Calcio - 04 marzo 2025, 07:28

Ricky "cuor di leone" Sogliano, 83 anni da vincente: ha scoperto talenti dove nessuno li vedeva. E ha creduto "davvero" nello stadio nuovo e nel Varese in serie B

Oggi è un compleanno speciale per l'unico varesino ad aver voluto davvero lo stadio nuovo e anche l'unico, preceduto solo da Claudio Milanese, a credere di poter riportare il Varese in serie B. Con le persone e gli agganci giusti, partendo dalle radici e dai giovani e vedendo prima le "cose". Mai incontrata una persona che sappia di calcio come lui. Difficile essere amici di Ricky? No, facilissimo...

Riccardo Sogliano compie oggi 83 anni

Quando le persone fanno la differenza. Non siamo mai stati obiettivi su Riccardo Sogliano perché non c'è mai stato bisogno di esserlo di fronte al numero uno per distacco: mai incontrata una persona che sappia di calcio come lui. Rispetto ai varesini, anche a quelli più conosciuti, Ricky ha sempre avuto due caratteristiche non comuni: la generosità e la riconoscenza. E chi ne ha sempre dipinto soprattutto il carattere vulcanico e impetuoso, è solo perché era stato, quasi sempre giustamente, messo sotto o rispedito al mittente con perdite. 

Oggi che compie 83 anni Ricky merita di sentirsi dire che una sola persona al mondo ha ereditato il suo fiuto, la sua visione, il suo coraggio, la sua capacità di andare fino in fondo nelle cose in cui vale la pena credere, a costo di essere l'unico a farlo, il suo amore nell'essere il primo nelle sfide più difficili e la sua predilezione per i giovani talenti da scovare e lanciare, il suo modo di intendere il calcio come un campo della vita dove basta capirne, e avere carattere ma a volte anche fondoschiena, per avere la meglio sul potere dei soldi e sui potenti di turno, e di quella persona è perfino inutile fare il nome. 

Al Varese Ricky arrivava raramente allo stadio e alla partita, ma quando lo faceva poi il giudizio era scritto sulla pietra e, al 99.9%, inappellabile; seguiva più spesso gli allenamenti e le amichevoli: altrimenti come avrebbe fatto a capire i giocatori, gli allenatori e i campionati prima di tutti gli altri, provando ad anticiparne destino e svolgimento?

Non è vero che è difficile essere suoi amici, o che soltanto pochi ne abbiano diritto: è la cosa più semplice e bella del mondo, basta essere se stessi, avere dentro qualcosa, mantenere la parola e dare tutto dopo aver ricevuto tutto. Ancora più facile sposarne le battaglie, è stato sufficiente sapere che erano giuste: negli ultimi vent'anni è stato il primo e unico varesino a volere "davvero" uno stadio nuovo, e ad apparecchiare la tavola - sostenuto dal basso, meno dall'alto - per realizzarlo; è stato il solo dai tempi dell'era Colantuoni - o, meglio, il solo insieme a Claudio Milanese che ci aveva tentato qualche anno prima - a credere "davvero" di poter riportare il Varese in serie B, e che per farlo bastasse capire di calcio, avere gli agganci giusti, seminare nelle radici e circondarsi delle persone migliori (meglio pochi ma veri) per riuscirci.

Ci sarebbero mille cose da dire oggi a Ricky, eppure ci vengono in mente solo piccoli momenti di vita come il suo arrivo al campo (era come se arrivasse il nostro Cumenda, solo a vederlo profumava di amore biancorosso e vittoria), il tavolo rotondo e rotante con salame e whisky, in modo che tutti potessero servirsi, il concetto sacro di famiglia (se ne entri a far parte, non ne esci più), il buen retiro di Forte tra la Ferrari dell'amico Riccardo Corredi nell'estate del Brancamenta, l'amore-odio con Varese - e con la politica - ma, ridotta all'osso di poche parole, che però non riescono a contenerla (a contenerlo), l'essenza di Ricky per noi è un'altra. 

E, cioè, la grandezza nel vedere negli altri (pochi altri), nel calcio, e perfino nel Varese qualcosa che nessuno ha mai visto e, credendoci in modo così assoluto e competente, riuscire a farlo emergere. Certo, al vertice serve (basta) un uomo che decide. L'uomo giusto e vincente: Ricky Sogliano. Anzi, Riccardo cuor di leone.

Andrea Confalonieri


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