«Non ce la farete a farci arrendere, anche se è sempre più dura». È il messaggio lanciato da Paolo Macchi, ispettore della Polizia di Stato in servizio alla Stradale di Busto Arsizio e segretario generale del sindacato Siulp di Varese, ospite domenica sera della trasmissione “Fuori dal coro” su Rete4.
Macchi ha aperto il proprio monologo puntando verso la telecamera una pistola: «È solo un giocattolo da poche decine di euro. Ma sono certo che, se ve la puntassi, alzereste le mani e mi consegnereste il portafogli. Pensate invece se a puntarla fosse uno spacciatore in un bosco, di notte…».
Il riferimento è ai fatti di Rogoredo. Macchi ha citato anche l’aggressione al poliziotto durante i disordini di Torino.
«È un paese strano – ha detto – dove gran parte di persone e di politici detestano vedere l’uso della forza e delle armi, arrivando anche a contestare un inseguimento. Con un solo fine, quello di farci desistere, di farci arrendere. Mettiamo tutti d’accordo soltanto quando siamo in ginocchio, a terra, finiti e magari con qualcuno che ci prende a martellate. Ma se ci chiamate forze dell’ordine ci dev’essere un motivo. Il motivo è quello che lo Stato, attraverso l’uso della nostra forza, deve poter esercitare le sue prerogative. Deve poter essere lo Stato. Non ce la farete a farci arrendere, anche se è sempre più dura».
Il conduttore della trasmissione, Paolo Giordano, ha quindi mostrato una medaglia che simbolicamente consegnerebbe al poliziotto intervenuto a Rogoredo.















