La Varese Nascosta - 20 dicembre 2025, 08:21

LA VARESE NASCOSTA. Quando Varese si riscaldava con la mitica cioccolata del Bar Leoni

Fino al 1964, data della chiusura, il locale di via Vittorio Veneto era una tappa obbligata per tante famiglie di varesini. Ancora oggi di quella avventura del gusto resta un ricordo dolcissimo

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda. Oggi raccontiamo di un pezzo di storia del commercio varesino: lo storico Bar Leoni, chiuso nel 1964.

La mitica cioccolata del Bar Leoni

(Temperature da cioccolata calda con un bel racconto di Anna Maria Gandini... buona lettura)

Quando una tazza di cioccolata costava cinquanta centesimi! Già, che delizia per il palato! Era prerogativa di un locale che nel 1964, dopo una quarantina d'anni di attività, chiuse i battenti. Si chiamava "Bar Leoni" e si affacciava in via Vittorio Veneto. E' vero. In altre occasioni l'ho rimembrato, ma mi sento in obbligo di tornare sull'argomento per una promessa fatta ad una varesina, cui il ricordo del tempo andato fa "bene al cuore"

Eccomi, dunque, a raccontare del signor Aristide Leoni che sul finire del 1924, con non pochi rischi, apriva il Bar Gelateria in una strada importante del centro cittadino, specializzandosi nella preparazione della cioccolata calda, appunto, e nella produzione di un'altra dolcezza: il "pezzo duro", la mattonella di gelato da trasporto che, si dice, avrebbe "copiato" dai gelatai di Parigi.

Due successi "dolci" che senza dubbio hanno fatto parte della vita varesina. Alzi la mano (il riferimento è ai varesini di una certa età) chi non ha mai gustato e apprezzato quella prelibata bevanda a base di cioccolato o quel "pezzo duro", tanto buono che si trovava anche in dimensioni piccole per i bambini. Era confezionato in granulato di sughero la mattonella da trasporto, a 25 gradi sottozero.

Soltanto alla chiusura del bar, nell'aprile 1964, come detto, il signor Aristide, che per la verità si era ritirato una decina d'anni prima cedendo ad un cugino l'attività, svelò il segreto di tanto successo, appagando, dice la cronaca, la curiosità insistente delle signore che, soprattutto nei freddi pomeriggi d'inverno, amavano sedersi ai tavolini (del caratteristico locale).

Alla base di tutto stava, dunque, la genuinità del prodotto. In primis il latte molto cremoso, di cui si riforniva presso un allevatore della Valcuvia: quattrocento litri circa di latte: appena munto ogni giorno.

Metà veniva scremato e la panna ottenuta si aggiungeva al latte normale; il resto lo acquistava un allevatore di maiali di Casbeno. Successivamente si passava al cacao, sempre di prima qualità, comperato in Olanda, poi allo zucchero.

I tre elementi venivano così lavorati e amalgamati fino ad ottenere il delizioso miscuglio che si conservava a bagnomaria, per essere versato di volta in volta, nelle apposite tazze.

E' bastato un passaparola per far aumentare in un batter d'occhio la richiesta di varesini e non. Persino i milanesi, soliti un tempo trascorrere le vacanze nelle loro ville sul nostro territorio, erano divenuti habituè del "Leoni": d'estate il "pezzo duro", autunno e inverno la calda e ottima cioccolata, dalle sette del mattino sino alla chiusura a mezzanotte.

Con l'aggiunta, magari, di un "krafeel", fresca brioche a forma di cornetto che, intinta in quella dolcezza, ti faceva sognare.

Quanto alle famose mattonelle dure di gelato, Aristide Leoni a coloro che intendevano carpirne il segreto, rispondeva semplicemente: "Ma che trucco! Vale quanto detto per la cioccolata: solo prodotti genuini". Ed anche il cugino, successogli nel 1954, che a sua volta di cognome faceva Leoni, proseguì per quella strada.

Nel nome, appunto, della genuinità, alla base ancora oggi dei locali della nostra Varese. Comunque, il "Leoni" ha fatto da battistrada. Non lo si può negare.

da La Varese Nascosta