Gallarate - 21 febbraio 2026, 13:18

Inaugurata a Gallarate la nuova sede del Movimento Nazionale Istria

All’Istituto Vinci bandiere delle terre perdute e istituzioni riunite. Il sindaco Cassani: «La memoria non deve finire sotto un tappeto». Messaggio dell’assessore regionale Caruso: «Un presidio di ricerca e testimonianza civile»

Bandiere italiane intrecciate a quelle delle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia appese a un filo, a segnare simbolicamente un legame che il tempo e la storia non hanno reciso. È in questo scenario, carico di significato, che sabato mattina all’Istituto Vinci di Gallarate si è svolta l’inaugurazione della nuova sede di rappresentanza del Movimento Nazionale Istria, Fiume, Dalmazia.

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, impossibilitata a partecipare di persona, ha voluto comunque far pervenire un proprio messaggio per testimoniare la vicinanza della Regione a una realtà che opera nella promozione dell’istruzione, della cultura e dei valori della memoria storica. «L’apertura di questa sede non rappresenta soltanto un nuovo spazio fisico, ma è soprattutto un presidio di memoria, di ricerca e di testimonianza civile – ha scritto –. Un luogo in cui la storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia potrà continuare a essere studiata e trasmessa alle nuove generazioni con rigore e responsabilità». Un passaggio nel quale l’assessore ha ricordato anche il legame tra la Lombardia e l’esodo giuliano-dalmata, sottolineando come la memoria, se autentica, «non divide: educa, responsabilizza, rende liberi».

Accanto ai rappresentanti del Movimento, guidati dal presidente Romano Cramer, erano presenti numerose autorità civili e associative. Tra queste il sindaco Andrea Cassani, l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti, il presidente del Consiglio comunale Marco Colombo, il deputato di Fratelli d'Italia Umberto Maerna, il presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Pier-Maria Morresi, Dario Frattini, già presidente della Casa militare Umberto I di Turate, e l’architetto Gabriele Pagliuzzi, presidente di Assoarmadi Milano.

«Un popolo che ricostruisce la propria storia con dei buchi non può costruire identità e non favorisce la pacificazione nazionale – ha affermato l’onorevole Maerna –. Le tragedie di un popolo non si dimenticano, si fondono». Un richiamo alla necessità di una memoria piena, capace di superare rimozioni e silenzi.

Il sindaco Cassani ha voluto ringraziare il Movimento per l’impegno profuso sul territorio: «Grazie per far sì che la storia venga ricordata e che non sia finita sotto un tappeto. Questa memoria condivisa non deve servire solo per celebrare il ricordo, ma per capire e interpretare la realtà». Sulla stessa linea l’assessore Mazzetti: «L’importante è parlarne e far conoscere. È un’educazione al rispetto».

Particolarmente incisivo l’intervento del professor Antonio F. Vinci, direttore degli Istituti, che ha denunciato «schiaffi alla memoria sui social» e una scuola che, a suo dire, «non educa più: se si è fortunati si frequenta una scuola che istruisce». Un passaggio accompagnato però dall’orgoglio per i propri studenti: «I ragazzi del nostro istituto sono italiani di seconda generazione, ma rispettosi delle nostre tradizioni».

La cerimonia si è conclusa con la benedizione di monsignor Riccardo Festa, che ha offerto una riflessione spirituale sul significato del ricordo: «Noi cristiani facciamo memoria di Gesù, vittima che ha fatto della sua morte un principio di riconciliazione universale. Una benedizione alla memoria».

La nuova sede diventa un luogo che, nelle intenzioni dei promotori e delle istituzioni intervenute, dovrà trasformare il ricordo in occasione di conoscenza e confronto civile, affinché la memoria non sia solo celebrazione, ma strumento di consapevolezza collettiva per studenti e cittadini. 

Alice Mometti