Eventi - 16 marzo 2026, 11:34

Le Giornata del Fai di Primavera: il programma del 21 e 22 marzo in provincia di Varese

Torna il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese con visite a contributo libero in 780 luoghi in Italia e in 146 beni in Lombardia. Sul nostro territorio aperti il Cinema Vittoria a Varese, Villa Del Dosso a Somma Lombardo e l'Oratorio San Vincenzo a Sesto Calende

Villa del Dosso a Somma Lombardo (foto Roberto Morelli)

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono. 

Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. 

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane, di cui 146 beni in Lombardia diffusi in 59 comuni della regione, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono. 

"Le Giornate del FAI di Primavera sono sempre di più un grande e potente megafono per raccontare cos'è il FAI e cosa fa ogni giorno; non uno spettacolare evento isolato ma il testimone di un impegno quotidiano e diffuso in tutto il Paese, di un ardimento, di una curiosità, di uno spirito di servizio e di una attenzione concreta ai temi della tutela che si affida al sostegno di un numero sempre maggiore di cittadini per continuare, di fianco e con le istituzioni dello Stato, a far bene al paese più bello del mondo: il nostro. Per questo, le iscrizioni al FAI e le donazioni che raccogliamo durante l'evento sono fondamentali per sostenere la complessa realtà quotidiana di una Fondazione che acquisisce, restaura e valorizza per sempre e per tutti Beni culturali e paesaggistici di ogni tipo, dimensione e varietà, in grado di raccontare 365 giorni l’anno – e non solo due - la loro storia, con la loro, quella dell’Italia" ha dichiarato Marco Magnifico, Presidente FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano.

Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

Le aperture in provincia di Varese:

Somma Lombardo     
VILLA DEL DOSSO 

La Tenuta del Dosso si colloca nel contesto della brughiera lombarda, poco fuori l'abitato di Maddalena, nel Parco del Ticino. Si estende su una superficie di 17 ettari, all'interno dei quali cervi e daini vivono in libertà. Presente nel Registro della Fondazione Portaluppi, la villa si trova in una zona sopraelevata tra il Fiume Ticino e il Canale Villoresi: un paesaggio caratterizzato dalla presenza di alberi storici e animali in libertà, che definiscono un ambito ambientale di grande pregio. Presente nel Registro della Fondazione Portaluppi, Villa Del Dosso fu realizzata dall'architetto Piero Portaluppi tra il 1932 e il 1934 per la sorella Adele e il marito Umberto Quintavalle – i cui eredi ne sono ancora proprietari - è considerata tra le opere maggiori del grande architetto, e ne riflette il gusto eclettico e la grande attenzione ai più minimi dettagli: pensata come dimora di caccia, combina una forma elegante ma sobria con spazi interni raffinati e “studiate trasparenze” che ne consentono l'integrazione con il paesaggio naturale. L'edificio conserva numerosi arredi ed elementi decorativi disegnati dall'architetto, con un uso attento di materiali pregiati e soluzioni che fondono comfort e cura per il particolare, in una vera "opera d'arte totale"; originali dell'epoca anche gli arredi fissi delle cucine e della lavanderia. In occasione delle Giornate FAI, Villa del Dosso aprirà eccezionalmente le sue porte al pubblico, per una visita esclusiva a partire dal parco, popolato da daini e cerbiatti, in cui si trova il casino di caccia e una piccola cappella votiva, per giungere alla corte centrale, al giardino retrostante con piscina, e agli ambienti interni. Saranno accompagnati dagli Apprendisti Ciceroni che illustreranno la storia della villa, le sue trasformazioni architettoniche e il legame con il territorio circostante.

Varese

CINEMA VITTORIA

Ingresso riservato agli iscritti FAI

Per quasi un secolo punto di riferimento storico per la città, il Gran Cinema Vittoria è un elegante simbolo di cultura e intrattenimento della città. L'atmosfera retrò, gli stucchi sul soffitto e le poltrone cremisi rendono ancora oggi l'ingresso simile a un salotto d'altri tempi, che conserva gelosamente i fasti del passato. La sala venne inaugurata il 17 luglio 1917 per volere di Alfonso Bernasconi, che trasse ispirazione da un viaggio a Parigi, imprimendovi lo stile della ville lumière. L'apertura aveva rappresentato all’epoca una grande rivoluzione per Varese, con un genere di intrattenimento fino ad allora riservato ai grandi centri. Varese e il cinema Vittoria sono stati un binomio di successo fino a quando tv e home video hanno messo in crisi il settore. Il cinema chiuderà i battenti nel luglio del 2006, due giorni prima dell'anniversario della sua inaugurazione. Da allora, l'edificio è rimasto inutilizzato come sala cinematografica. Splendida icona della Varese del Novecento, è caratterizzata dal fregio in pietra scolpito sul frontone in stile liberty; la facciata, rivestita in intonaco bianco, è arricchita da elementi in pietra artificiale, mentre gli interni in marmo rosa ospitano stucchi, rilievi e ringhiere in ferro battuto. La sala, dotata di 400 poltroncine tra platea e balconata, conservava lo spazio per l'orchestrina che, negli anni del cinema muto, accompagnava lo scorrere delle pellicole, rendendo l'esperienza ancora più coinvolgente. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, l'ex Gran Cinema Vittoria apre eccezionalmente al pubblico, permettendo di visitare una struttura attualmente non accessibile.

Sesto Calende 

ORATORIO DI SAN VINCENZO

L'Oratorio di San Vincenzo sorge nell’omonimo quartiere, in un'area dalla rilevante frequentazione protostorica, attestata da sepolture della civiltà di Golasecca (Età del Ferro, IX–IV secolo a.C.). Nelle vicinanze si trova il Sass da Preja Buja, masso erratico di origine glaciale, considerato luogo sacro dalle popolazioni protostoriche per il suo valore simbolico. Piccola chiesa di origine medievale, costruita tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo in stile romanico, l’oratorio è caratterizzato da una struttura semplice a navata unica con abside, e riflette la funzione di luogo di culto rurale legato alla devozione popolare. Nel corso dei secoli ha subito modifiche e interventi decorativi, tra cui affreschi di epoche successive, ed è stato utilizzato anche come lazzaretto durante le epidemie. La facciata, semplice e lineare, è caratterizzata da un'apertura centrale e da un piccolo rosone ed è completata da un campanile a vela monofora. La muratura in pietra locale con malta a vista, la copertura a doppia falda con struttura lignea e manti in laterizi, il tetto a capriate e l'arco trionfale che scandisce l'abside sono tipici delle sobrie chiese rurali. Oggi l'oratorio costituisce una preziosa testimonianza della storia religiosa e sociale del territorio.

Comunicato Stampa