Varese dalla vetrina - 21 febbraio 2026, 07:40

Luciano Strumenti Musicali, il bel suono di via Como: «Dal "signore dei pianoforti" che sistemava gli strumenti in vetrina ai ragazzi che sognano di fare trap»

VARESE DALLA VETRINA/62. Una storia romanzesca quella nata nel 1901 grazie a Umberto Oddone Luciano e proseguita con il primo negozio aperto in via Bernascone da suo figlio Sergio, il "Signore dei pianoforti”, con la moglie Luisa, che oggi ha 85 anni e ancora la voglia di stare dietro il bancone dell'attività ora in via Como. A portarla avanti sono i figli Andrea e Massimo: «Arrivammo ad avere 115 pianoforti, che papà sceglieva e importava dalla Germania». Da quando non c'è più, spazio a chitarre, amplificatori, casse acustiche, microfoni, mixer, schede audio, tastiere e batterie: «Da qui sono passati Dodi Battaglia dei Pooh e molti musicisti che affiancano artisti come Francesco De Gregori ed Eros Ramazzotti, ma anche tanti ragazzi che sognano di diventare deejay o cantanti trap»

La storia di “Luciano Strumenti Musicali” parte da lontano, dal 27 febbraio 1901, quando il piccolo Umberto Oddone Luciano di un anno, arriva con la famiglia a Milano proveniente da Villabruna vicino Feltre, proprio nel giorno dei funerali di Giuseppe Verdi, mancato un mese prima nel suo appartamento al Grand Hotel et de Milan. Un segno del destino? Forse, fatto sta che Oddone cresce con la passione per la musica, che studia a Varese, dove i suoi si stabiliscono abitando nel quartiere di Biumo. Allievo per la tromba del maestro Gadisco, il giovane trova presto un impego come artigiano riparatore alla ditta Pinciara di via Cimarosa, una fornita rivendita di strumenti musicali e di riparazione di strumenti a fiato, ma dopo qualche tempo si trasferisce alla ditta Pusterla di via San Pedrino dove ripara e crea la musica per i pianoforti a cilindro, ancora in uso a quell’epoca.

«Ma la svolta si ebbe quando questa ditta fu ceduta ai fratelli Riccardi, che avevano tra l’altro un negozio di musica in corso Roma, così mio suocero andò a lavorare nel loro laboratorio di via Dazio Vecchio, accordando i pianoforti e riparando autopiani e fisarmoniche. Nel 1943 morì il titolare, così Oddone Luciano rilevò l’attività dalla moglie, e continuò il suo lavoro affiancato dal figlio quindicenne Sergio, mio marito, che aveva la stessa passione del padre per il pianoforte e lo affiancò nella conduzione della ditta, diventandone il titolare nel 1964», ricorda la signora Luisa Luciano, 85 anni e la voglia di andare ancora in negozio la mattina dopo tanti anni passati ad amministrare gli affari di famiglia.

«Con Sergio mi sono sposata nel 1963 e nel 1966, il 1° aprile, aprimmo l’attività commerciale in via Bernascone 16, il primo negozio di “Luciano Strumenti Musicali”, in una costruzione mezza diroccata presa dal comune, senza acqua né bagno. Sergio nel frattempo si era perfezionato in Svizzera dalle ditte Hug e Colombo, imparò a perfezione la tecnica dell’accordatura e conobbe pianisti celebri tra cui Arturo Benedetti Michelangeli. Io sono nata a Gallarate e vengo da una famiglia di commercianti, e prima di conoscere il mio futuro marito avevo lavorato come vetrinista da Verga e poi aperto cinque filiali Standa, tra cui quella di piazza Monte Grappa».

Il negozio di via Bernascone, con la grande scritta “Luciano” sopra la vetrina e il castello di tubi Innocenti sul tetto, è ancora ben presente nella memoria dei varesini in età, vendeva e noleggiava pianoforti nuovi e usati, chitarre, batterie, ma anche dischi, cassette, Stereo8 e spartiti.

«Sergio non amava le chitarre, le chiamava prosciutti perché erano appese come i salumi, per lui esisteva solo il pianoforte, fu il maestro Paolo Conti a istruirmi su spartiti e partiture da tenere in negozio», aggiunge la signora Luisa, che ha da poco ricevuto la targa dal comune per l’attività di rilevanza storica, dopo quella della Regione, tre anni fa.

L’avventura della ditta continua sempre nell’area di via Bernascone: lasciato il primo negozio al 16, ecco il nuovo al 18, progettato da un architetto e ricco di ogni strumento musicale, con i pianoforti in esposizione, Steinway & Sons, Bösendorfer, Schulze Pollmann, e Sergio Luciano indaffaratissimo tra accordature, noleggi e concerti.

«Papà andava in Germania, allora divisa in due, dove c’erano ditte specializzate nel ritiro di pianoforti usati. Lui li sceglieva e li importava da noi, erano Bechstein, Bösendorfer, Grotrian-Steinweg e Petrov, ottimi strumenti che lui faceva rivivere con la sua abilità di artigiano e accordatore. In tre mesi ne acquistò 70 tra verticali e coda, arrivammo ad avere 115 pianoforti, sei Steinway a coda e due Bösendorfer gran coda acquistati, diceva lui, per i concerti a quattro mani. Oltre al negozio di via Bernascone, dovemmo aprire uno show room a lato, nell’appartamento dell’avvocato Cordaro, e affittare un garage in via Cavour, dove mettere i pianoforti da riparare», spiega Andrea Luciano, figlio di Sergio e Luisa, che con il fratello Massimo e la moglie Camilla gestisce l’attività, mentre in negozio dà una mano Nicola “Nick” Colombo.

«A quei tempi la clientela era più “classica”, le famiglie importanti di Varese e quelle dei milanesi che villeggiavano qui, i figli magari studiavano in conservatorio. Papà li seguiva. Poi c’era il noleggio dei pianoforti per i concerti di classica e jazz, seguì per dieci anni la stagione di Cerro di Laveno dove incontrò musicisti celebri. A Varese ricordo Chet Baker al Palazzetto di Masnago con papà che aveva portato il pianoforte, o il pianista jazz Romano Mussolini che a villa Ponti ringraziò pubblicamente il suo lavoro di accordatore. Mio padre era un uomo asciutto, non certo mondano, alle parole preferiva i fatti, amava soprattutto il suo lavoro sul pianoforte, ne colorava il suono, magari teneva un po’ calanti i bassi e più brillanti gli acuti, ma il “suo” pianoforte era riconoscibile sempre. Ha lavorato fino a tre mesi prima della morte, avvenuta a 90 anni nel 2021, si metteva in vetrina a sistemare lo strumento, la gente si fermava a osservarlo. Da quando non c’è più, abbiamo abbandonato il lavoro con i pianoforti, non ne teniamo né li noleggiamo, è cambiato il mercato e poi un artigiano come papà non si può sostituire».

“Luciano Strumenti Musicali” è stato il primo negozio nel Varesotto a proporre i pianoforti Yamaha: «Andammo anche in Giappone a visitare la fabbrica, però stentarono a prendere piede qui, erano snobbati e giudicati a torto non all’altezza dei tedeschi», aggiunge Andrea, che con Massimo si è formato negli Stati Uniti, aggiornandosi poi nel commercio online (il sito dell’attività è: www.440hz.it).

Il negozio è in via Como 18 dal 1994, dove un tempo c’era quello di Carminati elettrodomestici, e oggi propone soprattutto chitarre elettriche e classiche, ukulele, amplificatori, casse acustiche, microfoni, mixer, schede audio, tastiere campionate e batterie, con una clientela soprattutto di amanti della chitarra, qualche professionista e molti amatori che possono permettersi strumenti che costano anche quasi 10mila euro.

«Di qui sono passati Dodi Battaglia dei Pooh, e molti musicisti che affiancano artisti quali Carmen Consoli, Elisa, Francesco De Gregori, Eros Ramazzotti e Francesco Renga, ho servito diversi bluesman di rilevanza internazionale, ma anche tanti ragazzi che vogliono fare i deejay o mettersi a fare rap e trap, anche se non è così facile, e acquistano magari il microfono e la scheda audio».

Il mercato cambia ma la musica resta, e “Luciano Strumenti Musicali” compie 60 anni in ottima salute, con la signora Luisa che mostra orgogliosa le due targhe dell’attività storica e le fotografie di famiglia a testimoniare una vita di lavoro e tanta passione e competenza. Sergio, il “Signore dei Pianoforti”, insomma, ha lasciato un’ottima traccia di sé.

Mario Chiodetti