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Economia | 29 dicembre 2025, 19:15

Cambi di stagione e circolazione venosa: perché le emorroidi possono peggiorare in primavera e autunno

Temperature altalenanti, ormoni ballerini e stile di vita: quando le mezze stagioni mandano in crisi il microcircolo

Cambi di stagione e circolazione venosa: perché le emorroidi possono peggiorare in primavera e autunno

Soffri di emorroidi e ti sembra che i sintomi peggiorino proprio in primavera e in autunno? Potrebbe non essere una sensazione. Le cosiddette “mezze stagioni” rappresentano un momento critico per chi convive con disturbi del microcircolo, e le emorroidi – che altro non sono che vene dilatate nella zona ano-rettale – non fanno eccezione.

Le variazioni climatiche, il cambiamento delle abitudini quotidiane e gli effetti fisiologici della transizione stagionale incidono direttamente sulla salute vascolare. In questo articolo scopriremo perché le emorroidi possono riacutizzarsi proprio in questi periodi dell’anno e come prevenire il peggioramento dei sintomi con strategie semplici ma efficaci.

Il ruolo del microcircolo nelle emorroidi

Il plesso emorroidario è un insieme di vasi sanguigni che si trova nella zona inferiore del retto e intorno all’ano. In condizioni normali, queste strutture aiutano a mantenere la continenza. Tuttavia, quando la circolazione rallenta e la pressione venosa aumenta – per stitichezza, sedentarietà, gravidanze o altre cause – le vene possono dilatarsi e infiammarsi, dando origine a fastidiosi sintomi: prurito, dolore, bruciore e sanguinamento.

Il microcircolo è una rete sottile e sensibile. È influenzato da molti fattori, inclusi gli sbalzi di temperatura, le variazioni ormonali e i cambiamenti posturali e alimentari tipici, fra l’altro, delle mezze stagioni. Quando questi elementi si sommano, è facile capire perché proprio in primavera e in autunno possano aumentare i casi di crisi emorroidarie.

Primavera: quando il corpo si “risveglia”... troppo velocemente

La primavera è una stagione di rinascita: il corpo si riattiva, le giornate si allungano e, con esse, cresce la voglia di fare movimento, uscire, cambiare abitudini. Tuttavia, questo risveglio porta anche a:

● Oscillazioni termiche marcate tra giorno e notte;
 

● Aumento della sudorazione (e quindi del rischio di disidratazione);
 

● Ripresa dell’attività fisica dopo mesi di sedentarietà;
 

● Modifiche ormonali legate all’esposizione solare (che influenza i ritmi circadiani e il tono vascolare).
 

Tutti questi fattori possono provocare una congestione venosa nel plesso emorroidario, specialmente in chi ha già una predisposizione o una storia clinica pregressa. Il corpo può non essere pronto a gestire il nuovo carico di attività, e la zona ano-rettale ne paga le conseguenze.

Autunno: ritorno alla sedentarietà e calo delle difese

In autunno lo scenario si ribalta: le giornate si accorciano, cala la temperatura, torna il lavoro d’ufficio (spesso davanti al computer) e le occasioni per muoversi si riducono. A questo si aggiunge:

● Un abbassamento delle difese immunitarie, dovuto alle infezioni stagionali;
 

● Una dieta più ricca;
 

● Un aumento dello stress da “rientro”;
 

● Una maggiore esposizione a umidità e freddo che colpiscono le estremità corporee.
 

Il risultato? Una minore efficienza del ritorno venoso e una sensazione generale di gonfiore e pesantezza, che può culminare in una nuova infiammazione emorroidaria. Anche l’intestino ne risente: molti accusano costipazione, meteorismo o irregolarità, che sono tra i principali fattori scatenanti del disturbo.

Sintomi tipici durante le mezze stagioni

Chi è soggetto a emorroidi sa riconoscere certi segnali ricorrenti. In particolare, possono comparire:

● Bruciore e prurito persistente;
 

● Sensazione di corpo estraneo nell’area anale;
 

● Sanguinamento dopo la defecazione;
 

● Dolore durante la seduta o la camminata;
 

● Sensazione di “peso” o congestione al basso ventre.
 

In alcuni casi, il quadro può evolvere in prolasso o trombosi, richiedendo l’intervento del medico.

Come proteggersi nei periodi di transizione

La buona notizia è che conoscere i propri punti deboli permette di agire in anticipo. Ecco alcune strategie preventive per affrontare primavera e autunno senza temere ricadute:

1. Idratazione costante

Anche se la sete sembra minore, bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno è fondamentale per mantenere morbide le feci ed evitare la stitichezza.

2. Alimentazione fibrosa ma equilibrata

Introdurre più fibre attraverso frutta, verdura, legumi e cereali integrali, ma senza eccedere: un eccesso può causare gonfiore e flatulenza.

3. Movimento quotidiano

Camminare almeno 30 minuti al giorno stimola il microcircolo e previene la stasi venosa. Evita, però, sforzi eccessivi o esercizi che aumentano la pressione addominale.

4. Cura della postura

Evita di stare seduto troppo a lungo senza pause. Se lavori al computer, alzati ogni ora, fai stretching, o utilizza cuscini ergonomici.

5. Attenzione agli sbalzi termici

Proteggi la zona pelvica dal freddo improvviso e dall’umidità con abiti adeguati. Evita l’esposizione a fonti di calore diretto, come sedili riscaldati o coperte elettriche.

6. Attività regolare dell’intestino

Rispetta i ritmi intestinali, non trattenere mai lo stimolo e cerca di mantenere una regolarità naturale.

Primavera e autunno sono stagioni di passaggio, ma anche di fragilità fisiologica. Il nostro organismo, in particolare il sistema venoso e l’intestino, risente dei cambiamenti climatici, ormonali e di stile di vita.

Chi soffre di emorroidi può vivere questi periodi con un misto di fastidio e frustrazione. Ma non tutto è fuori controllo: una buona prevenzione e l’ascolto del proprio corpo sono alleati preziosi per affrontare le mezze stagioni senza farsi cogliere di sorpresa. Perché il benessere non va mai in vacanza, nemmeno tra una stagione e l’altra.

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