Varese - 14 marzo 2026, 16:23

Studentato alle Bustecche, il Comune si ferma: “Tempi troppo stretti, rischio per il bilancio”

La burocrazia, i ritardi non imputabili e il cambio di qualificazione dei fondi - con il passaggio dal Pinqua al Pnrr e la conseguente scadenza a fine giugno - blocca il progetto di Palazzo Estense di creare uno studentato all'ex Piramide: troppo alto il pericolo di non finire i lavori in tempo e dover pagare di tasca varesina quasi tre milioni di euro

Il sindaco di Varese Davide Galimberti

Il Comune di Varese propone di fermarsi, almeno per ora, sul progetto dello studentato diffuso alle Bustecche. La decisione è stata illustrata dal sindaco Davide Galimberti durante la commissione bilancio di oggi sabato 14 marzo: l’amministrazione chiederà al consiglio comunale di approvare una delibera con cui si rinuncia a partecipare all’asta per l’acquisto degli immobili individuati per l’intervento.

Il progetto nasceva nell’ambito del programma Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), a cui il Comune aveva partecipato tra il 2020 e il 2021 con un piano inizialmente legato alla riqualificazione dell’area dell’ex Macello. Nel corso degli anni il quadro dei finanziamenti è però cambiato più volte: i fondi sono stati ricondotti alla cornice del Pnrr, con la conseguenza di dover rispettare scadenze molto più stringenti.

Per adeguarsi alle nuove condizioni, Palazzo Estense aveva riformulato l’intervento spostando la parte dedicata all’abitare (la riqualificazione dell'ex Macello invece è proseguita ed è oggi in corso) nnel quartiere delle Bustecche, sopra il complesso noto come “Piramide”. L’idea era quella di acquisire circa 28 appartamenti liberi, oltre ad alcuni spazi tra uffici e negozi, per destinarli a residenze per studenti e housing sociale.

Da oltre un anno e mezzo il Comune stava cercando di far avviare la procedura per la vendita degli immobili. «Abbiamo sollecitato più volte il liquidatore affinché venisse pubblicato il bando d’asta», ha spiegato Galimberti, ricordando che l’amministrazione si è rivolta anche alla Prefettura, attivando due cabine di regia previste proprio per sbloccare eventuali ritardi nei progetti collegati al Pnrr.

L’avviso d’asta è stato poi pubblicato il 2 febbraio, con scadenza fissata al 19 marzo. Un calendario che ha reso l’operazione molto difficile. Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture ha chiarito che gli interventi del Pinqua, ormai ricondotti al Pnrr, dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026.

Questo significa che, nel caso di aggiudicazione all’asta, il Comune avrebbe avuto meno di cento giorni per acquistare e ristrutturare gli immobili. «Tempistiche estremamente ridotte», ha osservato il sindaco, sottolineando che il mancato completamento dell’intervento entro la scadenza comporterebbe la perdita dei finanziamenti.

In quel caso le spese ricadrebbero direttamente sul bilancio comunale: un’esposizione potenziale stimata in circa 2 milioni di euro per i lavori di manutenzione, a cui si aggiungerebbero 700-800 mila euro legati alla funzionalità degli spazi abitativi.

Per questo motivo l’amministrazione propone di non procedere con l’acquisizione degli immobili. Una scelta che, ha precisato Galimberti, viene comunque portata in consiglio comunale «per una questione di responsabilità politica e di trasparenza», anche se formalmente sarebbe stato possibile comunicare direttamente al Ministero la rinuncia.

La porta però non è definitivamente chiusa. Il Comune si riserva infatti di rivalutare l’operazione nel caso in cui dovessero cambiare le condizioni, ad esempio con un eventuale allungamento delle scadenze del Pnrr.

F. Gan.