Territorio - 13 novembre 2025, 09:01

A Papa Leone in dono il libro sui fagioli di Brebbia con dedica: «Tradizione e identità della comunità»

Il volume scritto dall'ex sindaco Domenico Gioia è stato consegnato ieri in udienza al Pontefice dalla delegazione del Comune capitanata dall'assessore Genny Luongo. La dedica dell'ex primo cittadino a Prevost: «Questo libro, che racconta la crescita di relazioni sociali e di fattiva solidarietà all’interno della nostra piccola comunità, intende omaggiare il suo magistero genuino e profondo»

Il libro sul fagiolo di Brebbia con dedica donato a Papa Leone

Il libro "I fagioli “fasòeu” di Brebbia. Tradizione e storia - Buona cucina e amicizia" è stato consegnato a Papa Leone XIV quale omaggio della comunità brebbiese, durante l’odierna udienza in Vaticano.

Grazie al lavoro svolto dall’assessore comunale di Brebbia, Genny Luongo, una rappresentanza comunale è stata ricevuta in udienza dal Papa la mattina del 12 novembre. La delegazione brebbiese, oltre che dall’assessore agli Affari Generali Luongo, era composta anche dall’assessore alla Cultura Nadia Agostini e dal segretario comunale Lucia Forte.

Si è trattato di un momento di grande momento di grande significato che ha visto istituzioni e spiritualità in un contesto di intensa partecipazione. L’atmosfera di  accoglienza e di riflessione ha reso l’esperienza non solo coinvolgente sul piano personale, ma anche simbolica per il cammino del Comune di Brebbia. 

Nell’occasione è stato consegnato al Pontefice anche il libro I FAGIOLI “FASOEU” di Brebbia che racconta alcuni momenti della vita sociale della comunità brebbiese, attraverso la vicenda decennale del fagiolo. Un gesto semplice ma profondamente simbolico che richiama l’identità, le tradizioni e il legame tra comunità e territorio. 

L’assessore Luongo ha dichiarato: «E' stata un’esperienza fantastica, emozionante e indelebile, oltre che un grande onore, portare a Roma davanti al Papa un simbolo del nostro paese». L’autore del libro, Domenico Gioia, ha ringraziato l’assessore, e l’intera amministrazione, per il riguardo ed il pensiero che hanno avuto nei confronti del suo libro.

Inoltre, l’ex sindaco, su richiesta dei partecipanti alla delegazione, ha provveduto ad autografare la copia del libro con un pensiero per il Santo Padre. La foto riporta le frasi manoscritte che sono state rivolte al Pontefice e che sono riportate qui di seguito :
“A Sua Santità Papa Leone, guida spirituale e voce morale del nostro tempo, che si adopera per la pace e a costruire legami profondi tra le persone. Questo libro, che racconta in modo autentico la crescita di relazioni sociali e di fattiva solidarietà all’interno  della nostra piccola comunità, intende omaggiare il Suo Magistero genuino e profondo. Con stima e reverenza” 

Sperando che qualcuno, leggendo questo libro, apprezzi l’impegno e la dedizione dell’editore Pietro Macchione di far conoscere gli usi e le tradizioni del nostro territorio.  Infatti, il libro racconta per filo e per segno un’insolita vicenda legata ad un piccolo 
legume. Un percorso singolare che, oltre ad aver ripristinato una coltura storica, ha fatto rinascere il desiderio di socialità, di solidarietà e il senso di appartenenza tra le tante persone che hanno partecipato agli avvenimenti. 

Si tratta anche di una esperienza di sostenibilità e di consumo di “cibo buono, pulito e giusto” che consentì la rinascita, dalla generosa terra brebbiese, di preziosi piccoli legumi tondeggianti, con una tipica macchietta scura all’attaccatura germinativa che li contraddistingue 
anche nella denominazione : “i fagioli con l’occhio”. Il fagiolo con l’occhio era coltivato in Italia ben prima della scoperta 
dell’America. A partire dal I secolo d.C. anche sul verdissimo e fecondo territorio agreste di Brebbia si produceva questo legume.

Brebbia è un grazioso paesino adagiato in un contesto di saliscendi collinari sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nella provincia di Varese. In centro paese spicca una imponente e antica Chiesa in marmo bianco in stile romanico, catalogata come monumento nazionale, così come documentato anche dalle splendide foto di alcune “bellezze” del paese.

Il “fasòeu”, come si dice in dialetto locale, è stato per i brebbiesi non solo un ottimo alimento proteico (definito la carne dei poveri), ma anche merce e moneta di scambio. Da esso gli abitanti traevano di che vivere e sostenersi.  Il progetto di reintrodurne la coltivazione convolse anche un bel numero di  cittadini-volonari che avevano come unico obiettivo la valorizzazione e la promozione del territorio, nonché le sue tradizioni agro-alimentari. 

Il 23 ottobre 2009 venne stilato, tra il gruppo di coltivatori e la Condotta Slow Food di Varese, il Disciplinare di Coltivazione del Fagiolo di Brebbia. La comunità Slow Food, nata intorno al fagiolo di Brebbia, è stata protagonista in molte importanti manifestazioni, tra cui Terra Madre di Torino, Slow Beans di Orvieto e Trento, oltre a Expo 2015 di Milano, suscitando interesse socioculturale e alimentare.

Grazie a questo prezioso fagiolo, infatti, è nato nella campagna brebbiese un vero e proprio orto comunitario, si è dato vita a due stupendi appuntamenti annuali : la sbaccellatura in piazza e la festa promozionale, di inizio ottobre, con degustazione di pietanze tutte a base di fagioli. Da quest’ultima iniziativa sono nate le oltre 70 ricette, tutte a base di fagioli, che sono riportate nella seconda parte di questo libro.

L'assessore del Comune di Brebbia Jenny Luongo in piazza San Pietro

L'assessore Luongo con l'assessore Nadia Agostini e la segretaria comunale Lucia Forte

Redazione