Economia - 20 gennaio 2026, 14:13

Il tessile varesino alla sfida della circolarità: firmato il protocollo che fa bene a imprese, persone, ambiente

Camera di Commercio di Varese (ente promotore), Casa Circondariale di Busto Arsizio, Confindustria Varese, Confartigianato Imprese Varese e CentroCot siglano un'alleanza nel nome della sostenibilità economica, ambientale, sociale. Il presidente di Camera di Commercio, Mauro Vitiello: «Vogliamo trasformare gli scarti in risorsa e il valore sociale in elemento di competitività»

I firmatari del protocollo al CentroCot di MalpensaFiere

L’esempio è offerto da ciò che si può (ri)ottenere con una divisa usata della Polizia Penitenziaria, il progetto punta all’attivazione di un’economia circolare incentrata sui tessuti (tecnici in primis), i benefici attesi riguardano la competitività delle imprese, la sfera sociale (saranno coinvolti i detenuti del carcere di Busto Arsizio), l’ambiente. Il protocollo per una filiera tessile circolare e inclusiva firmato oggi al Centrocot di Malpensa è molte cose insieme. E conta su un’indispensabile pluralità di attori: Camera di Commercio di Varese (ente promotore), Casa Circondariale di Busto Arsizio, Confindustria Varese, Confartigianato Imprese Varese e, appunto, Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento.

La governance è condivisa, lo sviluppo articolato in fasi progressive (la prima roadmap si dipana su 36 mesi) dalla pianificazione all’operatività, fino al consolidamento e alla promozione dei risultati, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile di filiera tessile circolare a forte impatto sociale.

Il territorio varesino occupa il terzo posto in Italia per numero di unità locali tessili e il quinto gradino della classifica nazionale per numero di addetti impiegati nel settore. Un contesto nel quale, a livello nazionale, solo il 22 per cento dei rifiuti tessili post-consumo viene correttamente raccolto per essere destinato al riutilizzo o al riciclo. Evidenti i margini di miglioramento e la volontà di alzare l’asticella.

«L’iniziativa – dichiara il presidente di Camera di Commercio, Mauro Vitiello - rafforza il posizionamento della provincia di Varese come territorio di eccellenza nel settore tessile,  capace di interpretare le trasformazioni in atto e di tradurle in progetti concreti di innovazione responsabile. Con questo Protocollo Camera di Commercio di Varese conferma il proprio impegno nel promuovere uno sviluppo che tenga insieme sostenibilità ambientale, attenzione alle persone e crescita del sistema produttivo. Con il lavoro congiunto di istituzioni, imprese e centri di competenza, intendiamo trasformare gli scarti in risorsa e il valore sociale in un elemento strutturale di competitività».

Il progetto si colloca in linea con le politiche europee e nazionali per la transizione sostenibile, contribuendo agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La sua realizzazione avviene nell'ambito di Malpensafiere SustainHUBility, l'iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Varese che mira a consolidare il polo fieristico come hub territoriale per l'economia circolare, focalizzato su sperimentazione, ricerca applicata e divulgazione.

Centrocot, attraverso il laboratorio Multilab, metterà a disposizione competenze tecnico-scientifiche per le attività di ricerca sui materiali, lo sviluppo di nuovi processi produttivi sostenibili e la formazione specialistica del personale coinvolto. Confindustria e Confartigianato, da anni impegnate sul fronte del supporto alla filiera tessile nel processo di transizione verso un’economia sostenibile e circolare. La Casa Circondariale di Busto Arsizio svolge da tempo un ruolo attivo nella promozione di percorsi di lavoro e formazione come strumenti fondamentali del trattamento rieducativo e nel 2025 sono stati attivati percorsi formativi con enti accreditati, finalizzati al conseguimento di competenze certificate e spendibili nel mercato del lavoro al termine della detenzione.

La filosofia dell’operazione trova un prima, visibile concretizzazione negli esempi mostrati ai firmatari del protocollo da Claudio Brugnoni, responsabile Multilab: un filato ottenuto proprio dallo sfilacciamento di una divisa della Polizia Penitenziaria è quello più semplice. «Ma stiamo ragionando anche sulle piccole parti metalliche, sulle zip, sui materiali resistenti delle spalline» elenca Brugnoni, indicando, fra l’altro, materiale fonoassorbente ottenuto da scarti tessili, appoggiato su un tavolo proveniente da una pala eolica.

«L’accordo - dichiara il presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini - è parte di un disegno più ampio per la costruzione di una strategia territoriale in grado di fornire sempre nuovi strumenti di competitività a imprese di un settore, non semplicemente storico e radicato, ma anche in grande fermento (pensiamo al tessile tecnico) che deve affrontare transizioni epocali. Anche grazie all’avanzare dell’economia circolare si sta aprendo una fase con ampi spazi di innovazione di prodotto, processo, sviluppo di nuovi materiali e di nuovi mercati che possono avere ricadute positive allargate, con il coinvolgimento di altri settori manifatturieri. Dobbiamo saper accompagnare le imprese su questi terreni, anche con progetti inclusivi che siano in grado di creare, allo stesso tempo, valore economico e benessere sociale».

 Per Paolo Rolandi, presidente di Confartigianato Varese «…questo Protocollo lancia un segnale inequivocabile: Varese sa stringersi attorno alle proprie eccellenze. Il nostro comparto tessile ha attraversato crisi complesse, ma oggi dimostriamo la volontà comune di non disperdere, anzi di rilanciare, un patrimonio unico di know-how e capacità produttiva. C’è, poi, un secondo aspetto che mi preme sottolineare, ed è la lettura concreta dell’acronimo ESG. Se la direzione ambientale è ormai tracciata e irreversibile, questo accordo dà sostanza alla "S" di Sociale. La collaborazione con la Casa Circondariale di Busto Arsizio trasforma l’impresa in un attore sociale forte. Infine, si rimettono al centro le Pmi della subfornitura e i contoterzisti: realtà spesso ai margini dei grandi processi di sviluppo, ma che qui diventano ingranaggi essenziali di un meccanismo virtuoso».

Dichiara il Presidente di Centrocot, Mario Montonati: «Il settore tessile varesino ha le competenze e la storia per affrontare con successo la transizione ecologica, trasformandola in un’opportunità di crescita e innovazione. Al centro di questo percorso c’è il MultiLab di Centrocot: un laboratorio sperimentale e multisettoriale all’avanguardia, catalizzatore di ricerca, sviluppo e innovazione, dove le imprese possono analizzare la riciclabilità dei materiali, testarne le prestazioni e sperimentare nuovi processi produttivi. È qui che gli scarti diventano risorse concrete e la filiera tessile sostenibile e circolare diventa realmente realizzabile».

Così la neodirettrice della casa circondariale, Elisabetta Palù: «Il lavoro è uno degli strumenti più efficaci di responsabilizzazione, dignità e crescita personale, oltre che una leva fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute. Il protocollo consente di costruire percorsi formativi qualificati e opportunità lavorative reali, non occasionali, che permettono alle persone private della libertà di acquisire competenze concrete e spendibili all’esterno, rafforzando l’autostima e il senso di appartenenza alla comunità. In questa prospettiva, il carcere non è solo luogo di esecuzione della pena, ma diventa spazio di responsabilità e restituzione, in cui attraverso attività di formazione e lavoro legate al recupero e alla valorizzazione degli scarti tessili, le persone detenute sono coinvolte in percorsi che restituiscono valore alla comunità. La collaborazione tra istituzioni, imprese e carcere può generare opportunità concrete di reinserimento, contribuendo alla riduzione della recidiva e alla costruzione di un modello di sviluppo più equo, sostenibile e inclusivo».

Stefano Tosi