La Lombardia si conferma locomotiva della birra artigianale italiana. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai – associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti – e svoltosi a Rimini durante Beer&Food Attraction, la regione conquista 10 medaglie d’oro, 11 d’argento, 11 di bronzo e 25 menzioni, per un totale di 57 riconoscimenti complessivi, risultando tra le grandi protagoniste dell’edizione 2026.
Un successo costruito su una presenza capillare e trasversale, che coinvolge l’intero territorio regionale: dall’area metropolitana di Milano e Monza-Brianza con PicoBrew (Milano), Vetra (Milano), Birrificio Rurale (Desio), Birra Gaia (Carate Brianza), Birrificio Menaresta (Carate Brianza), Birra Due Tocchi (Parabiago), Serra Storta (Bernate Ticino), Zona Mosto (Legnano) e Birra Eretica (Ornago); alla provincia di Varese con 50&50 (Varese) e Ma.Bo.Beer (Leggiuno); a Bergamo con Hammer (Almenno San Bartolomeo), Birrificio Otus (Seriate), Qubeer (Adrara San Martino) e Birrificio Agricolo Pagus (Adrara San Martino); a Brescia con Birrificio Manerba (Calvagese della Riviera), Società Agricola del Graal (Orzinuovi), Birrificio Artigianale Curtense (Cimbergo) e Birra La Dama (Bedizzole); a Lecco con Birrificio Lariano (Sirone) e Dulac (Galbiate); a Mantova con Mister B Brewery (San Giorgio Bigarello); a Sondrio con Birrificio Legnone (Dubino); fino a Pavia con Microbirrificio Doppiobaffo (Pieve Porto Morone).
Le medaglie e le menzioni lombarde coprono un ampio spettro di categorie: dalle lager di ispirazione tedesca e le interpretazioni più moderne della bassa fermentazione alle IPA contemporanee, dalle stout e porter strutturate alle produzioni con cereali speciali, fino alle Italian Grape Ale e alle birre a fermentazione mista. Un segnale chiaro della versatilità del movimento regionale e della capacità di presidiare sia gli stili classici sia le tendenze più attuali.
Nel trentennale del primo fermento del 1996, la Lombardia si conferma uno dei motori storici del movimento craft nazionale, con una rete di birrifici indipendenti e operatori che contribuisce alla diffusione della cultura del bere consapevole.
«Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 – aggiunge – celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità».
Qui tutti i premiati: https://birradellanno2026.manus.space