della proprietà della stessa, con percezione di un canone annuale oppure l’alienazione, nell’ambito della gara. Il Consiglio Comunale ha affrontato la questione effettuando un’analisi tecnica rigorosa, presentata dall’Assessore al Bilancio, per presentare con chiarezza i dati oggettivi.

La relazione ha illustrato l'analisi delle ragioni economiche svolta dalla società ANCI LAB, incaricata in modo analogo per conto di tutti Comuni dell’ambito. La scelta deriva dal confronto tra due opzioni: - il mantenimento della proprietà con incassi distribuiti nel tempo - la vendita, con l’incasso di un valore certo e immediato. I dati dimostrano che i flussi futuri, che teoricamente si possono riscuotere nel corso dei 12 anni di affidamento (con un valore cumulato pari ad euro 4.179.000 alla fine del 2038), se attualizzati (ossia riportati al valore ad oggi) risultano inferiori (pari ad euro 3.447.000) rispetto al valore ottenibile con l’alienazione.

Il valore industriale delle reti e degli impianti di proprietà del Comune, infatti, è risultato pari a Euro 4.711.268,74 (così come è stato certificato dalla società specializzata ANCI LAB). Non vi sono quindi dubbi sul vantaggio economico della seconda opzione. Questa valutazione è inoltre supportata da una serie di considerazioni molto concrete illustrate al Consiglio: - l’alienazione consente di acquisire immediatamente un valore certo, evitando il rischio di erosione nel tempo; - tale operazione rende disponibili risorse sia per investimenti sul patrimonio comunale, sia - tramite il rimborso di mutui in essere e conseguente riduzione di spese per interessi - risorse per la spesa corrente. Questa operazione non comporta alcun impatto negativo per i cittadini. Il servizio di distribuzione del gas resta un servizio pubblico essenziale, cioè regolato a livello nazionale e i cittadini continueranno a scegliere il proprio fornitore sul mercato, come avviene oggi.

Il mantenimento della proprietà della rete non avrebbe comportato alcun vantaggio concreto in termini di gestione del servizio o di benefici diretti per i cittadini. Il Comune, infatti, anche mantenendo la proprietà, non avrebbe avuto alcun potere sulla gestione operativa, sulle tariffe o sulla qualità del servizio, che sarebbero restati integralmente regolati a livello nazionale e affidati al gestore individuato tramite gara d’ambito. Tale scelta, invece, avrebbe esposto il Comune a entrate con una svalutazione incerta, a causa dell’inflazione e dell’andamento del costo del denaro. Il conferimento della rete ad un gestore specializzato evita inoltre al Comune l’onere, sia economico che operativo, degli interventi straordinari sugli impianti di una rete vecchia di oltre 50 anni, anche in questo caso evitando quindi di sottrarre risorse comunali per la manutenzione della rete. Va infine ricordato che l’attuale gestione da parte di AGRE è in proroga dal 2017, con un contenzioso che in tutti questi anni non è stato risolto e che l’attuale Amministrazione sta affrontando con il massimo rigore nell’interesse del Comune.

La scelta compiuta dalla nostra Amministrazione è in linea con quella di numerosi Comuni dell’ATEM Varese 2, che hanno già assunto la medesima decisione. Si tratta di una scelta responsabile, pienamente coerente con il quadro normativo, orientata al futuro e agli interessi della città, assunta con trasparenza e chiarezza.

Riceviamo e pubblichiamo anche la nota con la dichiarazione di voto del gruppo di minoranza Fratelli d'Italia:

Questa sera siamo chiamati ad assumere una decisione che non è ordinaria amministrazione. Non stiamo discutendo di un atto tecnico o marginale, ma di una scelta che incide profondamente sul futuro della nostra città.

La decisione sulla rete gas – se alienarla oppure mantenerne la proprietà – rappresenta un passaggio strategico. Una scelta che non riguarda solo l’oggi, ma soprattutto il domani. Alienare questa infrastruttura significa privare Sesto Calende di un asset strategico, di una leva economica e di una fonte di entrata certa per le future amministrazioni. Significa, in altre parole, rinunciare ad uno strumento che garantisce autonomia e capacità di programmazione.

Noi siamo amministratori di passaggio. E proprio per questo abbiamo il dovere di agire con responsabilità, senza compromettere le possibilità di chi verrà dopo di noi. In un contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, che incidono direttamente sui costi energetici, la scelta di dismettere una rete come quella del gas non può essere presa con leggerezza. Rischiamo di trasformare la nostra città da soggetto autonomo a soggetto dipendente, se non addirittura vulnerabile rispetto a dinamiche esterne.

A questo punto è necessario affrontare anche un altro aspetto fondamentale, che ad oggi rimane completamente oscuro. La scelta di alienare la rete del gas porterebbe nelle casse del Comune una somma importante, superiore ai 4 milioni di euro. Una cifra rilevante, che potrebbe incidere significativamente sulle politiche future della città.

Eppure, ad oggi, non è dato sapere come l’Amministrazione intenda utilizzare queste risorse. Qual è la visione? Quali sono le priorità? Quali investimenti si intendono realizzare? Non è stato condiviso nulla. E questo è un elemento estremamente grave. Perché se davvero esiste una strategia, essa dovrebbe essere resa pubblica, discussa, confrontata. Non può rimanere chiusa nei cassetti della Giunta, né essere affidata a decisioni maturate senza un percorso trasparente.

 Ancora più grave è il fatto che i cittadini siano completamente esclusi da questa riflessione. Si chiede al Consiglio Comunale di votare una scelta che produce effetti economici rilevantissimi, senza che la città sia stata informata e coinvolta su come quelle risorse verranno utilizzate. 

A questo si aggiunge un elemento politico che non può essere ignorato. Il recente esito referendario, che ha visto prevalere il SÌ nella nostra città con il 53,50% dei voti, rappresenta un segnale chiaro. È stato un voto fortemente politicizzato, una sfida tra visioni diverse del Paese. E in quel contesto, una parte significativa della maggioranza – espressione di Sesto Futura – si è schierata apertamente per il NO.

Il risultato delle urne ci dice quindi qualcosa di preciso: questa maggioranza non rappresenta, oggi, la maggioranza dei cittadini su scelte di questa portata. E allora la domanda è inevitabile: è opportuno assumere una decisione così rilevante senza un reale consenso della città? Noi crediamo di no. Per questo riteniamo che sarebbe stato necessario – prima di arrivare al voto – aprire un confronto vero con i cittadini.

Un percorso partecipativo, trasparente, capace di informare e coinvolgere la comunità. La partecipazione. Quella partecipazione tanto evocata in campagna elettorale e che oggi, purtroppo, si dimostra essere il grande assente. Non solo i cittadini non sono stati coinvolti, ma anche le minoranze sono state chiamate ad un confronto tardivo e insufficiente, a sole 24 ore dal voto.

Un confronto, peraltro, anomalo. Svoltosi alla presenza del solo Vice Sindaco, con l’assenza del Sindaco, che ha preferito non partecipare direttamente. Un confronto che ha di fatto escluso anche i consiglieri della maggioranza, impedendo un dialogo politico vero tra le parti. Questo non è il metodo che una scelta così importante merita. Questo non è il metodo che i cittadini si aspettano.

Ed è proprio per questo motivo che il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, di fronte ad un percorso privo di condivisione, trasparenza e coinvolgimento, ritiene di non poter entrare nel merito tecnico della proposta. Perché prima ancora del merito, è il metodo ad essere profondamente sbagliato. Una città non si governa nelle stanze chiuse.

Una città si governa ascoltando, confrontandosi, coinvolgendo. E quando questo non avviene, il risultato è una frattura tra istituzioni e cittadini. Per tutte queste ragioni, il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia esprime voto contrario. Un voto contrario che è, prima di tutto, una bocciatura netta del metodo adottato. Un voto contrario che vuole essere anche un richiamo forte al rispetto della partecipazione, della trasparenza e della responsabilità verso il futuro della nostra città.

C.S.