La Commissione Urbanistica di questa sera guidata dal presidente Domenico Marasciulo e dal vicepresidente Giuseppe Pullara, si è aperta con il ringraziamento alla consulta uscente e con la nomina dei nuovi componenti della Consulta per la Qualità Urbana e cioè gli architetti Gianluca Brunetti, Cristina Federica Colombo e Achille Rossi, mentre è stato confermato lo storico presidente Luciano Crespi.
Il cuore della seduta si è però acceso sull’ordine del giorno aggiuntivo, dedicato ai profili urbanistici del nuovo teatro di Varese. Un tema che ha richiamato anche il sindaco Davide Galimberti, intervenuto per chiarire l’impianto dell’accordo di programma e la portata di una trasformazione urbana che non riguarda più soltanto l’ex Politeama, ma un intero asse strategico del centro città.
Già il dirigente Gianluca Gardelli ha ricostruito l’evoluzione del progetto nel quadro della rigenerazione urbana: dal perimetro ristretto del 2014 – incentrato su piazza Mercato, università ed ex caserma Garibaldi - fino all’allargamento del 2021, quando il Consiglio comunale ha approvato il grande schema che comprende stazione centrale, piazza Monte Grappa fino a Largo Flaiano. Una mappa ben più estesa, che Gardelli definisce «un comparto molto più ampio», all’interno del quale i privati avrebbero potuto usufruire di incentivi e premialità mai colte.
A entrare nel dettaglio è stato poi il sindaco Galimberti, che ha confermato che la trasformazione non riguarderà solo il Politeama, ma anche piazza XX Settembre e gli edifici affacciati sul nuovo teatro, tutti di proprietà comunale. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una progettazione integrata, capace di coniugare l’ingresso pedonale del pubblico con l’accessibilità tecnica necessaria agli allestimenti, un tema su cui il primo cittadino ha assicurato che «i progettisti dovranno individuare le soluzioni migliori».
La questione della viabilità è stata infatti il punto più dibattuto della seduta. Da un lato, l’amministrazione punta a favorire accessi pedonali e mobilità pubblica; dall’altro, i consiglieri hanno sollevato perplessità su parcheggi, senso di circolazione e transito dei mezzi scenici. Gardelli ha chiarito che l’ingresso tecnico al teatro avverrà da via Morosini e l’uscita da via Orrigoni, confermando inoltre l’ipotesi di rendere l’ultimo tratto di via Morosini a senso unico e di riservare via Orrigoni come unico sbocco del trasporto pubblico locale. Tuttavia, ha specificato che il progetto viabilistico non è ancora definito.
Nel dibattito non sono mancati gli interventi critici. Il consigliere De Amicis ha espresso «molte perplessità» sull’accessibilità e sulla disponibilità di parcheggi, richiamando il precedente del Teatro Apollonio. Anche il consigliere Boldetti ha chiesto chiarimenti sulla possibile pedonalizzazione di piazza XX Settembre e sul nuovo senso unico di via Morosini.
In conclusione, la Commissione ha riconosciuto il carattere strategico dell’intervento: un teatro da oltre 830 posti tra platea e galleria, foyer, fossa per l’orchestra, bar e ristorante, e la grande torre scenica destinata a diventare il tratto distintivo dell’edificio. Un’infrastruttura culturale che promette di ridefinire il tessuto urbano, ma che porta con sé interrogativi - soprattutto sulla viabilità - destinati a essere approfonditi nelle prossime sedute della Commissione Urbanistica.