Il dottor Silvio Zerbi, specialista in Anestesia e Rianimazione in servizio all'Ospedale di Circolo di Varese dal 2009 nella struttura Anestesia e Rianimazione Generale e Neurochirurgica, diretta dal Prof. Luca Cabrini, è autore dell’articolo “Dall’abisso allo spazio: quando il limite non è la tecnologia, ma il corpo umano”, pubblicato in prima pagina su Space&Blue Magazine, oggi considerata uno dei principali punti di riferimento in Italia per i temi legati alla space economy e alla blue economy.
La rivista si inserisce nel progetto strategico “Space&Blue – Made in Italy”, piattaforma editoriale che riunisce contributi di istituzioni, industria, decisori pubblici e mondo tecnologico, con una diffusione rivolta a stakeholder nazionali e contesti ad alto livello decisionale. L’integrazione tra Economia dello Spazio ed Economia del Mare rappresenta una delle nuove frontiere economiche per il Paese, con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’Italia come leader globale nei settori ad alta innovazione tecnologica e sostenibile.
In questo contesto, tradizionalmente dominato da prospettive ingegneristiche, industriali e strategiche, il contributo del Dott. Zerbi introduce per la prima volta – per quanto risulta – una riflessione centrata sulla fisiologia umana come fattore progettuale critico.
L’articolo propone una lettura comparativa tra ambienti iperbarici (immersione profonda) e ambienti ipobarici (attività extraveicolare spaziale), analizzandoli come due estremi di uno stesso problema biologico: l’adattamento dell’organismo umano a variazioni critiche di pressione, gravità e composizione atmosferica.
Attraverso il parallelismo tra immersione subacquea e missioni spaziali, vengono approfonditi gli effetti sull’apparato respiratorio, le modificazioni cardiovascolari, le implicazioni neurocognitive e le ricadute operative in termini di sicurezza.
Il messaggio centrale è chiaro: nelle missioni in ambienti estremi, i limiti biologici rappresentano un vincolo progettuale tanto quanto quelli tecnologici. La sostenibilità delle operazioni non dipende esclusivamente dall’ingegneria dei sistemi, ma dalla capacità del corpo umano di adattarsi a condizioni al limite della sopravvivenza.
Il Dott. Zerbi è specialista in Anestesia e Rianimazione, con due Master conseguiti presso l’Università di Padova in Medicina Iperbarica e Subacquea e in Medicina Aeronautica e Spaziale. Lo European College of Baromedicine gli ha conferito il Livello 2H – Diving and Hyperbaric Medicine Physician. È membro della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (SIMSI) e della Società Italiana di Medicina degli Ambienti Estremi (SIMAE) e svolge attività didattica presso l’Università dell’Insubria nelle Attività Didattiche Elettive dedicate alla medicina degli ambienti estremi.
La pubblicazione su Space&Blue Magazine rappresenta un riconoscimento significativo non solo per il professionista, ma anche per ASST Sette Laghi, evidenziando il ruolo della realtà ospedaliera in progetti multidisciplinari che collegano clinica, ricerca, innovazione tecnologica e scenari internazionali.
L’esperienza maturata in ambito rianimatorio e iperbarico dimostra come la medicina possa offrire un contributo strategico alla pianificazione di missioni e operazioni in ambienti estremi, integrando la dimensione umana nei modelli di sviluppo delle nuove economie dello spazio e del mare.