Indescrivibile a parole. Il bronzo difeso da Matteo Rizzo nel singolo del pattinaggio di figura a squadre, terza medaglia di sempre per l'Italia, è qualcosa di inenarrabile. Il divino Ilia Malinin, il poeta con i pattini, il piccolo imperatore giapponese Shun Sato che mercoledì applaudiremo al palaghiaccio di Varese, e poi Matteo, l'Italia, le lacrime del Forum, un incanto.
Il pattinaggio di figura è un organo delicatissimo fatto di centinaia di meccanismi invisibili del corpo e della mente che devono combaciare nello stesso istante per un infinito momento sognato e costruito per anni. Un incrocio di pianeti mossi dall'uomo possibile solo al verificarsi di remote e incalcolabili condizioni: è accaduto stasera, era accaduto solo con Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, bronzo a Salt Lake City 2002, e con Carolina Kostner a Sochi 2014. Forse non accadrà più, o forse sì. Ma, intanto, è successo.
E noi qui, nel cielo a lato degli dèi d'oro e d'argento Usa e Giappone, volando sui pattini di Matteo Rizzo e Daniel Grassi nel singolo maschile, Charlène Guignard e Marco Fabbri nella danza, Sara Conti e Niccolò Macii nelle coppie di artistico, Lara Naki Gutmann nel singolo femminile. Grazie di averci lasciato senza parole con un groppo in gola che riusciamo a sciogliere solo per poter dire "grazie".
Sport - 08 febbraio 2026, 23:07
Matteo Rizzo sfiora gli dèi Malinin e Sato e regala al pattinaggio di figura una medaglia eterna
Il bronzo a squadre dell'Italia difeso nel singolo di fronte al "divino" statunitense e al piccolo imperatore giapponese è la terza medaglia olimpica azzurra di sempre nel pattinaggio di figura dopo quelle di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio e Carolina Kostner. Forse non accadrà più, o forse sì
Matteo Rizzo sdraiato sul ghiaccio del Forum dopo il singolo di stasera che è valso il bronzo all'Italia nel pattinaggio di figura a squadre