Ieri sera al ristorante del Golf Club Varese a Luvinate il Panathlon Club si è riunito per una conviviale che ha avuto il sapore dei grandi incontri. A presentare la serata è stato il presidente Felice Paronelli, che ha sottolineato il valore di un tema oggi più che mai di attualità: il tennis, disciplina tornata al centro della scena mondiale grazie ai trionfi di Sinner, Musetti, Berrettini, del varesino Mattia Bellucci e di Jasmine Paolini.
A guidare il dibattito, con il suo stile inconfondibile, Mauro della Porta Raffo, scrittore, saggista e grande appassionato di tennis, che ha proposto il tema «L’ultimo Grande Slam: Flushing Meadows a New York, i grandi Slam e gli italiani più significativi nella storia del tennis mondiale».
Da Crawford a Sinner, passando per Pietrangeli
Della Porta Raffo ha ricostruito con passione la genesi del concetto di “Grande Slam”, nato nel 1933 quando l’australiano Jack Crawford vinse Roland Garros e Wimbledon, per poi sfiorare l’impresa agli US Open, fermato in finale da Fred Perry. L’impresa riuscì cinque anni dopo a Don Budge, primo a conquistare tutti e quattro i tornei nello stesso anno: Australia, Roland Garros, Wimbledon e US Open.
Non sono mancati i riferimenti agli immortali della racchetta, da Borg a McEnroe, da Djokovic a Medvedev, fino alle regine del tennis femminile come Maureen Connolly e Margaret Court. Ma per Della Porta Raffo il più grande di tutti resta Nicola Pietrangeli, autentico monumento del tennis italiano.
Provocatorio e appassionato il suo giudizio sull’attualità: «Sinner e Alcaraz sono due giocatori fortissimi, ma non hanno ancora dimostrato di essere dei grandi. Aspettiamo e vediamo quello che succederà».
Scienza e salute in campo
La conviviale ha visto anche gli interventi del vicepresidente Roberto Caronno e del socio Giulio Clerici. Caronno ha portato l’attenzione sulla fisiologia dello sport, soffermandosi sugli effetti del cortisolo, dell’adenosina trifosfato durante le competizioni e quelli negativi di un uso prolungato dello smartphone prima delle performance: «Oltre mezz’ora può compromettere la concentrazione e la resa atletica».
Clerici, invece, ha affrontato il delicato tema degli infortuni, ricordando come un tennista professionista possa subire una media di settanta interventi medici nel corso di una competizione, citando il caso recente di Jannik Sinner fermato al torneo di Cincinnati.
Il segreto del tennis? Dimenticare
Infine, ancora Della Porta Raffo ha regalato un’ultima lezione di mentalità sportiva: «Nel tennis è fondamentale l’arte di dimenticare. Bisogna lasciarsi alle spalle subito la palla sbagliata per affrontare il punto successivo».
Una serata intensa, tra ricordi storici, analisi scientifiche e riflessioni sul presente, che ha ribadito come il tennis – anche al Panathlon – sia più vivo che mai.