Lo spirito olimpico torna a brillare a Gallarate, ma questa volta non si limita a passare: si ferma, si espande, si moltiplica. Invade le piazze, attraversa le strade, accende lo sguardo di chi osserva e trasforma la città in un palcoscenico a cielo aperto dove il confine tra spettatori e protagonisti si dissolve. Il 28 febbraio e il 1° marzo, con l’arrivo dell’Olympic Fringe Festival, il cuore urbano gallaratese si prepara a vivere due giornate fuori dall’ordinario, immerse in un racconto fatto di luce, movimento e immaginazione.
Dopo aver attraversato altre città del territorio, il festival approda nella città dei Due Galli portando con sé un’energia che affonda le radici nella tradizione olimpica ma guarda con decisione al futuro. Il centro storico diventerà una dimensione sospesa, dove la quotidianità lascerà spazio a visioni suggestive: il ritmo dei passi si confonderà con quello delle parate musicali, mentre improvvise apparizioni di acrobati, trampolieri e performer trasformeranno gli angoli più familiari in scenari sorprendenti.
La prima giornata sarà un viaggio simbolico verso l’origine stessa dello spirito olimpico. Il fuoco, elemento primordiale e carico di significati, prenderà forma attraverso coreografie avvolgenti e gesti rituali, evocando la nascita della fiaccola come momento fondativo di ogni sfida sportiva. Le piazze diventeranno luoghi di condivisione emotiva, dove la luce danzerà nel crepuscolo e il pubblico sarà chiamato a vivere un’esperienza collettiva, intensa e coinvolgente.
Il giorno successivo, invece, la città si proietterà in avanti, verso ciò che le Olimpiadi rappresentano oggi e soprattutto verso ciò che potranno diventare. La luce si farà tecnologia, i corpi si muoveranno in armonia con scenografie luminose e visioni futuristiche, mentre l’arte performativa racconterà un’idea di sport che non è solo competizione, ma linguaggio universale, inclusione e immaginazione. Sarà un racconto in movimento, capace di sorprendere chiunque si lasci guidare lungo le vie del centro, dove ogni incontro potrà trasformarsi in un momento inatteso.
Non è un caso che questo evento arrivi proprio ora, mentre il territorio si prepara a vivere anche l’intensità delle Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo. Il festival rappresenta una sorta di ponte simbolico, un filo invisibile che unisce passato, presente e futuro, celebrando non solo lo sport, ma il suo valore umano e culturale.
Dietro questo progetto c’è una visione precisa, condivisa da istituzioni e realtà territoriali. Promosso da Fondazione Varese Welcome e Camera di Commercio di Varese, insieme a diversi Comuni della provincia, l’Olympic Fringe Festival non è solo un evento artistico, ma una leva strategica per rafforzare il ruolo delle città come luoghi di incontro, attrazione e partecipazione.
Lo sottolinea con convinzione il vicesindaco e assessore alle Attività economiche, Belinda Simeoni, che evidenzia il valore profondo dell’iniziativa: «L’Olympic Fringe Festival rappresenta per Gallarate molto più di un calendario di spettacoli: è uno strumento concreto di valorizzazione urbana e di sostegno al tessuto economico cittadino. Dopo l’emozione vissuta con il passaggio della Fiamma Olimpica, impreziosita dalla presenza di un tedoforo d’eccezione come Snoop Dogg, avevamo l’obiettivo di non disperdere quell’entusiasmo. Eventi diffusi come questo ci permettono di animare il centro storico, generare frequentazione e creare opportunità reali per le attività commerciali, rafforzando al tempo stesso l’identità di Gallarate come città dinamica, attrattiva e capace di fare sistema».
Parole che raccontano una strategia chiara: trasformare la cultura e lo spettacolo in strumenti di rigenerazione urbana, capaci di generare vitalità e nuove opportunità. Non si tratta soltanto di assistere a uno spettacolo, ma di vivere la città in modo diverso, riscoprendola attraverso lo stupore.