Politica - 17 marzo 2026, 23:37

Consiglio comunale, bagarre e toni alti tra “buchi” di bilancio rinfacciati e università

Seduta movimentata a Palazzo Estense: la dialettica si accende sulle recenti statuizioni fatte dalla Corte dei Conti ed “esplode” sulla mozione - respinta - di ricavare spazi per l’Insubria in centro città. Angei: «La giunta va contro lo sviluppo di Varese». Galimberti: «Mozioncina superata dagli eventi»

Bagarre politica e toni alti in Consiglio Comunale ieri a Varese.

Fin dagli interventi iniziali fuori ordine del giorno, che sono ancora una volta andati a parare sulla ciclabile di viale Belforte, con il consigliere leghista Stefano Angei che ha lanciato il già sentito grido d’allarme sull’opera e il consigliere PD Domenico Marasciulo a ricordargli gli intendimenti europei favorevoli alle piste ciclopedonali.

Il primo punto di discussione ha ampliato ancora di più le divergenze, allorquando l’assemblea è stata chiamata a prendere atto di una recente pronuncia della Corte dei Conti avente a oggetto un’istruttoria sugli esercizi finanziari comunali che vanno dal 2021 al 2024: «Si è conclusa senza sanzioni ma con indicazioni di buona prassi soprattutto sulla riscossione dei crediti - ha spiegato l’assessora al Bilancio Cristina Buzzetti - Ci invita a mantenere alta l’attenzione sull’efficienza della riscossione».

Effettivamente la Corte ha statuito che Varese ha sistemato il vecchio disavanzo (che la maggioranza ha sempre chiamato “buco”, attribuendolo alle amministrazioni precedenti a quelle Galimberti), ma anche che la stessa continua a trascinarsi troppi crediti vecchi e difficili da riscuotere.

La minoranza però la vede molto diversamente dalla giunta, sia sul passato («disavanzo tecnico non è un “buco”: ora l’amministrazione non può più screditarci») sia sul futuro, a suo dire preoccupante: «Dopo aver letto la relazione della Corte dei conti, però, viene da dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra - ha detto Barbara Bison (capogruppo Lega) - Le criticità che emergono sono serie e riguardano la sana gestione finanziaria: c’è il rischio di sovrastimare le risorse disponibili e di creare una capacità di spesa solo teorica, non sostenuta da entrate reali. Chiediamo che il Comune metta rapidamente in campo tutti gli interventi suggeriti dalla Corte dei Conti».

Angei e Boldetti (Polo delle Libertà) hanno rincarato la dose: «Così come abbiamo fatto per i lavori pubblici, intendiamo fare lo stesso anche sul bilancio del Comune di Varese. Abbiamo già provveduto a depositare istanze di accesso agli atti per una revisione della situazione creditoria e debitoria dell’ente, a partire dal 1° luglio 2016, nei confronti di una pluralità di soggetti, sia persone fisiche sia giuridiche. Il rischio, come già evidenziato, è che oggi non sia evidente, ma che domani possa emergere una situazione più problematica: non più un disavanzo tecnico, ma quello che politicamente potremmo definire un vero e proprio “buco di bilancio”» ha dichiarato piccato Angei, come a dire “chi di buco ferisce, di buco perisce”…

Galimberti ha però rimandato al mittente le preoccupazioni: «Gli scenari evocati questa sera sono frutto di interpretazioni politiche e di una lettura non corretta degli atti. E quello che la Corte chiama “disavanzo”, politicamente è un “buco”».

Altro prevedibile scontro c’è stato quando l’aula ha finalmente discusso la mozione che avrebbe dovuto impegnare la Giunta alla concessione di spazi comunali all’Università dell’Insubria in centro a Varese, preferibilmente nella ristrutturanda ex Caserma Garibaldi, un cavallo di battaglia - anche politico - delle ultime settimane del centrodestra: «Il punto centrale è portare corsi universitari in centro, per offrire nuovi spazi all’ateneo e rendere Varese più attrattiva e trasformandola in una vera città universitaria - ha di nuovo preso la parola Angei - C’è un interesse concreto dell’università, ma anche del sistema produttivo, come dimostrato dagli interventi della Camera di Commercio. Questo interesse non può cadere nel vuoto e deve vedere una partecipazione attiva del Comune».

Totale ma motivato il “no” del sindaco, soprattutto a livello pratico: «La giunta esprime parere negativo alla mozione. L’attenzione ai temi dell’università è quotidiana all’interno dell’amministrazione, anche se non sempre finisce sulle prime pagine. Per quanto riguarda l’ex caserma Garibaldi, nell’ambito dell’accordo di programma è stato accertato che quegli spazi non sono idonei ad attività didattiche. Lo hanno verificato anche consiglieri regionali che hanno effettuato sopralluoghi: non si tratta quindi di una valutazione politica, ma tecnica». E ancora: «Serve una visione più ampia, che coinvolga le prospettive complessive dell’ateneo. È in corso un lavoro per costruire un tavolo tra istituzioni, università e territorio lungo l’asse che va da Lugano verso Milano, coinvolgendo anche altri poli universitari: è emersa chiaramente la necessità che i due atenei presenti in provincia di Varese lavorino in sinergia per aumentare la capacità di risposta alle esigenze formative. Questo è il livello su cui dobbiamo ragionare, più che su singole soluzioni localizzate».

Ci ha provato Luca Paris (Movimento 5 Stelle) a far rientrare dalla “finestra” la mozione con un emendamento, “togliendo” l'ex Caserma Garibaldi dalla richiesta e generalizzandola in una «ricerca di idonei spazi», ma invano, con lo battaglia dialettica Angei-Galimberti che è proseguita per diversi altri interventi: «Parla di sinergie internazionali ma non è ancora ministro degli Esteri, signor sindaco» ha provocato il leghista, il quale ha ricordato anche la posizione favorevole della stessa rettrice dell’Insubria. «Mozione pretestuosa - ha ribattuto il primo cittadino - Che Varese abbia una vocazione universitaria è agli atti del PGT, invito il consigliere Angei a studiare meglio gli atti. A partire da quel documento, sono seguiti ulteriori atti e schede tecniche, sviluppate con il lavoro degli uffici e con il coinvolgimento diretto dell’università. L’ateneo, insieme a un tecnico di Milano, sta partecipando alla redazione del documento urbanistico della città. Questo significa che chi conosce meglio le esigenze universitarie è già parte attiva nella pianificazione dello sviluppo di Varese. Se il dibattito si riduce a indicare singoli edifici dove collocare attività universitarie, potremmo citarne decine: dalla Banca d’Italia all’ex sede Aler, fino ad altre aree oggetto di possibile riqualificazione. Ma questo approccio è già ricompreso nel più ampio lavoro sullo strumento urbanistico. La proposta presentata appare dunque come una “mozioncina” che non tiene conto del lavoro già svolto e rischia di far passare questa maggioranza come insensibile al tema universitario, quando invece gli atti approvati raccontano esattamente il contrario».

Fabio Gandini


SPECIALE POLITICA
Vuoi rimanere informato sulle notizie di politica e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4631748
- inviare un messaggio con il testo POLITICA VARESENOI
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP POLITICA VARESENOI sempre al numero 0039 340 4631748.