Gallarate - 10 febbraio 2026, 22:09

Stazione di Gallarate tra degrado e divisioni politiche. L'assessore: «Nessuna chiusura notturna»

In Commissione sicurezza un elenco impietoso di criticità, mentre Dall’Igna rassicura sul fatto che non ci saranno chiusure notturne. Sul tavolo anche il “presidio” della Polizia Locale in centro, giudicato dall’opposizione insufficiente e lontano dalla stazione

Spacciatori tra le uscite secondarie e il sottopasso, schermi informativi assenti o mal funzionanti, strutture vandalizzate, servizi carenti, barriere architettoniche ancora irrisolte, spazi commerciali abbandonati e una velostazione inaugurata nel 2023 sotto la gestione di Amsc che oggi risulta già inutilizzabile. È questo il quadro che emerge dalla Commissione sicurezza riunitasi nella serata di martedì 10 febbraio, un resoconto che fotografa senza sconti lo stato di uno dei luoghi più delicati e simbolici della città.

A tentare di smorzare l’allarme è l’assessore alla Sicurezza Germano Dall’Igna, che interviene per chiarire come non sia prevista alcuna chiusura notturna della stazione, parlando apertamente di un «fraintendimento comunicativo con la stampa». L’assessore ribadisce che l’Amministrazione comunale mantiene interlocuzioni costanti con RFI, Prefettura e forze dell’ordine, finalizzate al monitoraggio dell’area e alla valutazione di possibili interventi migliorativi sotto il profilo del decoro, della funzionalità infrastrutturale e della sicurezza percepita.

Nel corso dei confronti tecnici, come spiegato dallo stesso Dall’Igna, sono state rilevate criticità manutentive e igieniche, oggi oggetto di valutazioni da parte dei soggetti titolari delle infrastrutture. Tuttavia, l’assessore è netto nel precisare che tali interlocuzioni «non configurano impegni vincolanti né promesse operative» e che, allo stato attuale, «non sono state assunte decisioni operative né definite tempistiche», proprio per evitare annunci anticipati.

Sul fronte dell’opposizione, però, il clima è ben diverso. Particolarmente duro l’intervento di Gianluca Tonellotto, ex manager del DUC e oggi delegato della Lista Silvestrini in Commissione. «Siamo molto contenti che non si parli di chiusura, anche perché avrebbe limitato l’attività del sottopasso come luogo di transito tra le due parti della città», ha affermato, per poi affondare: «La chiusura della stazione non avrebbe comunque escluso i vandalismi notturni». Tonellotto elenca una serie di mancanze strutturali che definisce inaccettabili, dall’assenza dell’ascensore lato Sciarè ai monitor per la segnalazione dell’arrivo dei treni, fino ai vetri del corridoio frequentemente danneggiati. «Quello che invito a fare è pressare in maniera forte RFI o chi per esso ha in capo il governo di questo hub», ha dichiarato, ricordando come gli interventi di mitigazione acustica siano previsti solo nel 2026.

Sulla stessa linea il consigliere Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune), che chiama direttamente in causa RFI: «La partecipata che ha inaugurato la tratta Gallarate–Malpensa si occupi anche di sistemare la stazione di Gallarate». Un’affermazione che riporta al centro il nodo politico della vicenda: una stazione strategica per il territorio, ma su cui il Comune ha margini di intervento limitati.

Il tema della sicurezza si intreccia inevitabilmente con quello del nuovo sportello della Polizia Locale in centro città, previsto a seguito del trasferimento del Comando in via Aleardi. L’ipotesi più concreta resta quella di Palazzo Borghi, con uno sportello attivo un giorno alla settimana e funzioni di filtro e orientamento all’utenza. Una soluzione che Tonellotto boccia senza mezzi termini, definendola «più simile a un URP che a un presidio». Ancora più critica la posizione di Giovanni Pignataro (Pd), secondo cui «se si deve fare uno sportello vero, lo si faccia in zona stazione», ritenendo Palazzo Borghi e Palazzo Broletto risposte che non intercettano le reali esigenze di sicurezza. Gnocchi rilancia con una proposta curiosa: «Prendiamo il gabbiotto dell’ex edicola in piazza Libertà, lo portiamo in stazione e ci mettiamo dentro la Polizia Locale».

Alice Mometti