Basket - 08 marzo 2026, 16:46

Varese, tutto in una sera: vittoria, aggancio e sorpasso sull'ex Vertemati

Davanti dall'inizio alla fine, +7 dell'andata ribaltato e "treno" playoff agganciato: la Openjobmetis vince 81-92 un match sempre comandato al PalaCarnera e torna a casa a mani pienissime. È stato il successo del ritmo e del tiro: l'Apu si sfoga sotto (Mekowulu dominante), ma lascia campo libero alle scorribande di Nkamhoua, Iroegbu, Moore e Alviti

Vittoria Varese in un PalaCarnera esaurito

Davanti, dall’inizio alla fine. E poi non solo vittoria e aggancio in classifica, ma anche -7 dell’andata ribaltato.

Torna a casa a mani pienissime un’ottima Varese da Udine: al PalaCarnera finisce 81-92 per una Openjobmetis brillante, matura, imperterrita nel bucare la retina friulana cavalcando la propria giornata di grazia offensiva. Era il match degli opposti e si sa sapeva, ma gli uomini di Kastritis non  avrebbero potuto interpretarlo meglio: la batteria di lunghi casalinga si sfoga in lungo e in largo, dominando collettivamente (44-33 il finale a rimbalzo) e singolarmente (mostruoso Mekowulu: 25 punti e 14 carambole), ma non può nulla contro la frizzantezza degli esterni biancorossi, con la velocità del loro ritmo e con l’ottima guardia dell’arco da parte di Moore e compagni (solo 28% da 3 per l’APU contro il 38,5% ospite), che ha spuntata la squadra dell’ex Vertemati.

È su questo canovaccio che Varese si impadronisce subito del match, lasciando un unico vantaggio agli avversari (16-15 nel primo quarto) e tenendo per il resto saldamente in mano la contesa (massimo margine +17), chiudendola anzi ben prima della sirena finale: a trascinarla un Nkamhoua sontuoso e ferale da fuori (23 punti con 6 rimbalzi e 4/5 da fuori), un Iroegbu (20 punti e 6 assist) bravo a pungere e orchestrale e un Moore adrenalinico, sostanzioso e fantasioso (15 punti, 6 rimbalzi e 3 recuperi). Menzione d’onore anche per Alviti, 16 punti.

È la quarta vittoria esterna stagionale per gli “scoliani” e vale tantissimo: agganciato il treno playoff. 

La cronaca

4° quarto

Udine prova il tutto per tutto, stringendo le viti dietro: il lettone Zoriks e Iroegbu replicano l’uno all’altro, Dawkins trova il -7 e Varese il quarto fallo del periodo in soli 3 minuti. Una boccata d’ossigeno arriva dai tre liberi di Iroegbu (62-72 al 33’), mentre Moore prima segna il +12, poi regala il “+1” a Spencer (che però sbaglia dalla linea della carità), quindi apre meravigliosamente il campo per un’altra tristissima di Alvin che vale il 64-78 del 35’. Varese rallenta la partita per cercare di mantenere il vantaggio e il margine sul doppio confronto: Udine arriva con Ikangi al -11, ma viene sempre rimandata a distanza di sicurezza dalle giocate biancorosse, in particolare quelle fantastiche di Moore ed Nkamhoua. Sono di Iroegbu e Alviti gli ultimi chiodi della vittoria esterna: qualche errore di concentrazione porta un piccolo ritorno udinese fino a un nuovo -11: finisce 81-92 per Varese.

3° quarto

Tanti canestri nei primi tre minuti: Udine arriva subito a -2 con Christon, ma la Openjobmetis continua a macinare in attacco con le troppe di Alviti ed Nkamhoua e il canestro di Iroegbu, a contemperare l’11esimo rimbalzo di Mekowulu con successivo canestro. Al 13’ è 48-54. Torna il tiro al bersaglio grosso e Varese stasera è in fortissima: 3 di un Nkamhoua che pare Nowitzki, poi ancora Alviti: è massimo vantaggio esterno (48-60 al 24’) e timeout Vertemati. Gli attacchi si fermano sul 50-60: a ravvivarli ci pensano prima Stewart, poi Moore con l’ennesima rubata più contropiede (50-64 al 27’, massimo vantaggio). Qui però gli ospiti si addormentano accontentandosi di triple che non entrano più: ne viene fuori un parziale Apu di 7-0 quasi regalato. Menomale che Iroegbu è in giornata di grazia ogni volta che alza la mano: sulla sirena la sua bomba vale il nuovo +10 (57-67).

2° quarto

Fuori Mekowulu ci pensa Spencer a fare il vuoto sotto i cristalli: i rimbalzi in attacco fanno male alla Openjobmetis, che però trova sempre il centro dalla lunga distanza (a segno ancora Iroegbu e Freeman) e rimane davanti anche a +9, che diventa +11 con il centro dai 6,75 di Stewart (26-37 al 14’). Anche Udine ci prova con le bombe: è Semaj Christon a centrare il bersaglio per primo, seguito da Alibegovic: Moore risponde da 9 metri, ma quando anche la penetrazione dell’ex Tortona va a segno è Kastritis a fermare la partita sul 34-40 del 17’. Il greco dà bene la scossa: con una difesa che continua a viaggiare ad alta intensità Moore, Nkamhoua e soci neutralizzano un nuovo -6 casalingo e volano sul +10 a 46” dalla fine della seconda frazione. Nel tempo residuo Da Ros segna la tripla del -7, l’Apu chiama di nuovo timeout, per un tiraccio di Nkamhoua e per una tripla di Alibegovic. Udine è lì, a fine primo tempo: 42-46.

1° quarto

Varese in campo con il classico “cinque” Iroegbu, Moore, Alviti, Nkamhoua e Renfro. Attacchi ariosi che cercano le plance: da una parte Mekowulu, dall’altra Renfro, entrambi che muovono gli attacchi per il 6-8 del 4’. Il nigeriano udinese continua a segnare, l’americano varesino esce per falli: inizialmente non male per Varese, che con Alviti e la frizzantezza di Moore vola sul 9-15, poi però i punti del lungo di casa diventano addirittura 11 e Udine torna in vantaggio sul 16-15 del 6’. La reazione biancorossa non si fa attendere: doppia tripla, Nkamhoua e Assui, e Vertemati è costretto al timeout (16-21). Al festival partecipa anche Iroegbu, da 8 metri, poi Stewart risponde e Spencer e lo stesso Stewart scrivono il massimo vantaggio a un minuto dal termine della prima frazione (18-28). Nell’ultimo giro di lancette segna solo Dawkins: al 10’ è 21-28.

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Riparte il campionato: Varese ci prova a Udine. Palla a due alle 17.30 tra la Old Wild West e la Openjobmetis: resta in forse l'utilizzo di Matteo Librizzi. L'esterno varesino si sta riscaldando nel prepartita ma senza forzare. Starà a Kastritis decidere in corso d'opera.

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Il prepartita

Quanto sta negli occhi di guarda il crisma della “bella stagione”? Tanto: lo dicono Udine e Varese inquadrate nello stesso spettro, alla vigilia del match (palla a due domenica ore 17.30) che le metterà una contro l’altra per la sesta giornata di ritorno del massimo campionato italiano di basket.

Otto vittorie e ottavo posto (con Coppa Italia appena disputata) per i friulani. Sette vittorie e dodicesimo posto per i lombardi. Una sola “W” può cambiare un’intera narrazione? Sembrerebbe di sì: da una parte si esalta il cammino di una matricola terribile, la grande sorpresa, e del suo allenatore in cerca di rivincite, e dei suoi lunghi, e della sua difesa; dall’altra parte ecco Varese, un piccolo mondo a se stante in fatto di pallacanestro, nel bene e nel male: la Varese fin troppo realista, la Varese “mai contenta”, la Varese che guarda sempre con forse troppa invidia l’erba del vicino.

Eppure, una sola vittoria di differenza. Una sola.

Che sia, il match di domenica, l’occasione buona per conquistarlo questo benedetto successo che “manca” modificando, almeno parzialmente e in attesa di altri eventi, il racconto della stagione biancorossa?

L’interrogativo resterà nell’aria ancora 48 ore. Ioannis Kastritis, ritrovato dopo due settimane di pausa, non vuol peraltro sentire parlare di “match fondamentale”: «In realtà in totale ci sono nove partite importanti per noi. È solo una partita, la prossima gara contro Udine. Una squadra molto buona, una squadra solida. Meritano la posizione in cui sono e quello che hanno raggiunto finora nella stagione. E sì, siamo entusiasti di tornare in azione e non vediamo l’ora di giocare questa partita».

C’è innanzitutto da cancellare il match di andata (a Masnago vinse l’Apu 66-59), uno dei fondi stagionali della Openjobmetis: «È stata una delle nostre peggiori prestazioni offensive - ammette l’allenatore greco - Ovviamente, come ho detto molte volte, dobbiamo rispettare il nostro avversario e dare loro merito perché durante la stagione hanno dimostrato di essere una grande squadra difensiva. Ma noi non abbiamo preso le decisioni migliori in campo. Dobbiamo essere più intelligenti contro una difesa molto buona e provare a giocare il nostro gioco. In realtà questa è la cosa più importante. Non abbiamo giocato il nostro gioco nella partita di andata. Dobbiamo assicurarci di farlo adesso».

La carta d’identità bianconera non è di difficile interpretazione. Antitetica nella velocità rispetto a Varese (73 di pace contro 78), quella dell’ex Adriano Vertemati è una squadra “pesante”, che difende bene come quella prealpina ma in modo diverso (basandosi più sul fisico dei suoi uomini che non sul loro atletismo) ed è terza per percentuale a rimbalzo, sesta nel defensive rating e terza nella percentuale di palle perse.

In attacco (110 di offensive rating contro 104) Udine tira meglio della Openjobmetis da 3 ma non da due, e si è affidata - alla porta girevole che ha messo fuori causa per 4 mesi per doping la stella designata Anthony Hickey, fra un mese peraltro pronto a tornare - alla classe e all’imprevedibilità di Semaj Christon, miglior scorer ma anche quarto miglior assistman della Serie A. Al suo fianco non sono poche le scelte: c’è il solido Mirza Alibegovic (13,4 punti di media), c’è la doppia dimensione di Bendzius, non più splendente come ai tempi di Sassari ma sempre molto pericolosa (44% da 3, quarto miglior tiratore del campionato) e ci sono gli exploit sempre più frequenti del varesino Andrea Calzavara, ormai salito a quasi 9 punti di media in 20 minuti medi trascorsi sul parquet.

E i lunghi? Due operai, ma dall’altissimo rendimento: sono l’altro ex di turno Skylar Spencer (quasi 7 rimbalzi di media) e il nigeriano Christian Mekowulu a dividersi i minuti sotto le plance e a fare del pacchetto lunghi udinese uno dei più temibili e performanti dell’intera Serie A: «Sia noi che loro siamo tra le due migliori difese del campionato, in modo diverso. Difendiamo in modo diverso ma con la stessa efficacia, diciamo - argomenta Kastritis -  E loro con i rimbalzi cercano di controllare la partita e ottenere seconde opportunità. Allo stesso tempo controllano bene i possessi difensivi. Quindi il rimbalzo sarà importante e sarà importante anche il modo in cui cercheremo di spingere il ritmo della partita».

La pausa non ha comportato interventi sul mercato in casa Varese, ma il condottiero ellenico non se ne rammarica: «Dal momento che questa è stata la decisione, significa che è così che ci sentiamo meglio. E penso che tutti siano d’accordo che il vero valore alla fine è la continuità e, sapete, la fiducia nel gruppo. Alla fine della giornata non mi stancherò mai di ripeterlo ancora e ancora, anche se a volte divento noioso: questi ragazzi se lo meritano. Lavorano, lavorano e costruiscono buone relazioni tra di loro. Quindi questa è la cosa migliore: se possiamo restare tutti insieme e combattere fino alla fine, è la squadra migliore».

Piccola brutta notizia dall’infermeria: capitan Matteo Librizzi è stato sfortunato protagonista di due scapigliate (una questa settimana, una quella precedente) che ne mettono in forse la partecipazione al match del PalaCarnera: il suo utilizzo o meno verrà deciso a ridosso della partita.

Matteo Librizzi (foto Averna)

F. Gan.


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