Ha scelto Milano, Giorgia Meloni, per quello che dovrebbe essere il suo unico comizio prima del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Nel pomeriggio di oggi, giovedì 12 marzo, la presidente del Consiglio è intervenuta al teatro Parenti all’evento dal titolo “Una riforma che fa giustizia”, organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia della Camera e del Senato a sostegno della campagna per il “Sì”.
Il Varesotto c’è
«Non è contro qualcuno ma per una nazione migliore», ha detto Meloni sulla riforma. Ad ascoltarla anche diversi amministratori e militanti di Fratelli d’Italia della provincia di Varese. C'erano, tra gli altri, il presidente provinciale del partito e deputato Andrea Pellicini, l’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso, la consigliera regionale Romana Dell’Erba. Da Busto Arsizio, il sindaco Emanuele Antonelli, la presidente del Consiglio comunale Laura Rogora, il consigliere Orazio Tallarida. C’erano poi il sindaco di Daverio Marco Colombo, Andrea Colombo, vicesindaco di Lonate Pozzolo con l'assessore Mauro Andreoli, Francesco Carbone, responsabile provinciale di dipartimento, e l'immancabile Salvatore Marino, membro dell'assemblea nazionale del partito.
La promessa di «una nazione migliore»
A dieci giorni dal voto, la premier è scesa in campo in prima persona per “spingere” il Sì. «Non facciamo questa riforma perché ce l'abbiamo con qualcuno, nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura», ha spiegato. «Fare la riforma – ha proseguito – è un impegno che abbiamo preso e uno dei tantissimi che abbiamo mantenuto». Un impegno, ha sostenuto, preso per «sistemare quello che non funziona anche per i magistrati e soprattutto per i cittadini. A loro abbiamo promesso una nazione migliore».
Meloni ha ribadito che, anche in caso di vittoria del No, non ci saranno ripercussioni dirette sulla tenuta del governo. Per dirla chiaramente: «Non c'è alcuna possibilità che io mi dimetta. Voglio arrivare alla fine della legislatura per farmi giudicare sul complesso del mio lavoro».
La kermesse
L’appuntamento si è tenuto al teatro “Franco Parenti”, che ha ospitato decine di eventi del Pd e viene considerato un punto di riferimento del centrosinistra. Per questo, nei giorni scorsi la presidente della sala Andrée Ruth Shammah ha subito una gogna sui social. A lei aveva espresso solidarietà l’assessore regionale Caruso: «La cultura è un luogo di libertà. Il teatro Parenti lo è da sempre. Andrée Ruth Shammah ha costruito in decenni uno dei teatri più vivi, un luogo davvero aperto a tutti. Accogliere il presidente del Consiglio per un confronto sul referendum sulla giustizia non è una colpa: è esattamente quello che fa un teatro libero».
Oggi sul palco, prima di Meloni, si sono alternati diversi big di FdI e del governo (dal ministro della Giustizia Carlo Nordio al presidente del Senato Ignazio La Russa), e non solo.
«Non un convegno qualunque – ha commentato sui social la consigliera regionale Dell’Erba –. Una riforma che l’Italia aspetta da decenni, discussa da magistrati, giuristi, giornalisti, parlamentari. E da chi, come me, crede che una giustizia libera dalla politica sia una necessità».