Esiste un modo unico di spremerti e farti morire, eppure di farsi voler bene, ed è quello che conosce Stefano Galante. Fare fatica con il preparatore atletico dei Mastini, pur non essendo masochisti, è un piacere: Stefano sa quello che vuole e ciò che serve per ottenerlo. Ogni giocatore è un atleta e un uomo diverso: questa piccola ovvietà è una grande verità ed è anche il punto di forza con cui da quest'anno i gialloneri sono seguiti per davvero da chi ne sa davvero. Cioè da chi, come Stefano, sa farsi seguire e sa fare gruppo come pochi altri nel suo lavoro.
Accanto alla squadra e a coach e assistant coach c'è uno staff che nessun'altra società di IHL può vantare formato dall'allenatore dei portieri Davide Bertin, dal team leader Maurizio Fiori, doc Michael Mazzacane, Max Mordenti (responsabile logistica), Luigi Bonifacio (fisioterapista), Daniele Robortella (osteopata), Paolo Martegani (odontoiatra) e dal nutrizionista Alessandro Bonetti. E poi c'è Stefano. Con le sue uscite a Villa Mylius, Villa Toeplitz e presto al Sacro Monte - essere varesini, o sentirsi tali, e giocare nel Varese passa anche da qui - oppure con le schede di preparazione differenziate, molto differenziate visto che ogni Mastino è un piccolo mondo, delicato e complesso, in palestra all'Acinque Ice Arena (Galante è anche responsabile dell'area fitness della casa giallonera), o con qualche consiglio nei momenti di maggiore sofferenza fisica.
Come la vivi, Stefano?
Come un amante dei Mastini che è sempre stato vicino a giocatori e coach anche nelle scorse stagioni, avendo un buon rapporto con tutti. Ma non ero mai stato individuato ufficialmente come preparatore atletico, in palestra e nel recupero dopo le partite: è una grossa responsabilità di cui sono orgoglioso, ringrazio il presidente Carlo Bino per avermi dato l'opportunità di sentirmi parte di una squadra che amo.
Sei accanto ogni giorno ai giocatori: che clima respiri?
Rispetto alle distanze che magari in tanti coglievano nella scorsa stagione, quest'anno c'è un blocco unico. Si respira serenità e coinvolgimento, anche da parte dei nuovi. C'è un gruppo vero ed è bellissimo farne parte.
Hai portato la squadra a correre a Villa Mylius e Villa Toeplitz: come è andata?
È stato un po' uno choc, non erano abituati a questo tipo di uscite dopo essere partiti di corsa tutti assieme dal palaghiaccio... ma andrà anche "peggio" perché abbiamo nel mirino il "circuito Arcelli" per arrivare alla Torre di Velate, un muro dove testeremo davvero la condizione fisica di ognuno, e il Sacro Monte: raggiungeremo il Mosè facendo alcuni esercizi, ripetute comprese, lungo il percorso.
Un bel programmino... Tutto questo cosa dà a un mastino dal punto di vista fisico?
Intensità nel breve, miglioramento nella fase di recupero ma, soprattutto, facciamo gruppo vivendo una sofferenza collettiva: quando ci siamo trovati alla scalinata di Villa Toeplitz, da affrontare facendo vari esercizi, mi hanno guardato un po' storto, ma alla fine si sono divertiti e mi hanno anche ringraziato, chiedendomi quando avremmo fatto il prossimo allenamento all'aperto.
Starai scherzando...
No, chiedete al gruppo della corsetta del martedì e del giovedì e a quello di triathlon se scherzo: ognuno può diventare un atleta, a me piace "crearlo".
Lavori in collaborazione con coach Da Rin e con l'assistant coach Raimondi: come ti trovi?
Massimo mi ha dato carta bianca, con Edo mi sento spesso: lavoriamo seguendo la stessa strada e un obiettivo comune.
Hai di fronte alcuni giocatori che di fatto sono professionisti, giovani che aspirano a diventarlo e altri che hanno anche un lavoro: come gestisci queste differenze?
Le rispettiamo con una preparazione studiata ad hoc per ogni giocatore, soprattutto in palestra. Non si carica un fisico già stressato da una giornata di lavoro magari lontano da Varese, mentre sui ragazzi e sugli stranieri il discorso è diverso ma alla fine l'importante è non rendere traumatico l'impegno agonistico e renderlo piacevole, prevenendo anche possibili infortuni muscolari.
Tanti dicono che il Varese è un po' indietro fisicamente...
Io invece dico che i ragazzi sono già abbastanza in forma.
Da Rin diceva che a Varese, oltre alle persone, la struttura fa la differenza.
Sì: qui hai il ghiaccio, hai la palestra e hai anche la possibilità di fare riabilitazione in piscina o di riscaldarti sui campi da padel. Per i giocatori questa è davvero una seconda casa in cui trovano tutto.
Non di soli Mastini vive un super preparatore e atleta come te...
Seguo le pattinatrici del settore agonistico della Varese Ghiaccio e dell'Icesport, compresa Ginevra Negrello, e poi ci sono i miei ragazzi di Oxygen Triathlon con cui superiamo tutti i limiti, anche quelli del diabete.
Hockey - 17 settembre 2025, 10:29
Stefano Galante fa sudare i Mastini facendosi voler bene. «Villa Toeplitz, Villa Mylius, Sacro Monte e circuito Arcelli... la sofferenza collettiva fa gruppo»
È il preparatore atletico ufficiale del club giallonero ed è una grande persona: «Orgoglioso di far parte di una squadra che amo. Quest'anno c'è un blocco unito, lavoriamo divertendoci. Con Da Rin e Raimondi seguiamo la stessa strada e un obiettivo comune. L'Acinque Ice Arena è davvero la seconda casa dei gialloneri: qui trovano tutto»
Stefano Galante e i Mastini in azione a Villa Toeplitz (a sinistra e sotto a destra) e nella palestra dell'Acinque Ice Arena (in alto)
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