Aprica e Alassio, le colonie per Busto Arsizio sono un patrimonio importante, ma che dà anche dei pensieri. Soprattutto nel secondo caso. Un punto sulla situazione è stato sollecitato all'amministrazione comunale dal Pd con una richiesta di convocazione della commissione presieduta da Francesca Gallazzi e una mozione presentata da Cinzia Berutti, Valentina Verga, Paolo Pedotti, Maurizio Maggioni del Partito Democratico e dal consigliere Santo Cascio del gruppo consiliare Progetto in Comune.
Due strutture, uno scenario così diverso
Entro febbraio si dovrebbe arrivare in giunta con la decisione su Aprica, ma in Liguria la questione è ben più complessa: sia per la struttura, condizioni e costi (cinque volta superiore alla prima), sia per il minore periodo in cui funziona, senza dimenticare - ha accennato l'assessore Paola Reguzzoni - i non idilliaci rapporti con il Comune di Alassio. Non si può mettere in vendita, perché c'è un vincolo con gli eredi.
«Da bustocca, da bambina che ha passato l'estate lì - ha osservato Cinzia Berutti, Pd - e penso sia il sentimento diffuso, sono preoccupata ad esempio per la prospettiva della perdita della spiaggia».
Reguzzoni ha cercato di rassicurare e chiedere il coinvolgimento proprio dell'opposizione per parlare con l'amministrazione di Alassio che «non è della mia parrocchia, io sono della Lega». Scherzando anche sulla familiarità di radici che invece ci dovrebbe essere - essendo i bustocchi di origini liguri - e incassando un sì dalla minoranza: «Diamo piena disponibilità»
Tornando in montagna
Ad Aprica (Comune di Corteno Golgi) la situazione è più in discesa. «Ci è stata presentata una proposta di project financing su iniziativa privata, proposta inviataci dall’attuale gestore, che prevede una serie di investimenti in base alla legge» ha detto Reguzzoni. Ma per poter questa delibera «abbiamo bisogno di una serie di documentazioni».
Qui ci sono alcune cose da sistemare, anche se appunto parliamo di una struttura che già ad esempio ha avuto interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. Si può però migliorare ulteriormente: docce e bagni hanno la loro età e necessitano un ammodernamento. La speranza dichiarata è di poter appunto portare la delibera in giunta per febbraio, così sarà possibile effettuare la gara.
Nel frattempo, le settimane bianche continuano e c'è attività pure d'estate.
Al mare si soffre di più
Diverso lo scenario al mare. Reguzzoni ha cercato di dare spiegazioni, pur nel contesto delicato e in evoluzione.
«Ad Alassio abbiamo investito anche in comunicazione - ha osservato l'esponente della giunta Antonelli - Abbiamo chiesto al tessuto imprenditoriale se per qualsiasi tipologia di destinazione compatibile con il vincolo degli eredi, qualcuno fosse interessato a investire e gestire. Due richieste di informazioni sono arrivate nei giorni successivi alla chiusura della richiesta. Abbiamo dunque riaperto i termini e dato altri sessanta giorni».
Tra i nodi, «il tipo di investimento, cinque volte superiore a quello di Aprica». Gestire una struttura complessa tre mesi all'anno - ha continuato Reguzzoni - non è facile, «i ritorni in questi ultimi due anni non sono sempre stati positivi. Non introitiamo nulla da questo funzionamento». Si auspicava un po' di interesse, ma finora non si è visto. Alternative la gestione diretta o andare in affidamento diretto. Il primo vincolo degli eredi per la colonia Sorriso dei bimbi è appunto per un utilizzo da parte dei piccoli, ma anche anziani e persone fragili prioritariamente appartenenti al Comune di Busto.
Il Pd ha insistito con il voto alla mozione che passa dalla richiesta di fondi statali: «Il Governo è vicino a voi per affinità politiche, istituzionali, di intenti».
Ma l'assessore ha escluso la possibilità di dare un voto favorevole, considerando la situazione.
Un legame nel tempo
Il capogruppo di Forza Italia Marco Lanza ha commentato: «L'assessore ha spiegato bene oggi che non ci sono condizioni per spingerci oltre, sarebbe gioco d'azzardo». Francesca Gallazzi (Lista Antonelli sindaco) ha suggerito di trasformare la mozione in raccomandazione. Giuseppina Lanza di Popolo Riforme e Libertà invece ha voluto sincerarsi su cosa può accadere visto che la concessione è scaduta, «se non riusciamo ad attivarla subito, cosa rischiamo?».
Reguzzoni ha ribadito: «Possiamo scegliere di fare una gara per un gestore un altro anno o due, in attesa del project financing. Sapendo che chi vince vince...».
Emanuele Fiore (Gruppo misto): «Avevo visto i prezzi, non erano così competitivi e c'è stato un calo drastico degli accessi. Però non possiamo perderla, cerchiamo di farla lavorare al meglio». Neanche tariffe proibitive, per essere in Liguria, ha risposto Cinzia Berutti, osservando che sarebbe giusto coinvolgere di più la città: «Vorrei portare un'attenzione molto alta dell'amministrazione, ma anche di Busto perché sono suoi spazi». E chissà mai che siano gli anziani a salvare la colonia, proprio perché è questo il nuovo boom, non quello dei bambini. Il consigliere di Fratelli d'Italia Orazio Tallarida ha raccontato la propria esperienza ( «La spiaggia adesso è anche più centrale e appetibile»), confermando il legame, il feeling che ancora c'è con i bustocchi.
Alla fine, il Pd ha proposto di non votare la mozione e di modificare la parte deliberativa per trovare un punto di incontro, con l'aiuto dell'avvocato Valentina Verga, in vista del consiglio comunale. La colonia, anzi le colonie dunque appassionano. E mettono persino d'accordo, almeno in parte, gli schieramenti.














