Ha preso il via questa mattina in Corte d’Assise a Busto Arsizio il primo atto formale del processo a carico di Vincenzo Gerardi, il 57enne accusato dell’omicidio della moglie, Teresa Stabile. I fatti, avvenuti nel cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate il 16 aprile 2025, vedono l’uomo rispondere di accuse pesanti: oltre al femminicidio, la Procura contesta la premeditazione e lo stalking (LEGGI QUI).
La costituzione delle parti civili. L’udienza odierna, presieduta dal giudice Giuseppe Fazio, ha visto la costituzione delle parti civili. Si tratta dei figli della coppia, Alessio e Cristian Gerardi, rappresentati dal legale Cesare Cicorella, e dei familiari della vittima: Carmelo, Giovanna ed Emanuela Stabile, assistiti dall’avvocato Manuela Scalia.
Un momento significativo del dibattito in aula ha riguardato la richiesta della difesa, sostenuta dall’avvocato Vito Di Graziano, di accorpare a questo processo un secondo fascicolo a carico di Gerardi relativo a un’ipotesi di violenza privata ai danni del figlio Alessio (per il quale la prima udienza è fissata all’11 marzo).
Nonostante il Pubblico Ministero Ciro Vittorio Caramore e i legali di parte civile non abbiano espresso parere contrario alla riunificazione dei due procedimenti, la Corte ha deciso di rigettare l’istanza, mantenendo i due binari giudiziari separati.
Sul fronte della strategia difensiva, l’avvocato Di Graziano ha annunciato la volontà di richiedere una perizia psichiatrica per l’imputato. L’obiettivo è valutare la capacità di intendere e di volere di Gerardi al momento del delitto, basandosi sulle conclusioni di un consulente di parte che verrà citato come testimone nel corso del dibattimento.
Secondo la tesi accusatoria, il delitto sarebbe maturato in un clima di controllo ossessivo che Gerardi esercitava sulla moglie, accentuatosi dopo che la donna aveva perso l’occupazione e aveva manifestato l’intenzione di separarsi. L’aggressione mortale era avvenuta in presenza di un testimone, portando all’arresto in flagranza dell’uomo.
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 20 febbraio. In quella sede inizierà la sfilata dei testimoni, a partire dagli esponenti della polizia giudiziaria che hanno condotto le indagini sul campo.