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Territorio | 21 giugno 2024, 16:13

Luino intitola due targhe commemorative agli artisti di casa Cenni e Cantù e al pittore Casnedi

Domenica 23 giugno a Colmegna si ricorderanno importanti personaggi originari di quei luoghi: appuntamento alle 10:30 alla Torretta.

Luino intitola due targhe commemorative agli artisti di casa Cenni e Cantù e al pittore Casnedi

Luino intitola due targhe commemorative agli artisti di casa Cenni e Cantù e al pittore Casnedi. Domenica 23 giugno a Colmegna si ricorderanno gli artisti originari di quei luoghi. Saranno infatti inaugurate due targhe a memoria delle famiglie di pittori Cenni e Cantú in zona Torretta, mentre in località Casneda la targa che sarà scoperta porterà il nome di Filippo Casnedi. Appuntamento alle 10:30 alla Torretta di Colmegna.

Cenni e Cantù

Franco Cenni nacque a Milano il 15 novembre 1909. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, dove studiò decorazione e disegno dal 1927 al 1931.

Di famiglia a vocazione artistica, con altre figure prestigiose, come lo zio Angelo Cantù, vissuto per lungo tempo in Brasile dove divenne famoso per aver dipinto il ritratto della principessa Isabel di Braganza, detta la Redentora, per l’azione umanitaria da lei condotta in favore dell’abolizione della schiavitù. Non meno importante lo zio Agostino Cantù, titolare della cattedra di composizione presso il Conservatorio Drammatico Musicale di S. Paolo, autore di successo che seppe conferire alle sue opere un carattere genuinamente brasiliano, basato sui ritmi tipici del folclore sudamericano.

Nel 1931 si trasferì a San Paolo, Brasile, per sposare la cugina Elsa Cantú. In Brasile, Cenni si affermò rapidamente come critico teatrale e delle arti figurative, contribuendo alla creazione della "Família Artistica Paulista" insieme ad Alfredo Volpi, Mario Zanini e Aldo Bonadei. La sua arte, caratterizzata da un modernismo moderato, fu lodata da critici come Sérgio Milliet e Mario de Andrade.

Pittore specializzato in cavalli e paesaggi, ispirati dalla vita agreste dello Stato di San Paolo, Cenni realizzò mostre personali a Rio de Janeiro e San Paolo, partecipando a numerose esposizioni collettive. Vinse premi al Salão Paulista de Belas Artes nel 1943, 1945 e 1946.

Nel cinema brasiliano, lavorò come scenografo per compagnie come la Companhia Cinematográfica Maristela e la Vera Cruz. Fu azionista della Multifilmes, per la quale creò scenografie, incluso per "O Destino em Apuros" (1953), il primo lungometraggio a colori brasiliano. Come direttore di produzione della Corona Filmes, vinse un premio al Festival di Cannes per la fotografia del film "Sob o Céu da Bahia" (1956).

Nel 1960 vinse il Premio Italia per il libro "Italianos no Brasil", pubblicato dalla Companhia Antarctica Paulista. Negli anni '60, con la crisi del cinema, lavorò come regista e scenografo al Teatro Comunale di San Paolo.

Cenni fu redattore capo del Fanfulla, giornale della comunità italiana di San Paolo, e collaborò con Edoardo Bizzarri all’Instituto Cultural Italo-Brasileiro. Ricevette la Medaglia d'argento dalla Direzione Generale delle Relazioni Culturali del Ministero degli Affari Esteri italiano (1962) e fu nominato Cavaliere Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (1963). Dal 1967 fu direttore dell’Auditorio Italia e della Galeria de Arte Italia, promuovendo artisti italiani e produzioni teatrali innovative.

Franco Cenni morì a San Paolo il 26 febbraio 1973, dopo aver vissuto in Brasile per oltre quarant'anni, contribuendo significativamente alla diffusione della cultura italiana oltreoceano.

Grazie al figlio Roberto e sua moglie Rosie, si è recuperata documentazione iconografica delle opere di Cenni, preservando la memoria e l'impatto del suo lavoro.

Filippo Casnedi

Filippo Tobia Raffaele Casnedi (Dumenza, 26 settembre 1822 – Milano, 29 dicembre 1892).

Nato in una famiglia della nobiltà lombarda, Casnedi mostrò fin da giovane una grande passione per il disegno e la pittura. Nel 1840 si iscrisse all'Accademia di Brera a Milano, dove studiò sotto la guida di Giuseppe Sogni e Luigi Sabatelli, lavorando anche a vari affreschi in chiese locali.

Nel 1851, Casnedi vinse un concorso che gli permise di vivere e lavorare a Roma. Qui, si legò d'amicizia con Giovanni Costa e realizzò numerose opere, tra cui affreschi e quadri di ispirazione religiosa e rurale. Nel 1852 vinse il Premio Mylius con l'affresco "La scuola di Leonardo".

Tornato a Milano, Casnedi partecipò alla Mostra di Belle Arti di Brera del 1855 con il quadro "Il prigioniero di Chillon". Nel 1856 divenne professore aggiunto all'Accademia di Brera e sposò Clotilde Fanfani.

Tra il 1856 e il 1860 lavorò al Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho. Successivamente, decorò vari edifici storici, tra cui la Cappella Sommariva a Villa Carlotta e la Stazione di Milano Centrale. Realizzò anche affreschi per la Galleria Vittorio Emanuele II.

Negli anni '70, Casnedi affrescò la Chiesa dei SS. Pietro e Marcellino a Besana in Brianza. Continuò a esporre opere fino al 1881, includendo "Erbajola romana" tra i suoi ultimi lavori di rilievo.

Dal 1860 fu professore ordinario all'Accademia di Brera, insegnando a studenti come Pietro Bouvier, Francesco Didioni, Angelo Morbelli e Giovanni Sottocornola.

Raffaele Casnedi morì a Milano il 29 dicembre 1892 e fu sepolto al Cimitero Monumentale. Fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.

Serena Botta, assessore alla cultura del Comune di Luino commenta: «Su stimolo di alcuni Colmegnesi, in particolare Emilio Rossi, Presidente Anpi Luino, e Marco Lecchi, riferimento per il Comune della frazione, abbiamo deciso di posizionare queste due targhe in ricordo di personaggi illustri che hanno vissuto questi splendidi luoghi e, probabilmente, ne hanno anche tratto ispirazione. Sarà certamente piacevole, per chi passeggia tra le vie di Colmegna, oltre a godere dei panorami bellissimi di questo scorcio luinese, scoprire le interessanti storie di chi li ha abitati».

 

C.S.

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