Politica - 03 febbraio 2026, 10:34

Scritte omofobe e nazifasciste al “Falcone” di Gallarate: la condanna della FLC CGIL Varese

Dopo il ritrovamento di scritte omofobe e nazifasciste nei bagni dell’Istituto “Falcone” di Gallarate, la FLC CGIL Varese interviene con una nota per condannare l’accaduto, richiamare i valori della Costituzione antifascista e ribadire il ruolo educativo e civile della scuola

Nei giorni scorsi ha suscitato forte indignazione il ritrovamento di scritte omofobe e di chiara matrice nazifascista nei bagni dell’Istituto Superiore “Falcone” di Gallarate. Un episodio grave, denunciato da un docente e portato all’attenzione dell’opinione pubblica, che ha riaperto una riflessione urgente sul ruolo della scuola, sui valori costituzionali e sulle responsabilità educative delle istituzioni. La nota che segue (e che pubblichiamo integralmente) è stata scritta dalla FLC CGIL Varese, che interviene con fermezza a difesa dell’antifascismo, del rispetto e della dignità di tutte e tutti

«È di queste ore l'indignazione per la presenza di scritte omofobe e apertamente nazifasciste rinvenute nei bagni dell’Istituto Superiore “Falcone” di Gallarate. Grazie alla denuncia di un docente, e alla stampa, la notizia ha avuto risalto e ha suscitato la giusta rabbia e protesta. 

Come sindacato FLC CGIL Varese, come lavoratori della conoscenza e, soprattutto, come cittadini che credono nella Costituzione antifascista della Nostra Repubblica non possiamo che condannare con fermezza e senza esitazioni questi episodi chiedendo, come ben fatto dalla comunità Arcigay, che gli uffici competenti (ad ogni livello) prendano le dovute misure. Crediamo nella Costituzione e pensiamo che la Scuola sia il Lugo per eccellenza nel quale i valori sanciti dalla Nostra legge fondamentale debbano essere praticati e tutelati: antifascismo, solidarietà, uguaglianza e rispetto della dignità umana. 

Siamo lavoratori della conoscenza, docenti e personale scolastico che tutti i giorni entrano nelle scuole e che provano, con umiltà e impegno, a mettere le mani nelle grosse solitudini di generazioni gettate in un clima di odio e di violenza quotidiana, mentre l'istruzione pubblica arranca sotto il peso di tagli continui. Abbiamo a che fare quotidianamente con ragazzi privi di guide e spaesati che non vedono e non sentono un discorso pubblico responsabile e rispettoso e ci chiediamo quale sia il ruolo che la Scuola, come presidio di crescita individuale e collettiva, debba offrire. Quando degli adolescenti credono e inneggiano ai periodi più bui della nostra storia, quando giovani e giovanissimi si possono sentire in pericolo per la loro identità e per il loro orientamento sessuale vuol dire che sussiste una grossa lacuna educativa e sociale che chiama alle responsabilità tutti: dai singoli ai collettivi ma, in primis, alle istituzioni. 

Ci auguriamo che tale preoccupazione possa essere sentita da tutti, che gli oneri di formare cittadini consapevoli possano essere avvertiti e affrontati con lo scrupolo non di semplici burocrati, ma di istituzioni responsabili che hanno a cuore lo sviluppo, pieno e totale, dei giovani». 

FLC CGIL Varese

c. s.


SPECIALE POLITICA
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