Politica - 24 febbraio 2026, 15:35

Artigianato, Dell’Erba (FdI) «Testo Unico per 229mila imprese artigiane: la Lombardia investe su innovazione, giovani e qualità»

«L’artigianato è la spina dorsale della nostra economia»: approvata la riforma che riordina il settore, amplia i limiti dimensionali fino a 40 addetti, introduce il marchio “Qualità Artigiana” e rafforza le sanzioni contro gli abusi, con un focus sulle eccellenze del Varesotto

Una bussola normativa per orientare migliaia di laboratori e botteghe verso le sfide del mercato globale: la Lombardia blinda il futuro delle sue 229.896 imprese artigiane attraverso un Testo Unico che aggancia la tradizione alla rivoluzione digitale. Con l’approvazione definitiva in Consiglio regionale del Progetto di Legge n. 139, il 28% dell'intero tessuto produttivo regionale si libera da una regolamentazione frammentata per adottare una strategia di crescita moderna. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba.

“L’artigianato rappresenta la spina dorsale della nostra economia reale e questa legge ci permette di passare a una programmazione di lungo periodo”, afferma Dell'Erba. “Questo esercito della qualità impiega in Lombardia quasi mezzo milione di addetti. Riordinare la materia garantisce la tutela di un valore aggiunto che incide per il 20% sull'intero comparto nazionale. Abbiamo varato una norma attenta al futuro, focalizzata su tre obiettivi chiari: ricambio generazionale, innovazione tecnologica e certificazione dell'eccellenza”.

Sotto il profilo tecnico, la riforma introduce parametri dimensionali più elastici per la qualifica di impresa artigiana, premiando chi investe nella formazione dei giovani: il limite dei dipendenti può salire fino a 22 per le imprese a produzione non in serie e fino a 40 per le lavorazioni artistiche e l'abbigliamento su misura, a patto di integrare apprendisti nel proprio organico. L'articolo 14 della legge istituisce inoltre il marchio di 'Qualità Artigiana', sostenuto da 400.000 euro annui per il triennio 2026-2028, per dare risalto a chi utilizza materie prime selezionate e processi sostenibili. Per contrastare la concorrenza sleale, il testo fissa sanzioni severe fino a 2.500 euro contro l'uso improprio della denominazione artigiana, prevedendo anche la sospensione dell’attività per chi viola i requisiti di legge.

Un focus specifico riguarda la provincia di Varese, da sempre simbolo di un'imprenditorialità diffusa e di altissimo profilo. “Dal settore tessile all'arredamento, passando per la meccanica di precisione, il Varesotto esprime un'energia creativa unica”, sottolinea l'esponente di FdI. “Questa riforma è una risposta concreta alle tantissime realtà del nostro territorio che chiedevano di essere liberate da una burocrazia obsoleta. Grazie alla nuova flessibilità sui limiti degli addetti, permettiamo alle eccellenze varesine di espandersi mantenendo intatta la propria natura sartoriale, incoraggiando il passaggio di testimone tra maestri e nuove generazioni per non disperdere il patrimonio di competenze del 'Giardino d'Italia'”.

“Con questo provvedimento, la Lombardia si conferma il luogo ideale per l’artigianato di qualità”, conclude Dell'Erba. “Tra il potenziamento dell'accesso al credito, l'abbattimento dei tassi di interesse e gli incentivi per l'e-commerce, mettiamo nelle mani delle imprese varesine gli strumenti per competere ovunque, assicurando che la nostra maestria artigiana resti un marchio di garanzia ammirato in tutta Europa”.


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