Chi ama i libri come noi che ci lavoriamo, è attratto sempre dalla creatività che è alla base della scrittura, perché ogni libro è un mondo disegnato con gli strumenti personali dell'autore che lo scrive. Così le storie che leggiamo sono trasmesse con stili diversi: c'è chi è pesante e angoloso come un cubo di porfido e chi invece lascia fluire parole e immagini come foglie in un torrente.
Il grande Gianni Rodari ci ha sempre detto, nei suoi scritti e nelle sue interviste, che la fantasia è il vero ingrediente per creare storie che ci permettono di vivere la realtà. E vale sia per i bambini che per gli adulti: se ci lasciamo liberi di immaginare, in balia del pensiero laterale, del pensiero analogico e mettiamo a dormire per un po' la logica e il pre-giudizio, entriamo in una dimensione nuova. E per Rodari questa attività immaginativa non è un semplice "bamboleggiare", ma anzi, è un dialogo tra interiorità ed esteriorità, che ci mostra il mondo delle infinite possibilità. Molti scrittori, poeti e filosofi hanno dato valore al gioco linguistico per scandagliare e trasformare la realtà. Gli esempi sono molti, soprattutto nei poeti, da Apollinaire all'attuale Gio Evan.
E allora cosa è venuto in mente a noi librai? Abbiamo organizzato un laboratorio di scrittura di gruppo per gli utenti adulti della Comunità Itaca. E così abbiamo chiesto una mano a un noto uomo di teatro del nostro territorio, Martin Stigol, per mettere in atto un progetto di co-scrittura attraverso gli archetipi dei tarocchi. Chissà se Rodari, come Calvino, sviluppò qualche idea su questo mondo così affascinante e pieno di mistero!
Seguendo la lezione dell'ImmaginAzione, abbiamo letto insieme un libro di Michelangelo Rossotti che interpreta a modo suo il mazzo di tarocchi marsigliesi. Poi, ognuno di noi ha scelto a caso una carta da un mazzo creato da noi sulla base degli originali. Così nato un momento meraviglioso: a turno abbiamo guardato l'immagine della carta scelta chiedendoci «cosa mi sta dicendo questo personaggio?».
Si è aperta una dimensione tutta nostra, intima e potente... Ma non finisce qui! Abbiamo elaborato e scritto una breve frase sotto ogni carta e collegando poi tutte le carte incollate su un supporto di carta, si è creata una storia, unica e irripetibile. Lasciandoci trasportare dalle emozioni, Martin ha suonato la fisarmonica e abbiamo messo in canto tutte le frasi. In canto, sì. Abbiamo creato l'incanto di quel momento unico. Applicare la teoria della Grammatica della Fantasia di Rodari è giocare con le parole, scombinare e ricombinare immagini, ribaltare e riformulare concetti. Solo così si può capire il valore più importante in cui il grande maestro credeva: senza educarci all'arte creativa non esiste evoluzione, né per il singolo individuo, né per una comunità.