Per prima cosa, Rocco Perla. Qualunque cosa si scriva di lui, c'è sempre da discutere. Ed è naturale che sia così, visto la traccia che ha lasciato. Ci sentiamo quindi in dovere di specificare alcune cose importanti, visto che qualcuno si è sentito "ferito" - e di questo siamo molto dispiaciuti - dal nostro titolo di ieri e, cioè, "Cos'è mancato ai Mastini per battere l'Aosta? Vanetti, Piroso e... Perla" (QUI l'articolo).
In pista Perla è stato perfetto per la capacità di chiudere ogni varco, per il senso della posizione, per aver concesso solo un rimbalzo in sessanta minuti, per la sicurezza mostrata anche grazie alla bravura in fase difensiva dei suoi compagni e, infatti, è risultato Mvp agli occhi di chiunque abbia visto la partita. Questo non significa sminuire i portieri del Varese o rimpiangere la sua assenza, ma annotare che, ancora una volta, Perla ha fatto la differenza come la faceva in giallonero e come la fa ad Aosta. Chi non vorrebbe o non rivorrebbe un portiere bravo come lui nella propria squadra?
Punto due: nel finale ci è stato segnalato un gesto plateale e volgare del numero 2 nei confronti del direttore sportivo dei Mastini, Matteo Malfatti. Un episodio che non può esistere su una pista di hockey, dove i conti - l'abbiamo scritto mille volte - si regolano da uomini, a costo di prendersi a cazzotti sul ghiaccio, oppure in privato, se ci sono cose da dire in faccia a qualcuno. Perla, dunque, aveva già vinto in pista ma, con quel gestaccio, ha perso fuori. Punto e basta.
C'è poi chi ha letto nel nostro titolo una mancanza di rispetto nei confronti dei giocatori gialloneri che hanno lottato per 60 minuti, alcuni sopportando anche il dolore (Bertin) o facendosi in quattro: niente di più sbagliato. Abbiamo scritto: «L'Aosta ha meritato di vincere una partita che avrebbe potuto portare a casa anche il Varese, e l'ha vinta perché ha colto l'attimo vincente che i Mastini, stasera, non hanno afferrato in una partita che avrebbe meritato almeno di finire all'overtime... Gli aostani, sentito l'odore del sangue, hanno saputo insaccare le rare opportunità costruite. Chiamali cinismo, concretezza e un pizzico di fortuna». Il nostro titolo è chiaro, ma è bene tornarci sopra se qualcuno l'ha considerato un'offesa a chi c'è e soffre ogni giorno per il Varese. Con il cuore, l'esperienza e l'indole battagliera "in più" di Piroso e Vanetti, oltre a tutti quelli che già ci sono, il Varese avrebbe vinto. E vincerà.
Master Round
2ª giornata: Varese-Aosta 3-5, Appiano-Caldaro 1-5, Pergine-Alleghe 6-1
3ª giornata, sabato 24 gennaio: Caldaro-Varese (ore 18), Aosta-Pergine (20), Alleghe-Appiano (20.30)
4ª: Varese-Pergine (giovedì 29 gennaio, ore 20.45)
5ª: Alleghe-Varese (sabato 31 gennaio, ore 20.30)
6ª: Appiano-Varese (sabato 7 febbraio, ore 19.30)
7ª: Aosta-Varese (mercoledì 11 febbraio, ore 20)
8ª: Varese-Caldaro (sabato 14 febbraio, ore 18.45)
9ª: Pergine-Varese (giovedì 19 febbraio, ore 20.30)
10ª: Varese-Alleghe (sabato 21 febbraio, ore 18.30)
Classifica master round
Caldaro 23 punti. Aosta 17. Varese 16. Alleghe 15. Pergine 14. Appiano 13.
Qualification round
2ª giornata: Dobbiaco-Bressanone 3-4 dopo l'overtime, Feltre-Fassa 5-4 ai rigori, Fiemme-Valpellice 3-6
Classifica: Feltre, Valpellice 13. Fassa 12. Dobbiaco, Bressanone 10. Fiemme 9.
Sabato 24, 3ª giornata: Bressanone-Fiemme (16), Feltre-Dobbiaco (19.30), Fassa-Valpellice (20.45)