Territorio - 09 febbraio 2026, 16:37

Anche il Varesotto e la Valceresio piangono il professor Zichichi: «Uomo colto, disponibile, umile»

Lo scienziato scomparso questa mattina all'età di 96 anni venne nel 2015 a Lavena Ponte Tresa per ritirare il prestigioso Premio San Zosimo I Romano Pontefice. Il ricordo di Stefano Cropanese: «Durante la sua lectio magistralis aveva offerto molti spunti di riflessione sulla plurisecolare questione del rapporto tra Fede e Scienza ribadendo come non siano assolutamente in contrasto»

Il professor Zichichi nel 2015 a Lavena Ponte Tresa (foto dalla pagina Facebook di Stefano Cropanese realizzata da Roberto Garoscio)

Un ricordo vivo e intenso della figura del professor Antonino Zichichi, lo scienziato scomparso questa mattina all'età di 96 anni, arriva da Lavena Ponte Tresa.

Nella città di confine affacciata sul lago Ceresio, Zichichi venne il 9 maggio del 2015 nella chiesa del SS. Crocifisso, gremita di persone venute da tutta la Lombardia e anche dalla Svizzera, ad ascoltarlo e conoscerlo, dove partecipò alla cerimonia di conferimento della terza edizione del prestigioso Premio  San Zosimo I Romano Pontefice, organizzato dall'associazione Reatium. 

Proprio l'animatore di quel premio, assegnato nel corso degli anni anche a Papa Francesco, Andrea Bocelli, Riccardo Muti, Giuseppe Tornatore, Ennio Morricone e svariati cardinali, ha voluto ricordare sui social quella serata e la figura dello scienziato. 

«Durante la sua lectio magistralis - rammenta Stefano Cropanese - il professor Zichichi aveva offerto molti spunti di riflessione sulla plurisecolare questione relativa al rapporto tra Fede e Scienza, ribadendo, tra le altre cose, che “Scienza e Fede non sono assolutamente in contrasto”. Nel lodare e incoraggiare l’iniziativa del Premio San Zosimo, aveva scritto che “il Premio San Zosimo è un contributo essenziale affinché Scienza e Fede siano note a tutti come Teoria di Dio».

«Durante la cerimonia - prosegue Cropanese - dopo alcune riflessioni sulla “Fides et Ratio” di Giovanni Paolo II, aiutati anche da vari commenti di Benedetto XVI sulla stessa Enciclica, ci si era soffermati sulle parole di Papa Francesco: “La scienza è un dono speciale, che ci porta a cogliere, attraverso il creato, la grandezza, l’amore e la relazione profonda di Dio con ogni creatura. Il dono della scienza ci pone in profonda sintonia con il Creatore e ci fa partecipare alla limpidezza del suo sguardo e del suo giudizio. Ed è in questa prospettiva che riusciamo a cogliere nell’uomo e nella donna il vertice della creazione, come compimento di un disegno d’amore che è impresso in ognuno di noi e che ci fa riconoscere come fratelli e sorelle in Cristo”. E’ stato per tutti noi un grande onore aver potuto conoscere una personalità così colta, disponibile, umile e con una grande Fede in “Colui che ha fatto il mondo”. Sentite condoglianze alla famiglia. Requiescat in pace».

Redazione