È un tributo di affetto e passione quello che Mario Chiodetti, giornalista e fotografo varesino, fornirà ai pescatori del lago di Varese e alla loro storia, con la mostra “Il lago perduto”, fotografie in bianco e nero scattate venti anni fa e parte dell’omonimo libro pubblicato nel 2005 dalla scomparsa casa editrice Arterigere. Grazie al sostegno del comune di Azzate e del suo vice sindaco Giacomo Tamborini, la mostra prenderà forma sabato 15 novembre alle 17,30 nella Sala Consiliare di Villa Benizzi Castellani, sede del comune di Azzate, e sarà visitabile anche domenica 16, sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle ore 15 alle 18.
La mostra, dedicata alla memoria di Daniele Bossi, il più giovane dei pescatori scomparso nel 2019 a 53 anni, presenta scatti in bianco e nero ancora in pellicola a testimonianza di una ricerca durata più di un anno, con riprese compiute nelle diverse stagioni. Chiodetti fotografò anche la preparazione delle “legnaie”, una pratica in uso da sempre per favorire la nidificazione del persico reale, con i pescatori all’opera in una gelida mattina di febbraio.
«Oggi ne sono rimasti tre, Luigi “Negus” Giorgetti, Ernesto Giorgetti e Gian Franco Zanetti, due a Cazzago Brabbia e uno a Bardello, se ne sono andati Gianni Nicolini, Mosè Bossi, Daniele e Carlin Bossi, Antonio Molinari, Natale Giorgetti, ma la loro memoria rimane viva in questi scatti che parlano di un recente passato, ultima propaggine di un tempo più remoto, quando la pesca dava prosperità e il lago era amato e rispettato», spiega il professionista varesino.
«Per questo ho deciso di riproporre le fotografie, un omaggio doveroso a un mondo purtroppo scomparso, più semplice e schietto dell’attuale, e a una realtà corale come quella della pesca, fatta di gesti lenti e sapienti, di lunghe attese, di buio e freddo, ma anche di albe radiose e meravigliose primavere».
La mostra “Il lago perduto” è stata resa possibile dall’impegno del vice sindaco di Azzate, Giacomo Tamborini, che ci ha sempre creduto, e dal supporto dei comuni di Cazzago Brabbia, Galliate Lombardo, Inarzo e Bodio Lomnago, che prossimamente la ospiteranno.
«Tra i doveri di un amministratore - spiega Tamborini - c'è quello di tutelare la memoria e la storia di un territorio, e anche se Azzate non ha una tradizione di pesca professionale, il paese affaccia sul lago. Giusto quindi ricordare una professione che un tempo dava da vivere a intere comunità e oggi è praticamente scomparsa con Daniele Bossi, l’ultimo ad aver scelto un lavoro faticoso, ma connaturato a un profondo amore per il lago».
Nel corso dell’inaugurazione di “Il lago perduto”, Maria Elena Danelli, Valeria Tinari, Fabio Scotto, Ermelin Nalin, Camilla Bati, Sandro Sardella e lo stesso Chiodetti leggeranno proprie opere liriche ispirate alle nostre acque, pubblicate tra l’altro nel libro “Lucelago”, edito da GaEle Edizioni di Cuvio e presentato nell’omonima manifestazione che ha visto capofila i comuni di Cazzago Brabbia e Azzate. Saranno presenti anche gli ultimi pescatori professionisti del nostro lago, che illustreranno alcuni attrezzi della pesca.