Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo di minoranza "Viviamo Induno Olona" a seguito del consiglio comunale del 23 febbraio dove è stato presentato il bilancio di previsione e degli atti ad esso collegati:
Iniziamo ad evidenziare due numeri: a fine anno il Comune aveva in cassa 7 milioni di euro e la prima valutazione dell’avanzo di amministrazione si attesta a 1,6 milioni di euro. Ricordate le polemiche in campagna elettorale? Un dato politico è evidente: le risorse ci sono, ma la capacità di trasformarle in interventi concreti resta limitata.
IMU e Addizionale Irpef non vengono aumentate: ci mancherebbe altro, già non si riesce a spendere i soldi che ci sono! Non si faranno mutui: ma è così dal 2018. Di contro aumentano le tariffe dei servizi a domanda individuale, ad eccezione di quelle per asilo nido e servizi parascolastici, che sono solo indicizzati.
Aumentano il Canone Unico Patrimoniale (Pubblicità e affissioni +17,5% e Canone di occupazione di suolo pubblico +17-18%) - saranno contenti i commercianti di Induno! - il costo delle concessioni cimiteriali (+20%), le richieste di atti, i diritti di segreteria del settore urbanistico e edilizia (+20%), l'affitto delle sale pubbliche - i cittadini ne sentiranno il peso!
Verranno alienatati due lotti di terreni comunali in Via Trieste (Pacom), una operazione che vale oltre 500 mila euro. Non ci sembra una buona scelta metterli all’asta sulla base di una perizia di stima che risale al 2018: ci vuole così tanto ad aggiornarla?
Raccolta differenziata: il Sindaco Castelli ha dichiarato che c’è scarsa attenzione alla raccolta differenziata e che i numeri non sono buoni. Fino al 2024 la raccolta differenziata era all’80% e non ci sembrava male. Cosa è successo? È solo un problema di cittadini indisciplinati o di qualità del servizio offerto dalla ditta appaltatrice? Vedremo di approfondire, ma intanto possiamo pensare che la nuova “tassa dei bidoni” (48,80 €) non sarà certo di aiuto per la raccolta del verde e di conseguenza per la raccolta differenziata.
Piazza Giovanni XXIII: si è parlato di un allargamento della piazza verso gli spazi dell’oratorio. Valuteremo come si svilupperà il progetto, ma intanto abbiamo capito che i lavori di riqualificazione della piazza sono valutati positivamente dall'Amministrazione Castelli! Quasi due ore di intervento del Sindaco e, tra le domande eluse, c’è anche la rotatoria Eurospin/Monte Sant’ Elia: si farà o no?
Infine ai consiglieri è stata mostrata una planimetria con la nuova sede Asfarm per i servizi sociosanitari: verrebbe posizionata nel viale d'ingresso dell’asilo nido, parte integrante del giardino della struttura.
Una premessa: l’attuale amministrazione era partita dall’idea di vendere il 70% della proprietà di Asfarm, oggi integralmente pubblica. Il proposito per fortuna è stato poi poi smentito e ora si annuncia il raddoppio della struttura. Questo nuovo progetto speriamo che non si risolva solo nel predisporre strutture da affidare ai privati. In attesa di avere maggiori informazioni progettuali, finanziarie, di organizzazione del servizio sull’intero progetto, possiamo dire che la scelta del posizionamento della nuova sede ci ha sorpreso e preoccupato.
Riteniamo che a cinquant’anni dalla sua realizzazione la struttura dell’asilo nido sia diventata parte del panorama collettivo: metterci di fronte una nuova costruzione rischia di snaturarla completamente. Già ci immaginiamo i bambini ingabbiati in fondo a quello che oggi è un parco. Lo ribadiamo ancora una volta: non spetta solo ad ASFARM decidere cosa fare, ed è compito del Comune indicare quali bisogni deve assolvere e dare indicazioni su come farlo. Riguardo a questo tema continueremo a dare il nostro contributo di idee.
Ad esempio, per l’Area Tettamanti sono state annunciate “negoziazioni” con il privato ad uno stadio avanzato. Nulla è stato detto su quale sia l’interesse pubblico che si vuole perseguire nella realizzazione dell’intervento. La nuova sede di Asfarm potrebbe insediarsi nell’edificio della ex camiceria già previsto dal PGT in cessione gratuita al Comune, con spese di recupero a scomputo delle somme dovute da parte dell’operatore privato. Il nostro voto è stato contrario.