Forse è meglio specificarlo, per chi non lo sapesse: noi seguiamo il Varese per un giornale di Varese tifando il Varese. Amiamo l'hockey, scriviamo ciò che vediamo, ma siamo gialloneri e questo articolo, scritto dopo le 23 di un giovedì ormai inoltrato nella notte, è dedicato ai tifosi gialloneri, ai giocatori gialloneri, ai dirigenti gialloneri. E, quindi, non possiamo che dire questo: il Varese ha avuto le palle, ha meritato il punto del 2-1 nella serie dei quarti anche quando si è chiuso dietro, sotto la spinta ospite del terzo tempo, e ha colpito trovando le residue energie nella bolgia di un pubblico che, più gli ospiti spingevano, più scendeva in pista al fianco di Pippo Matonti e compagni. E lo ha fatto nonostante tutti, tutto e anche nonostante gli arbitri. Non ci era ancora capitato, in un finale senza esclusione di colpi, di veder tollerare un giocatore (Matthias Manfroi, numero 26 delle Civette) che è arrivato ad alzare le mani a muso duro verso i direttori di gara e, poi, protagonista sul ghiaccio a gioco fermo come se fosse il padrone della pista e di Varese con le stesse mani rivolte in tono di scherno alla panchina avversaria. Non è faziosità scriverlo, è ciò che abbiamo visto. Per non dire di altro (il fallaccio su Marcello Borghi schiantato sulla balaustra, il duello Buono-Stefano Iori finito con una penalità a testa quando abbiamo visto tutti chi ha tirato un pugno di troppo), ma lasciamo perdere.
Il Varese ha avuto le palle, sia quando è stato fermato dai legni sui tiri di Makinen e Marcello Borghi nel momento in cui era stato superiore, sia quando Angoletta ha allontanato un disco dalla linea destinato in fondo alla gabbia, sia quando un grande Lancedelli ha detto no a Bastille e a Buono (che a un certo punto ha indossato la maglia numero 13 di Fornasetti, dopo che la sua gli era stata strappata), sia infine quando, schiacciato dall'orgoglio alleghese nell'ultima parte di partita, ha saputo fondersi con l'anima del pubblico, asserragliato in un muro davanti alla gabbia di Martonti. Catenaccio, contropiede: niente di più bello. Ecco la traversa di Bertin e, nella bolgia, il 2-1 e poi il 3-1 di Marcello Borghi con stangata in diagonale prima e deviazione sotto porta poi durante una gragnuola di penalità contro i veneti, e quindi - dopo il raddoppio ospite aiutato da un "infortunio" del portiere giallonero, comunque bravissimo - il poker definitivo di Michael Mazzacane a porta vuota.
Quando tra i tuoi giocatori ce n'è uno con il numero 23, succede questo: se sai aspettarlo, il Supereroe alla fine arriva e ti porta qui, a gara 4 all'Alvise De Toni sul 2-1 nella serie. Sarà una bolgia, sarà una rissa, sarà quello che volete. Ma poi torneremo in via Albani per l'eventuale gara 5. Grazie a Marcello.
II* Periodo - La doccia gelata dell'1-1
Grande sofferenza, ma il pubblico tiene in piedi i Mastini nella ripresa che cambia volto dopo l'1-1 di De Toni incassato dai gialloneri, un pari apparso evitabile con il disco mandato in diagonale sul palo lontano difeso da Matonti. Da lì in poi, dopo che Angoletta aveva allontanato dalla linea il raddoppio di Perino, è pura sofferenza giallonera, con l'Alleghe insediato per otto-nove minuti nel terzo di casa. Quando suona la seconda sirena, si tira un sospiro di sollievo.
I° Periodo - La ghigliottina dell'1-0
Primo tempo quasi perfetto del Varese: dietro non rischia nulla, davanti crea il giusto e colpisce con il tiro di Crivellari deviato da Xamin, ma potrebbe essere più ampio il vantaggio perché i gialloneri, che non sfruttano due superiorità numeriche (ca va sans dire), creano comunque almeno altre tre-quattro chiarissime opportunità da gol, prendendo pure un legno con Makinen. Il conto dei tiri, 13-6, stavolta, dice tutto.
Varese-Alleghe 4-2 (1-0, 0-1, 3-1)
Reti: 8’28” Xamin (Crivellari, Michael Mazzcane) 1-0; 30'56" De Toni (Aleksandrov, De Nardin) 1-1; 50’39” Marcello Borghi (Bastille, Schina) 2-1; 57’11” Marcello Borghi (Makinen) in doppia sup. 3-1; 59’41” Aleksandrov 3-2; 59’49” Michael Mazzacane (Schina) a porta vuota 4-2
Varese: Filippo Matonti (Mordenti); Makinen, Marco Matonti, Bastille, Marcello Borghi, Buono; Schina, Re, Perino, Ghiglione, Terzago; Bertin, Crivellari, Xamin, Michael Mazzacane, Venturi; Erik Mazzacane, Peterson, Pietro Borghi, Tilaro. Coach: Juhani Matikainen
Alleghe: Lancedelli (Mathias De Nardin); Aleksandrov, Da Tos, Diego Iori, Huhtela, De Toni; Pfoestl, Erwin De Nardin, Alessio, Isiguzo, Lacedelli; Dimai, Angoletta, Noè Fontanive, De Val, Francesco Soppelsa; Boisio, Manfroi, Nicolò Fontanive, Stefano Iori, Martini. Coach: Vesa Surenki
Arbitri: Simone Lega, Riccardo Pignatti (Giorgio Brenna, Luca Tortia)§
Note - Tiri Va 38, Al 30. Penalità Va 6', Al 14'. Spettatori: 890.
Playoff, quarti di finale al meglio delle cinque gare
Gara 3, giovedì 5 marzo, 20.30
Aosta-Fassa 9-2 (serie 3-0), Appiano-Pergine 4-3 (serie 1-2), Caldaro-Feltre 6-2 (serie 3-0), Varese-Alleghe 4-2 (serie 2-1)
Gara 4, sabato 7 marzo: Alleghe-Varese (20.30), Pergine-Appiano (18.45)
Eventuale gara 5: martedì 10 marzo ad Appiano e Varese
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Semifinali al meglio delle cinque gare dal 14 al 24 marzo tra il Caldaro e la vincente di Appiano-Pergine da una parte del tabellone e tra l'Aosta e Varese o Alleghe dall'altra.
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.