C’è un momento, in certe partite, in cui il gioco smette di essere una sequenza di azioni e diventa una questione più intima, quasi caratteriale. A Merate, la Varesina ha abitato proprio quel territorio: quello in cui contano meno i gesti e più la capacità di restare fedele a sé stessi. Non è stata una vittoria da raccontare con l’ordine cronologico degli episodi, perché alcune gare sfuggono alla precisione del resoconto e chiedono invece uno sguardo più sottile. È stata, piuttosto, una prova di resistenza, di quelle che si comprendono meglio osservando come una squadra attraversa le difficoltà.
Il vantaggio iniziale ha avuto la pulizia delle cose essenziali, quasi inevitabili. Dopo un inizio di ottimo carattere, l’azione personale di Sassi, chiusa dal gol di Manicone, è stata un lampo di una squadra che ha reagito alle ingiustizie delle ultime settimane. Un primo tempo in cui le fenici hanno giocato meglio degli avversari sfiorando il gol del 2-0 e avendo convinzione e voglia di girare la stagione anche con le maniere forti. La paratona sul palo di Maddalon è stato un piccolo trailer, unico brivido del primo tempo.
Ma da lì in avanti il racconto ha cambiato tono.
La gara si è fatta più aspra, meno leggibile, quasi contratta. L’inferiorità numerica, per la severissima doppia ammonizione a Vaz, ha trasformato la squadra in qualcosa di più compatto, più istintivo: un gruppo che non cercava più di controllare, ma semplicemente di resistere. Ed è in questo passaggio che emerge la figura del portiere, non più semplice interprete ma protagonista silenzioso.
Maddalon ha dato forma alla partita con interventi che non erano soltanto tecnici, ma anche simbolici: ogni parata era una negazione ostinata del destino che sembrava voler riportare tutto in equilibrio. Attorno a lui, la squadra si è raccolta, rinunciando a qualsiasi eleganza per affidarsi a una coerenza quasi ostinata.
La Casatese ha spinto, ha sfiorato, ha accarezzato il pareggio senza mai riuscire davvero a impadronirsene. E in quella tensione crescente, la Varesina ha continuato a fare una cosa sola, ma fondamentale: essere resiliente.
Quando tutto si è concluso, la sensazione non era tanto quella di una vittoria brillante, quanto di aver superato una prova.
La Varesina non ha cercato la bellezza: ha scelto la resistenza. E, a volte, è una forma di bellezza anche quella.
Casatese-Varesina 0-1 (0-1)
Rete: 14’ Manicone
Casatese Merate: Lionetti, Pozzoli (43’ st Isella), Pirola (1’ st Geddo), Carannante, Ferrante, Milani, Losa (25’ st Diana), Crotti (16’ st Mendola), Avinci (25’ st El Hadji), Braida, Goffi. A disposizione: Cucchi, Corno, Servetti, Mecca. All: Commisso.
Varesina (4-3-1-2): Maddalon, Alari, Tassani, Cavalli, Vaz; Gulinatti (18’ st Andreoli), Grieco, Arcopinto (30 ‘ st Vitiello); Sassi (38’ st Sainz Maza); Manicone (25’ st Miconi), Costantino. A disposizione: Lorenzi, Grassi, Valisena, Martinoia, Franzoni. All: Spilli.
Arbitro: Daniele Piciucco di Campobasso (Longo di Chieti e Cocco di Lanciano)
Note - Angoli: 9-7. Ammoniti: Vaz (V), Arcopinto (V), Gulinatti (V), Grieco (V). Espulsi: Vaz per doppia ammonizione al 25’ st (V). Recupero: 1’ + 8’
Serie D Girone B - Undicesima di ritorno
Chievo-Villa Valle 3-1 (ieri), Breno-Folgore Caratese 0-3, Caldiero-Real Calepina 3-1, Casatese-Varesina 0-1, Leon-Vogherese 3-2, Milan Futuro-Nuova Sondrio 2-2, Pavia-Castellanzese 1-0, Scanzorosciate-Oltrepò 3-0, Virtus CiseranoBergamo-Brusaporto 2-1.
Classifica
Folgore Caratese 57. Milan Futuro, Chievo 46. Leon 45. Villa Valle 44. Casatese 43. Brusaporto, Scanzorosciate 42. Virtus CiseranoBergamo 40. Caldiero 39. Oltrepò (-3) 37. Castellanzese, Real Calepina 36. Breno 30. Varesina, Pavia 28. Nuova Sondrio 23. Vogherese (-6) 8.
Dodicesima di ritorno, domenica 29 marzo, ore 15: Brusaporto-Chievo, Castellanzese-Scanzorosciate, Folgore Caratese-Caldiero, Nuova Sondrio-Virtus CiseranoBergamo, Oltrepò-Breno, Real Calepina-Milan Futuro, Varesina-Leon, Villa Valle-Casatese, Vogherese-Pavia.
Regolamento playout
Le ultime due retrocedono in Eccellenza. Spareggi in gara unica sestultima-terzultima e quintultima-quartultima per decidere le altre due retrocesse: 1) si giocano solo se la distanza in classifica tra le squadre interessate è inferiore a 8 punti; 2) la squadra miglior classificata gioca in casa e si salva anche con il pareggio alla fine dei tempi supplementari.
Calcio - 22 marzo 2026, 18:24
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