Gli scatti migliori si fanno ritraendo i paesaggi del cuore. È questo il credo di Armando Bottelli, fotografo naturalista di Castelseprio che di fatto vive sul lago di Varese, del quale conosce ogni riva e ogni canneto, perché da anni lo documenta con infinita pazienza e dedizione.
Venerdì 18 luglio, a partire dalle ore 20, Bottelli presenterà alcuni video dedicati alle nostre acque e agli ultimi pescatori professionisti, nel corso di una serata speciale al “Bon” di via Piave 3 a Cazzago Brabbia (cena al prezzo di 30 euro. Per prenotare chiamare il 333 2651071), dove tra una portata e l’altra saranno proiettati quattro documentari di Bottelli: un primo video di presentazione dei lavori fotografici, quindi quello sul parco del Campo dei Fiori, la lunga intervista a Luigi Giorgetti, il “Negus”, uno degli ultimi pescanti (con anche qualche immagine di Carlo Meazza), e infine l’omaggio al lago di Varese.
A contrappuntare i filmati, l’antipasto con il carpione, il risotto e il dolce, tutte specialità della cucina di “Bon”. Ma oltre al lavoro fotografico di Armando Bottelli, ci sarà spazio per le parole, con le poesie di Camilla Bati, Ermelin Nalin e Mario Chiodetti dette dagli autori e dedicate alle nostre acque, parte di un progetto ancora in fase di costruzione che riguarderà il lago visto da poeti, musicisti, pittori, scultori e fotografi.
Nel corso della serata poi, il giornalista e fotografo “laghée” Mario Chiodetti dialogherà con Bottelli, Luigi ed Ernesto Giorgetti e Gianfranco Zanetti, gli ultimi rimasti a pescare professionalmente sul lago, depositari di un patrimonio di storia e umanità.
«Frequento queste rive da almeno quarant’anni, per spostarmi uso il “barchèt” del “Negus”, mi piace realizzare scatti a pelo d’acqua, il mio è una sorta di capanno galleggiante, entro in acqua con muta e stivali. Fotografo dall’età di dieci anni, avevo una Rolleiflex biottica, poi sono passato alla macrofotografia e quindi agli animali e al paesaggio. Oggi uso una Nikon con lo zoom 200/500, non ottiche fisse e non taglio quasi mai le fotografie», spiega Bottelli, che lavora da tempo con riviste di settore e ha collaborato alla pubblicazione di volumi sul Campo dei Fiori e sulla Palude Brabbia, altro suo luogo del cuore, assieme al Parco del Ticino.
«Ho fatto mostre fotografiche alla Rai, in Provincia e Regione, collaboro con il Parco del Campo dei Fiori e quello del Ticino e ho pronta una mostra di 80 scatti di un metro per 70 dedicati al lago di Varese. Seguo gli animali anche per ore, sempre da solo, sono un fotografo naturalista vecchio stampo, il rapporto con la fauna e il paesaggio deve essere totale».
Poesia delle immagini dunque, accanto a quella in versi, ma poeti sono anche, a loro modo, gli uomini che hanno dedicato la vita alla pesca, sfidando le stagioni e l’inquinamento e trascorrendo notti e albe a contatto con la natura, cose impensabili oggi nel nostro mondo del tutto e subito.