Riceviamo e pubblichiamo una nota firmata dal presidente di Comunità Montana Simone Castoldi in merito al DDL Montagna:
In merito al decreto recentemente presentato dal Ministro Calderoli, esprimo una valutazione attenta e costruttiva rispetto alle possibili ricadute sui comuni montani e su quei territori che, pur non raggiungendo determinate soglie altimetriche, vivono condizioni di montanità reale.
Il provvedimento rappresenta un passaggio importante per il riconoscimento e il sostegno delle aree montane. Proprio per questo riteniamo necessario un ulteriore affinamento dei criteri applicativi, affinché la definizione di “comune montano” non si basi esclusivamente su parametri standard come altitudine o medie territoriali, ma tenga conto anche della collocazione funzionale dei territori all’interno delle valli.
Molti piccoli comuni, in particolare nelle aree vallive, condividono infatti le stesse criticità infrastrutturali, sociali ed economiche dei comuni pienamente montani: difficoltà di accesso ai servizi essenziali, fragilità demografica, complessità orografica e limiti strutturali allo sviluppo. Escluderli da misure pensate per la montagna rischierebbe di produrre effetti non coerenti con le finalità del decreto stesso.
Auspichiamo che le osservazioni emerse dai territori possano essere attentamente valutate, anche attraverso il contributo delle Comunità Montane, al fine di introdurre criteri più aderenti alla realtà dei territori e una possibile clausola di salvaguardia per i comuni di valle con caratteristiche oggettivamente montane.
Siamo pronti a offrire un contributo tecnico e istituzionale per migliorare l’efficacia del provvedimento, nella convinzione che una definizione più completa e funzionale della montanità rappresenti un valore aggiunto per l’intero sistema Paese.
Simone Eligio Castoldi
Presidente
Comunità Montana Valli del Verbano