Stewart 6
Un fantasma, invisibile tranne che per la sua mano. Sbilenca. Quella palla rubata, a regalare letteralmente due punti insperati a Nkamhoua, vale un corposo mattone nella casa di una grande vittoria.
Alviti 6,5
Prima i due falli, poi i ferri. Sembra l’ultimo Davide conosciuto, quello spento, quello in difficoltà, quello senza rifornimenti, quello “spuntato”. Il Dio dei canestri gli ridà la mira quando più conta. E allora è tutta un'altra musica…
Moore 7
Pronti via lo trovi a digrignare i denti contro Della Valle: bello da vedere, ma a conti fatti serve a poco. Varese va a fondo: lui - sconsolato - si avvicina alla panchina e sembra (sembra eh…) dire a Kastritis «non ce la faccio più, non ci credo più». Questa è una storia. Del primo tempo. Quella del secondo ha altre pagine e un Tazé che corre, tira, segna da fuori, difende e firma il primo pareggio. Già, un’altra storia…
Assui 7
Una mossa che vale una partita, per lui e per l’allenatore: offusca Della Valle, gli toglie il ritmo, lo tiene per un po’ a digiuno. Varese lo segue e ringrazia.
Nkamhoua 8
Prestazione che ci ricorda perché eravamo così contenti quando è stato firmato: è totale sui due lati del campo, difende con voglia e, almeno nel secondo tempo, anche con grande costrutto, si prende tiri importanti e li segna, mettendone 8 in fila in un momento topico. Con lui e con Renfro Varese si dimentica di essere piccola.
Iroegbu 8,5
Il coraggio dell’eroe. Sfida da solo l’intera difesa bresciana, le propaggini minacciose dei suoi lunghi, l’orologio che corre e quasi muore, le probabilità, il destino: è il capolavoro finale di una partita da califfo in cui esce tutto il suo essere guardia. Del playmaker designato che non c’è, ci torneremo a preoccupare la prossima volta…
Librizzi 5
Una cosa buona però la fa, nel buio della sua giornata: far ammattire Massimburg.
Renfro 8
Se è stato possibile anche solo pensare a una vittoria del genere, il merito è suo. È l’unico che può guardare in faccia Bilan e stopparlo, è l’unico che riesce a fare tutti quei chilometri sia contro i lunghi che contro i piccoli, è l’unico che può comandare, là dietro, dove prima di lui c’era il deserto. Fondamentale.
Freeman 6,5
No, stavolta niente battute: dodici minuti in campo, giocate riconoscibili, contributo apprezzabile. Il Kastritis che allarga a 9 le rotazioni - finalmente… - lo trova pronto. Non quello di prima, ma almeno pronto.