Territorio - 02 marzo 2026, 17:15

Gorla Minore, Rossetti: «Quando i cittadini sentono il bisogno di organizzare delle “ronde”, significa che è stato percepito un vuoto istituzionale»

La sicurezza urbana a Gorla Minore resta al centro del dibattito pubblico. «Non può essere gestita solo in termini di “emergenza”. Passare dalle convenzioni su carta alla sicurezza reale è un obbligo morale verso i cittadini e i commercianti colpiti» afferma Stefania Rossetti, consigliera comunale di Prospettiva Indipendente. Un pensiero che torna a sottolineare la necessità di un “super-Comando” di Polizia Locale

La consigliera comunale di Prospettiva Indipendente, Stefania Rossetti

La sicurezza urbana a Gorla Minore resta al centro del dibattito pubblico. «Quando i cittadini sentono il bisogno di organizzare delle “ronde”, significa che è stato percepito un vuoto istituzionale che va colmato urgentemente. Ciò che si proponeva era l’avvio di uno studio finalizzato alla valutazione e possibile futura creazione di una struttura solida, capace di garantire un presidio costante e professionale (leggasi Comando unico di Polizia Locale, nda). La sicurezza non può essere gestita solo in termini di “emergenza”. Passare dalle convenzioni su carta alla sicurezza reale è un obbligo morale verso i cittadini e i commercianti colpiti». “Così parlò” la consigliera comunale di Prospettiva Indipendente, Stefania Rossetti.

«Scrivo questo contributo a fine febbraio, in un momento in cui il tema della sicurezza urbana è prepotentemente al centro del dibattito locale». Gli episodi di microcriminalità, tra cui le ripetute «spaccate ai danni di attività commerciali del nostro centro - prosegue Stefania Rossetti - hanno generato un clima di comprensibile frustrazione e rabbia».

«Questa situazione ha spinto alcuni cittadini, mossi da un lodevole spirito di appartenenza e senso civico, a organizzare forme di sorveglianza notturna per presidiare il territorio. Se da un lato non si può che ammirare la volontà di non restare passivi, dall’altro dobbiamo interrogarci: è giusto che siano i privati a farsi carico di compiti che spettano istituzionalmente alla Pubblica Amministrazione? Quando i cittadini sentono il bisogno di organizzare delle “ronde”, significa che è stato percepito un vuoto istituzionale che va colmato urgentemente».

«Come gruppo Prospettiva Indipendente, insieme ai colleghi di Per una Comunità Rinnovata, abbiamo presentato lo scorso dicembre, in Consiglio Comunale, una mozione per l’istituzione di un Comando Unico di Polizia Locale tra i comuni della Valle Olona. Ciò che si proponeva era l’avvio di uno studio finalizzato alla valutazione e possibile futura creazione di una struttura solida, capace di garantire un presidio costante e professionale, puntando ad individuare soluzioni in grado di superare i limiti di organico attuali, con soli otto agenti per oltre 21.000 abitanti.

La corrente Amministrazione ha però respinto la mozione, confermando la preferenza per l’avvio di una convenzione per servizi di pattugliamento congiunto con i Comuni limitrofi».

«Mentre leggete questo articolo spero quindi vivamente che questa convenzione non sia più solo un protocollo sulla carta, vista l’urgenza dei fatti, bensì una realtà operativa». Tuttavia, Rossetti ribadisce che «una semplice collaborazione per turni di pattugliamento (spesso su base volontaria degli agenti) sia solo un primo passo e non certamente la soluzione definitiva».

«La sicurezza non può essere gestita solo in termini di “emergenza”. Passare dalle convenzioni su carta alla sicurezza reale è un obbligo morale verso i cittadini e i commercianti colpiti».

Un pensiero che trova un valido sostegno anche in Luca Vergani, consigliere comunale e segretario di Forza Italia a Marnate, primo a evidenziare nel dibattito locale l’urgenza di un “super-Comando” di Polizia Locale.

Alessio Murace