Basket - 14 febbraio 2026, 22:16

LE PAGELLE - Iroegbu, il coraggio dell'eroe. Renfro ed Nkamhoua, la casa di una vittoria

Voti e giudizi di una Openjobmetis che batte la capolista Brescia. La guardia, con la sua prestazione complessiva oltre che con il canestro decisivo, e i due lunghi sono i migliori, ma il successo è anche ascrivibile a Moore, alle triple di Alviti, alla difesa di Assui su Della Valle, al "ritorno" di Freeman e a "quell'unica" giocata di Stewart...

La schiacciatona di Renfro, uno dei migliori contro Brescia

Stewart 6

Un fantasma, invisibile tranne che per la sua mano. Sbilenca. Quella palla rubata, a regalare letteralmente due punti insperati a Nkamhoua, vale un corposo mattone nella casa di una grande vittoria.

Alviti 6,5

Prima i due falli, poi i ferri. Sembra l’ultimo Davide conosciuto, quello spento, quello in difficoltà, quello senza rifornimenti, quello “spuntato”. Il Dio dei canestri gli ridà la mira quando più conta. E allora è tutta un'altra musica…

Moore 7

Pronti via lo trovi a digrignare i denti contro Della Valle: bello da vedere, ma a conti fatti serve a poco. Varese va a fondo: lui - sconsolato - si avvicina alla panchina e sembra (sembra eh…) dire a Kastritis «non ce la faccio più, non ci credo più». Questa è una storia. Del primo tempo. Quella del secondo ha altre pagine e un Tazé che corre, tira, segna da fuori, difende e firma il primo pareggio. Già, un’altra storia…

Assui 7

Una mossa che vale una partita, per lui e per l’allenatore: offusca Della Valle, gli toglie il ritmo, lo tiene per un po’ a digiuno. Varese lo segue e ringrazia.

Nkamhoua 8

Prestazione che ci ricorda perché eravamo così contenti quando è stato firmato: è totale sui due lati del campo, difende con voglia e, almeno nel secondo tempo, anche con grande costrutto, si prende tiri importanti e li segna, mettendone 8 in fila in un momento topico. Con lui e con Renfro Varese si dimentica di essere piccola.

Iroegbu 8,5

Il coraggio dell’eroe. Sfida da solo l’intera difesa bresciana, le propaggini minacciose dei suoi lunghi, l’orologio che corre e quasi muore, le probabilità, il destino: è il capolavoro finale di una partita da califfo in cui esce tutto il suo essere guardia. Del playmaker designato che non c’è, ci torneremo a preoccupare la prossima volta…

Librizzi 5

Una cosa buona però la fa, nel buio della sua giornata: far ammattire Massimburg.

Renfro 8

Se è stato possibile anche solo pensare a una vittoria del genere, il merito è suo. È l’unico che può guardare in faccia Bilan e stopparlo, è l’unico che riesce a fare tutti quei chilometri sia contro i lunghi che contro i piccoli, è l’unico che può comandare, là dietro, dove prima di lui c’era il deserto. Fondamentale.

Freeman 6,5

No, stavolta niente battute: dodici minuti in campo, giocate riconoscibili, contributo apprezzabile. Il Kastritis che allarga a 9 le rotazioni - finalmente… - lo trova pronto. Non quello di prima, ma almeno pronto.

Fabio Gandini


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