«Le immagini raccolte dalle fototrappole mostrano scene incredibili». Lo afferma Matteo Sabba, assessore alla Sicurezza. Lo conferma la vice-comandante della Polizia locale, Maria Cristina Fossati: «Cittadini stranieri? Certo ma anche italiani. Che magari guidano belle auto. Si vedono adulti, anziani, la ragazza recidiva che getta i rifiuti in strada per tre giorni consecutivi. Perfino la mamma che, per scaricare, si fa accompagnare dal figlio piccolo. Ubbidiente, anche lui lascia a terra un sacco di pattume». Si parla, come ovvio, di abbandoni abusivi. E delle immagini realizzate con dispositivi invocati in modo ricorrente sui social e nel dibattito pubblico come soluzione a un problema cresciuto a dismisura.
Solo nello scorso mese di dicembre sono stati 34 i pattumeros che la Polizia locale ha identificato e multato (la sanzione è compresa tra 1.000 e 3.000 euro). «Ma se per scaricare si usa un veicolo, c’è anche il fermo amministrativo» puntualizza Maria Cristina Fossati. L’attività è proseguita nelle prime settimane del 2026 e gli uffici stanno svolgendo le operazioni burocratiche successive alle “catture” effettuate dagli occhi elettronici. Un’azione potenziata rispetto al passato grazie al Decreto “Terra dei fuochi” e alla Legge 147/2025, con nuove possibilità di intervento in contesti come quello cittadino.
Un segnale chiaro agli incivili lo aveva lanciato il sindaco, Emanuele Antonelli, a novembre 2025. Quando, in Consiglio comunale, aveva parlato di un nuovo tipo di fototrappola, particolarmente efficace (vedi QUI). Il Comando di Busto ha effettivamente iniziato a utilizzare un dispositivo all’avanguardia. Non se ne coglie la presenza, si può spostare spesso e con facilità, fornisce immagini inequivocabili per il riconoscimento delle persone e la lettura delle targhe, utilizza l’intelligenza artificiale. Per esempio per attivarsi in modo selettivo, intercettando in “punti sensibili” movimenti sospetti di auto, di persone o entrambe le cose.
Lo strumento, noleggiato, ha dato un contributo significativo nel segnare un cambio di passo a Busto. Altre due fototrappole, sofisticate ma non altrettanto evolute, fanno parte a pieno titolo della dotazione della Polizia Locale. E vengono usate in modo diverso. «Facilmente servono ad attività richieste dalla Procura – specifica la vice-comandante – spesso con posizionamenti lunghi, anche di settimane. Risultano utili per compromissioni ambientali importanti, per quantità e qualità di ciò che viene rilasciato. La fototrappola di recente utilizzo è più agile, è adatta a intercettare gli abbandoni in luoghi anche molto circoscritti e semplifica le operazioni successive». In pratica si presta a pizzicare pure “lo zozzone del sacchetto”, quello che lascia la sua spazzatura domestica in strade, piazze, vicino ai cassonetti bianchi dell’Agesp, nei cestini, in luoghi pubblici in generale.
Domanda: i pattumeros immortalati come reagiscono? «Capita che si agitino – afferma l’ufficiale – anche se è un caso relativamente raro. Qualcuno chiede un accesso agli atti, nella speranza che l’identificazione non sia certa. Ma la precisione garantita dal nuovo strumento è impressionante, c’è poco da recriminare…».
«Ci aspettavamo che i risultati fossero importanti – fa presente l’assessore Sabba – e troviamo conferme alle previsioni. Quindi andremo avanti e rilanceremo: stiamo predisponendo l’arrivo di altre tre fototrappole che lavorano con l’Intelligenza artificiale». Sarà sufficiente a debellare gli abbandoni abusivi? Assessore e vice-comandante concordano: «È probabile che di rifiuti, in giro, continueremo a vederne. Otterremo dei successi, probabilmente numerosi. Miglioreremo. Ma la vittoria si raggiunge con un’azione educativa, continuando a diffondere la cultura del rispetto».
Concetto sposato da Orazio Tallarida, consigliere con delega al Verde, per ovvie ragioni in prima linea quando si parla di contrasto agli incivili: «Ho condiviso con l’assessore, con il comandante Stefano Lanna e la vice Fossati il percorso per affrontare un fenomeno andato fuori controllo. Ben vengano le nuove fototrappole. Dal canto mio, continuerò a dialogare con le associazioni che ripuliscono gli spazi presi di mira. Non sempre gli operatori di Agesp possono intervenire, i volontari hanno margini di manovra ed è encomiabile che si diano da fare. Si andrà avanti a collaborare con loro, fornendo, proprio con Agesp, sacchi, guanti, ritiro e trasporto di quanto raccolto. Anche in questi giorni stiamo concordando ulteriori iniziative»