Riceviamo e pubblichiamo la nota di Stefano Clerici, segretario cittadino di Lombardia Ideale
«Il sindaco Galimberti farebbe bene ad abbassare i toni e a evitare di usare il risultato del referendum come una clava politica, anche perché rischia un clamoroso autogol». Non usa mezzi termini Stefano Clerici, segretario cittadino di Lombardia Ideale, nel replicare alle dichiarazioni del primo cittadino.
«Trasformare un voto nazionale in un’arma di propaganda locale è un errore grave, oltre che un segno di debolezza politica. Se davvero si vuole leggere il consenso in questi termini – incalza Clerici – allora bisogna avere il coraggio di applicare lo stesso metro anche a casa propria».
«Perché, a quel punto, a Varese, dove ha vinto il Sì, il Partito Democratico ieri avrebbe ricevuto un bell’avviso di sfratto», prosegue Clerici.
L'esponente di Lombarda Ideale respinge quindi la narrazione proposta dal sindaco: «Il referendum è un passaggio serio, complesso, che merita rispetto. Piegarlo a logiche di parte è un tentativo maldestro di spostare l’attenzione dai problemi reali della città».
E chiude con una stoccata diretta: «Sicuro di voler ragionare così, Davide Galimberti? Perché su questo terreno il rischio è quello di farsi molto male, visto che il voto dei cittadini ci dice che a Varese il Pd e la sinistra scalmanata oggi sono in minoranza, come nel resto della Lombardia».